Come risparmiare con la termoregolazione di casa
Avere la casa calda senza far salire la bolletta. È la stessa sfida che si propone ogni autunno, quando le temperature esterne iniziano a calare. Per prima cosa si pensa di solito al generatore: caldaia, pompa di calore o sistema ibrido. Ma anche l'impianto più efficiente può consumare più del necessario se scalda le stanze sbagliate, nelle ore sbagliate, alla temperatura sbagliata. È qui che entra in gioco la termoregolazione: cioè l'insieme di dispositivi che decide quando, quanto e dove portare calore.
Che cos’è la termoregolazione e perché aiuta a risparmiare
Un sistema di termoregolazione misura la temperatura in casa e, nei sistemi più evoluti, anche all’esterno. Dai dati raccolti e secondo le regolazioni degli utenti, comanda il generatore e stabilisce automaticamente tre cose:
- quando scaldare, con fasce orarie programmate;
- quanto scaldare, cioè a quale temperatura;
- dove scaldare, stanza per stanza o zona per zona.
Il risparmio è chiaro. Secondo ENEA (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), si possono ridurre i consumi di combustibile dal 5 al 10% per ogni grado in meno di temperatura in casa. Nel 2022, dalle stime sulla riduzione dei consumi di gas nel settore residenziale, l’agenzia ha ricavato che il solo passaggio da 20 a 19 °C può valere circa il 10,5% dei consumi nazionali per il riscaldamento delle abitazioni (il dato è riportato nell’articolo: ENEA – 5-10% per grado in meno).
Sono valori medi, ovviamente, perché ogni edificio risponde in modo diverso all’ambiente secondo l’isolamento, l’esposizione al sole, il clima, le condizioni dell’impianto e le abitudini d’uso in famiglia. In ogni caso, il dato dell’ENEA dimostra bene l’importanza di una regolazione accurata.
La nostra guida, tanti consigli utili
Per un’introduzione ai vantaggi in termini di comfort, controllo da remoto e autodiagnosi, è utile partire dalla guida Immergas alla termoregolazione che abbiamo scritto tempo fa ma che resta tuttora valida.
Partiamo ora dal Regolamento delle etichette energetiche per gli apparecchi di riscaldamento (UE 811/2013). I dispositivi di controllo della temperatura sono classificati in otto classi: dalla I (semplice termostato acceso/spento) alla VIII (controllo con più sensori ambiente che modula la potenza del generatore). Le classi più evolute di Termoregolazione ErP, permettono di raggiungere un’efficienza stagionale del sistema più elevata secondo percentuali definite: 3% per la classe V, 4% per la VI, 5% per la VIII.
L’efficienza stagionale è un parametro che riflette il comportamento reale dell’impianto durante il funzionamento quotidiano, tutto l’anno. Non bisogna perciò confondere i valori indicati con il risparmio in bolletta: le classi mostrano il contributo all’efficienza complessiva dell’insieme generatore più termoregolazione. Ovviamente sono un buon indicatore per capire quanto un dispositivo è “intelligente” e tra l’altro utile per ottenere gli incentivi fiscali.
Cronotermostati, valvole termostatiche e zone: le soluzioni principali
Come sempre accade, nella pratica di installazione ogni casa è diversa dalle altre e non esiste una soluzione unica: i dispositivi di termoregolazione lavorano infatti a livelli diversi e spesso danno il meglio quando vengono combinati. Ecco intanto qualche distinzione sui cronotermostati: on/off o modulanti.
Sono il cuore della termoregolazione di un impianto autonomo. Permettono di programmare le fasce orarie e di impostare almeno due livelli di temperatura, comfort e ridotta.
Cronotermostati on/off: accendono e spengono il generatore al raggiungimento della temperatura impostata. È il caso di CRONO 7 di Immergas, con programmazione settimanale su due livelli, disponibile anche in versione wireless.
Cronotermostati modulanti: non si limitano ad accendere e spegnere ma chiedono al generatore più o meno potenza in base a quanto la temperatura ambiente è lontana dalla temperatura desiderata. Il generatore lavora così in modo più continuo e regolare. È modulante per esempio, il CARV2 della gamma Immergas.
Si aggiunga che oggi, con Smartech Plus, è possibile modificare temperature e programmi anche quando si è fuori casa con lo smartphone, abbassando per esempio il riscaldamento quando si rientra più tardi del previsto.
La sonda esterna e la regolazione climatica
La sonda esterna misura la temperatura all’aperto e permette al generatore di adattare la temperatura dell’acqua che viene inviata ai termosifoni o al pavimento radiante: più bassa quando fuori è mite, più alta quando fa freddo. Si parla di funzionamento “a temperatura scorrevole”. È una soluzione particolarmente utile con caldaie a condensazione e pompe di calore, che lavorano meglio a temperature di mandata contenute. Abbinata a un termostato ambiente modulante, la sonda esterna è alla base delle classi di termoregolazione più alte.
