30 Marzo 2026
Comfort ed efficienza

Pompa di calore e termosifoni: come funziona e quando conviene

In questo articolo capiamo come funziona questo abbinamento, quali aspetti tecnici considerare, perché è importante anche il fluido refrigerante e come ottenere il meglio in termini di comfort e di efficienza.

Pompa di calore e termosifoni: l’abbinamento è possibile?

La transizione energetica spinge molti proprietari di casa a interrogarsi su come rendere il proprio impianto di riscaldamento più efficiente e sostenibile senza stravolgere tutto quello che è già installato. La domanda è: si può abbinare una pompa di calore ai tradizionali termosifoni? La risposta più diretta è sì: è possibile e può essere anche una soluzione pratica e vantaggiosa.

Comfort, risparmio e sostenibilità con la pompa di calore

Ormai è noto: adottare una pompa di calore porta con sé una serie di vantaggi pratici e misurabili. Una pompa di calore ad alta efficienza contribuisce a ridurre i costi di riscaldamento rispetto a una caldaia tradizionale a gas. In più gli incentivi fiscali e i bonus disponibili favoriscono economicamente l’installazione e la sostituzione di vecchie caldaie con sistemi evoluti che sfruttano le energie rinnovabili. Abbandonare la combustione di gas naturale o gasolio per passare alla pompa di calore significa ridurre parecchio le emissioni di CO₂. Se l’energia elettrica proviene da fotovoltaico e da sistemi di accumulo, l’impatto si abbassa ulteriormente.

Come funziona una pompa di calore con i termosifoni?

Una pompa di calore è una macchina termica che preleva il calore dall’aria esterna (energia termica) e lo trasferisce al circuito idraulico interno dell’abitazione; per intenderci all’acqua che scalda poi i termosifoni. A differenza di una caldaia, che brucia combustibile per fare caldo, la pompa di calore sposta calore già esistente all’interno dell’aria esterna (si tratta di energia termica ed esiste anche quando le temperature sono basse) e soprattutto consuma meno elettricità di quanto calore (o fresco) produce.

Ciclo frigorifero e il fluido refrigerante

Il principio di funzionamento si basa sul ciclo frigorifero. In estate la pompa di calore muove il caldo da dentro a fuori casa, quando invece il clima si raffresca, prende l’energia termica da fuori e la usa per riscaldare gli ambienti. In effetti il ciclo estivo somiglia molto a quello di un normale frigorifero.

Termosifoni e alta temperatura di mandata

Il punto cruciale che ha sempre frenato l’adozione della pompa di calore negli edifici con termosifoni è la temperatura di mandata cioè il contenuto in calore che ha l’acqua quando esce dal generatore per raggiungere i radiatori. I termosifoni tradizionali lavorano infatti con acqua fino a 70-75°C, mentre le pompe di calore classiche erano ottimizzate per impianti a bassa temperatura come quelli a pavimento dove le temperature oscillano in media tra 30 e 40°C. Le pompe di calore di nuova generazione a R290, riescono a raggiungere temperature di mandata del tutto simili a quelle delle caldaie e sono quindi compatibili con i termosifoni senza bisogno di sostituirli con costi di ristrutturazione più bassi.

Termosifoni e pompa di calore: quando funzionano al meglio?

Diversi fattori incidono sull’efficienza nell’abbinamento tra pompa di calore e radiatori. Il primo riguarda la potenza della pompa di calore che deve poter coprire il fabbisogno termico dell’abitazione tenendo conto delle dispersioni dell’edificio, della distribuzione su più piani, del numero di bagni. In un impianto ben isolato con serramenti moderni si richiede meno potenza che in un edificio più datato con dispersioni di calore e magari più bagni.

Il secondo fattore far lavorare la pompa di calore a temperatura scorrevole in base alla temperatura esterna; se fuori la temperatura è rigida, la pompa di calore lavorerà ad alta temperatura, al contrario, se la temperatura esterna è mite, lavorerà a temperature più basse. È da considerare inoltre la tecnologia inverter presente nelle pompe di calore di nuova generazione: permette di modulare continuamente la potenza in base al reale fabbisogno termico, evita così gli sprechi e garantisce una temperatura costante e uniforme negli ambienti. Se si hanno i vecchi termosifoni l’inverter assicura meno sbalzi termici e più comfort abitativo.

