RIVISTE LE PROCEDURE PER L'ATTIVAZIONE DEI NUOVI ALLACCI (Del. n. 87/06)

 

La Delibera 27 aprile 2006, n. 87/06 (pubblicata nella G.U. n. 119 del 24/05/06), ha profondamente rivisto il testo della Del. 40/04, andando fra l’altro a modificare sia l’attuale procedura standard per i nuovi allacci di impianti gas, che quella provvisoria, ed introducendo novità per il prossimo anno; ha inoltre posticipato ulteriormente gli accertamenti per gli impianti di utenza riattivati e modificati, nonché per gli impianti in servizio, ed ha rafforzato il controllo diretto da parte dei Comuni.


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PUBBLICATA LA NORMA UNI 7129:2001
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PUBBLICATA LA NORMA UNI 7129:2001
per la sicurezza degli impianti a gas

A cura dell'Ufficio Normativo IMMERGAS
 

 

La norma UNI 7129:2001 sostituisce la norma UNI 7129:1992 ed i relativi aggiornamenti (fogli aggiuntivi) A1:1995 e A2:1997; la nuova norma contiene, inoltre, ulteriori modifiche, sia editoriali sia sostanziali.

Essa rappresenta un "testo coordinato" e non una revisione globale (attualmente, la norma UNI 7129:1992, come la precedente edizione del 1972, ? in fase di completa revisione).

Vediamo ora in dettaglio alcune delle principali novit? introdotte in questa "riedizione".

0 - Introduzione
Scopo di tale capitolo (creato ex novo) ? quello di fornire precisazioni sul collegamento tra la UNI 7129 e la UNI EN 1775 (Trasporto e distribuzione del gas - Tubazioni di gas negli edifici - Pressione massima di esercizio minore o uguale a 5 bar - Raccomandazioni).

 

2 - Riferimenti normativi
stato creato un capitolo autonomo e pi? completo per la sezione "Norme di riferimento". Il capitolo 2 - "Impianti interni" - della norma UNI 7129:1992 ? diventato il capitolo 3 della UNI 7129:2001 (medesimo titolo), avendo assegnato al capitolo "Riferimenti normativi" il numero 2.

N.B. La norma UNI 7129:2001 presenta, perci?, una numerazione dei punti sfalsata rispetto a quella della UNI 7129:1992.

 

3.3.2.1
"Le tubazioni in vista installate nei locali ventilabili, qualora richiedano giunzioni, queste devono essere saldate o filettate; nei locali non ventilabili, cio? privi di aperture rivolte verso l'esterno, le giunzioni devono essere unicamente saldate".

Nella nuova norma ? scomparso il termine "ventilati" e, al suo posto, ? stato adoperato l'aggettivo "ventilabili". Il punto ? stato oggetto, nel passato, di numerosissime discussioni. Taluni sostenevano che la parola "ventilati" significava che, anche nel caso di installazione di una caldaia a camera stagna in un locale, era necessario prevedere un'apertura permanente allo scopo di aerare il locale (ovvero, allo scopo di esalare all'esterno eventuali trafilamenti di gas combustibile). In realt?, il CIG aveva gi? chiarito che, in tal caso, era sufficiente che il locale fosse dotato di una finestra apribile verso l'esterno. Per maggiore chiarezza, la nuova norma usa l'aggettivo "ventilabili"; in tal modo, ogni dubbio interpretativo dovrebbe cadere.

 

3.5.1.7
"L'installazione di apparecchi a gas ? vietata entro vani o ambienti classificati con pericolo di incendio (per esempio: rimesse, garage, box, ecc.) ".

Questa prescrizione compare per la prima volta nella 7129.

In realt?, fin dal 1994 il Ministero dell'Interno aveva chiarito che era vietato installare apparecchi a gas in tali locali (ovvero, le autorimesse e simili, anche con capacit? di parcamento inferiore a 9 autoveicoli). I chiarimenti erano contenuti, per?, in lettere circolari (9570/4108 sott. 22 del 10.03.1994, 16486/4108 del 15.03.1994, 1425/4108 sott. 22 del 15.06.1994) poco note ai tecnici. La disposizione della nuova norma elimina ogni dubbio e divulga le indicazioni a tutti gli operatori del settore.