Le valvole termostatiche
Si montano direttamente sui termosifoni e regolano il flusso di acqua calda radiatore per radiatore: quando la stanza raggiunge la temperatura impostata, la valvola si chiude e così si possono ad esempio tenere più fresche le camere poco usate durante il giorno. Nei condomini con riscaldamento centralizzato le valvole termostatiche sono obbligatorie insieme ai sistemi di contabilizzazione del calore. Negli impianti autonomi invece non sono obbligatorie ma possono completare il lavoro del cronotermostato: il cronotermostato decide infatti quando il generatore si accende e le valvole distribuiscono il calore nei radiatori.
La gestione a zone
Un appartamento su più livelli, o una casa con zona giorno e zona notte ben separate, ha esigenze diverse da un monolocale. Dividere l’impianto in zone, ognuna con il proprio termostato, consente di scaldare il soggiorno di giorno e le camere solo la sera. Nella gamma Immergas, per esempio, ci sono kit che permettono di gestire fino a tre zone, mentre pannelli remoti e centraline di zona servono gli impianti più articolati, inclusi quelli radianti che lavorano anche in raffrescamento e richiedono il controllo dell’umidità.
I dispositivi, dalle sonde ai cronotermostati alle centraline, fanno parte della gamma di accessori per la termoregolazione Immergas. La scelta dipende dal generatore installato ed è sempre una buona decisione farsi consigliare dall’installatore o dal centro assistenza.
Come impostare la temperatura giusta in casa senza sprechi
Una volta che si hanno i dispositivi giusti è fondamentale impostare bene. Tanto per cominciare è importante rispettare i limiti di legge. Il DPR 74/2013 fissa infatti una temperatura massima di 20 °C media delle stanze riscaldate. Con il raffrescamento estivo, invece, la temperatura non deve scendere sotto i 26 °C. In entrambi i casi si accettano 2 °C di tolleranza.
Si tratta in questo caso di temperature medie. Le camere da letto possono essere tenute anche un po’ più fresche rispetto alle altre camere. Programmare la temperatura ridotta nelle ore notturne e quando la casa è vuota è appunto il modo più semplice per tagliare i consumi senza rinunce.
La legge stabilisce anche il periodo e il numero di ore di accensione del riscaldamento in rapporto alla zona climatica del territorio italiano in cui la casa è collocata. Per esempio, nella zona E che comprende buona parte del Nord Italia e dell’Emilia-Romagna, gli impianti possono funzionare dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo di 14 ore al giorno, a meno di casi eccezionali.
Qualche ulteriore consiglio per riscaldare
Abbassare, non spegnere.
Quando si prevedono assenze brevi da casa, impostare una temperatura ridotta è spesso più economico che spegnere del tutto l’impianto. Una casa molto fredda richiede infatti più tempo e più energia per tornare alla temperatura corretta. È un’accortezza che vale ancora di più per gli impianti a pavimento che hanno grande inerzia termica e rispondono lentamente alle variazioni.
Posizionare bene il termostato.
Un termostato vicino a una porta che dà sull’esterno, esposto a una fonte di calore o al sole diretto legge una temperatura falsata e fa lavorare male tutto l’impianto. Meglio scegliere una parete interna, a circa un metro e mezzo da terra, lontano da correnti d’aria.
Non ostacolare il calore.
È molto importante non coprire i termosifoni con mobili o tende per permettere una buona circolazione dell’aria. D’altra parte la sera è importante chiudere persiane e tapparelle per limitare le dispersioni di calore. Bisogna poi ricordarsi che per arieggiare bene le stanze in inverno basta aprire le finestre per pochi minuti.
Tenere d’occhio l’umidità.
Temperatura e umidità sono legate: quando un ambiente è troppo secco sembra più freddo e spinge ad alzare il termostato. Un semplice termoigrometro aiuta a capire se è davvero necessario intervenire.
Termoregolazione e incentivi fiscali
Gli strumenti per la termoregolazione, essendo importanti per la riduzione dei consumi e l’aumento del comfort negli edifici, sono incentivati anche nel 2026 attraverso le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica.
Per quest’anno, la normativa prevede un’aliquota di detrazione del 50% per gli interventi sull’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili.
La termoregolazione evoluta contribuisce all’ottenimento dei vantaggi fiscali in quanto:
- componente essenziale dell’impianto termico in grado di ottimizzarne il funzionamento,
- elemento chiave negli interventi di sostituzione con sistemi ibridi bivalenti o add on (pompa di calore abbinata alla caldaia a condensazione, nuova o installata da max 5 anni, mediante apposito sistema di gestione).
Requisiti tecnici e procedure vanno sempre verificati caso per caso con un tecnico: per approfondimenti è disponibile la pagina Immergas dedicata alle agevolazioni fiscali.