Che cosa serve sapere per fare la scelta migliore?

Prima di scegliere una pompa di calore da integrare con i propri termosifoni o radiatori, bisogna rispondere ad alcune domande chiave e affrontare le questioni insieme a un professionista: un progetto su misura garantisce infatti la scelta più giusta e la massima resa dell’investimento.

  • Qual è lo stato di isolamento dell’edificio?

Un edificio con buon isolamento termico consente alla pompa di calore di lavorare a temperature di mandata più basse, migliorando l’efficienza stagionale. Se l’edificio presenta invece elevate dispersioni, si può comunque procedere con l’installazione anche se è necessario scegliere una macchina capace di raggiungere temperature più alte.

  • I radiatori esistenti sono adeguatamente dimensionati?

Corpi scaldanti più grandi riescono a cedere più calore anche con acqua a temperatura inferiore. In molti casi, semplicemente aggiungendo qualche elemento ai radiatori o sostituendo quelli più piccoli, si ottiene un impianto compatibile con le pompe di calore senza rifacimenti radicali.

  • Solo pompa di calore o sistema ibrido?

Specialmente in zone con inverni rigidi oppure in edifici con dispersioni elevate, possono essere vantaggiose le soluzioni ibride perché abbinano la pompa di calore a un generatore a gas. Così, nei picchi di freddo intenso o quando due bagni richiedono nello stesso tempo più acqua calda per la doccia, la caldaia dà quello spunto di energia che serve a mantenere il totale comfort.

I fluidi refrigeranti ecologici: perché R290 è più avanti

Un elemento importante nel circuito è ovviamente il fluido refrigerante: circola tra lo scambiatore esterno per assorbire il calore dall’aria e uno interno dove cede calore all’acqua dell’impianto. L’acqua così riscaldata viene poi distribuita nei radiatori, nei ventilconvettori o nei pannelli radianti. La nuova frontiera oggi è rappresentata dall’R290 perché ha un impatto ambientale minimo e possiede eccellenti proprietà termodinamiche: conduce calore con efficienza e lavora bene anche a basse temperature esterne, non attacca l’ozonosfera e proviene da fonti naturali. L’adozione dell’R290 nelle pompe di calore come la Magis M Top di Immergas è una scelta tecnicamente avanzata e responsabile.

Immergas Magis M Top: la pompa di calore pensata anche per i radiatori[

Tra le soluzioni disponibili oggi sul mercato, la gamma Immergas Magis M Top rappresenta un caso esemplare di come si possa avere efficienza energetica in ogni condizione e impianto. È una pompa di calore monoblocco aria-acqua, reversibile (cioè riscalda in inverno e raffresca in estate), dotata di tecnologia inverter e di refrigerante R290.

La temperatura di mandata permette appunto di lavorare con i termosifoni, la gamma di potenze va da 5 a 16 kW (monofase) ed è disponibile in sei versioni (quattro monofase e due trifase). Si adatta agli appartamenti di piccole dimensioni e alle villette più grandi, a uffici e spazi commerciali. Può essere abbinata a caldaie esistenti tramite gestore di sistema, oppure integrata con impianti fotovoltaici per massimizzare l’autoconsumo energetico. Supporta fino a 3 zone termiche indipendenti e la gestione dell’impianto è semplice e intuitiva, sia da pannello di controllo sia da remoto via smartphone con l’app Immer Comfort. La silenziosità è elevata (35 dB in modalità Silent) e non richiede il patentino F-Gas per l’installazione, poiché il sistema è ermeticamente sigillato.

Il funzionamento degli apparecchi è garantito anche quando la temperatura scende sotto zero. La funzione antigelo e le alte prestazioni la rendono quindi adatta all’intero territorio italiano.