 

3.5.2.2
"I dispositivi di sicurezza, controllo e regolazione automatica facenti parte di un apparecchio utilizzatore, non possono essere modificati se non dal costruttore dell'apparecchio stesso, sotto la sua responsabilit?".

Nella norma UNI 7129:1992 si dava la possibilit? di modifica - dei citati dispositivi - al costruttore e al fornitore. Questo precedente riferimento al "fornitore" dava la possibilit? di intervenire sui dispositivi anche al fornitore (in contrasto con le norme europee di costruzione degli apparecchi a gas). Nella nuova norma UNI 7129:2001 la possibilit? viene limitata al solo costruttore dell'apparecchio.

 

5.3.1 - Collegamento a camini e/o a canne fumarie
"I canali da fumo
...[omissis]... devono rispondere ai seguenti requisiti:".

"...[omissis]...

5.3.1.3
"
...[omissis]...; essere dotati, limitatamente al caso di caldaie e di caldaie combinate (riscaldamento ambiente pi? produzione di acqua calda sanitaria), di presa di campionamento avente dimensione e caratteristiche conformi alla UNI 10389".

La disposizione sopra riportata si riferisce solo agli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale.

La disposizione non ? nuova, era gi? contenuta nel foglio di aggiornamento n. 2 (UNI 7129:1992/A2:1997).

In realt? la dimensione e le caratteristiche della presa di campionamento deve essere conforme alla UNI 10784.

 

5.3.2.1
"Una canna fumaria/camino per l'evacuazione nell'atmosfera dei prodotti della combustione di apparecchi a tiraggio naturale deve rispondere ai requisiti costruttivi generali della UNI EN 1443 ...".

La novit? ? sostanziale: in pratica, tutti i nuovi camini e le nuove canne fumarie devono essere conformi ai requisiti generali della norma UNI EN 1443; il richiamo, da parte della UNI 7129:2001 (norma di sicurezza), rende la UNI EN 1443 il riferimento per la buona tecnica.

 

5.3.2.3
"... (vedere il metodo di calcolo riportato nella UNI 10640) "
.

Questa prescrizione era gi? contenuta nel foglio di aggiornamento n. 2 (UNI 7129:1992/A2:1997), per? non era stata adeguatamente valutata da alcuni operatori del settore.

Analogamente al commento precedente (riferito al punto 5.3.2.1), il richiamo, da parte della UNI 7129:2001 (norma di sicurezza), rende la UNI 10640 il riferimento per la buona tecnica in tutti i casi di nuove canne fumarie collettive ramificate.

 

N.B. Si ricorda che, in base al DPR 447/1991, tutte le canne fumarie collettive ramificate per apparecchi a gas devono essere progettate.

 

5.4.2.3 - Posizionamento dei terminali
"** I terminali sotto un balcone praticabile devono essere collocati in posizione tale che il percorso dei fumi dal punto di uscita del terminale al loro sbocco dal perimetro esterno del balcone, compresa l'altezza dell'eventuale balaustra di protezione chiusa, non sia minore di 2000 mm"
.

In questa frase ? comparsa la parola "chiusa", non presente nella precedente versione della norma.

Tale prescrizione, la cui condivisione pu? essere opinabile, creer? qualche problema nel caso di evacuazione a parete sotto un balcone praticabile.

 

5.6
"... per il dimensionamento di tale canna fumaria collettiva speciale vedere UNI 10641"
.

Questa prescrizione, riferita ai soli apparecchi a camera stagna con ventilatore, era gi? contenuta nel foglio di aggiornamento n. 2 (UNI 7129:1992/A2:1997), per? non era stata adeguatamente valutata da alcuni operatori del settore.

Analogamente al commento riferito al punto 5.3.2.1, il richiamo, da parte della UNI 7129:2001 (norma di sicurezza), rende la UNI 10641 il riferimento per la buona tecnica in tutti i casi di nuove canne fumarie collettive (e camini singoli) per apparecchi a gas a camera stagna con ventilatore.

importante evidenziare che le segnalazioni sopra riportate rivestono un carattere esemplificativo e non esaustivo; per la corretta applicazione della norma ? necessario consultare il testo pubblicato dall'UNI.

Distinti saluti

IRENE BIACCHI
Ufficio Normativo
IMMERGAS SpA

 

 

Per avere ulteriori informazioni o chiarimenti, potete telefonare al Numero Verde 800 306 306 chiedendo dell'Ufficio Normativo IMMERGAS.

 

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