Pompa di calore e termosifoni: l’abbinamento è possibile?

La transizione energetica spinge molti proprietari di casa a interrogarsi su come rendere il proprio impianto di riscaldamento più efficiente e sostenibile senza stravolgere tutto quello che è già installato. La domanda è: si può abbinare una pompa di calore ai tradizionali termosifoni? La risposta più diretta è sì: è possibile e può essere anche una soluzione pratica e vantaggiosa.

Comfort, risparmio e sostenibilità con la pompa di calore

Ormai è noto: adottare una pompa di calore porta con sé una serie di vantaggi pratici e misurabili. Una pompa di calore ad alta efficienza contribuisce a ridurre i costi di riscaldamento rispetto a una caldaia tradizionale a gas. In più gli incentivi fiscali e i bonus disponibili favoriscono economicamente l’installazione e la sostituzione di vecchie caldaie con sistemi evoluti che sfruttano le energie rinnovabili. Abbandonare la combustione di gas naturale o gasolio per passare alla pompa di calore significa ridurre parecchio le emissioni di CO₂. Se l’energia elettrica proviene da fotovoltaico e da sistemi di accumulo, l’impatto si abbassa ulteriormente.

Come funziona una pompa di calore con i termosifoni?

Una pompa di calore è una macchina termica che preleva il calore dall’aria esterna (energia termica) e lo trasferisce al circuito idraulico interno dell’abitazione; per intenderci all’acqua che scalda poi i termosifoni. A differenza di una caldaia, che brucia combustibile per fare caldo, la pompa di calore sposta calore già esistente all’interno dell’aria esterna (si tratta di energia termica ed esiste anche quando le temperature sono basse) e soprattutto consuma meno elettricità di quanto calore (o fresco) produce.

Ciclo frigorifero e il fluido refrigerante

Il principio di funzionamento si basa sul ciclo frigorifero. In estate la pompa di calore muove il caldo da dentro a fuori casa, quando invece il clima si raffresca, prende l’energia termica da fuori e la usa per riscaldare gli ambienti. In effetti il ciclo estivo somiglia molto a quello di un normale frigorifero.

Termosifoni e alta temperatura di mandata

Il punto cruciale che ha sempre frenato l’adozione della pompa di calore negli edifici con termosifoni è la temperatura di mandata cioè il contenuto in calore che ha l’acqua quando esce dal generatore per raggiungere i radiatori. I termosifoni tradizionali lavorano infatti con acqua fino a 70-75°C, mentre le pompe di calore classiche erano ottimizzate per impianti a bassa temperatura come quelli a pavimento dove le temperature oscillano in media tra 30 e 40°C. Le pompe di calore di nuova generazione a R290, riescono a raggiungere temperature di mandata del tutto simili a quelle delle caldaie e sono quindi compatibili con i termosifoni senza bisogno di sostituirli con costi di ristrutturazione più bassi.

Termosifoni e pompa di calore: quando funzionano al meglio?

Diversi fattori incidono sull’efficienza nell’abbinamento tra pompa di calore e radiatori. Il primo riguarda la potenza della pompa di calore che deve poter coprire il fabbisogno termico dell’abitazione tenendo conto delle dispersioni dell’edificio, della distribuzione su più piani, del numero di bagni. In un impianto ben isolato con serramenti moderni si richiede meno potenza che in un edificio più datato con dispersioni di calore e magari più bagni.

Il secondo fattore far lavorare la pompa di calore a temperatura scorrevole in base alla temperatura esterna; se fuori la temperatura è rigida, la pompa di calore lavorerà ad alta temperatura, al contrario, se la temperatura esterna è mite, lavorerà a temperature più basse. È da considerare inoltre la tecnologia inverter presente nelle pompe di calore di nuova generazione: permette di modulare continuamente la potenza in base al reale fabbisogno termico, evita così gli sprechi e garantisce una temperatura costante e uniforme negli ambienti. Se si hanno i vecchi termosifoni l’inverter assicura meno sbalzi termici e più comfort abitativo.

Che cosa serve sapere per fare la scelta migliore?

Prima di scegliere una pompa di calore da integrare con i propri termosifoni o radiatori, bisogna rispondere ad alcune domande chiave e affrontare le questioni insieme a un professionista: un progetto su misura garantisce infatti la scelta più giusta e la massima resa dell’investimento.

  • Qual è lo stato di isolamento dell’edificio?

Un edificio con buon isolamento termico consente alla pompa di calore di lavorare a temperature di mandata più basse, migliorando l’efficienza stagionale. Se l’edificio presenta invece elevate dispersioni, si può comunque procedere con l’installazione anche se è necessario scegliere una macchina capace di raggiungere temperature più alte.

  • I radiatori esistenti sono adeguatamente dimensionati?

Corpi scaldanti più grandi riescono a cedere più calore anche con acqua a temperatura inferiore. In molti casi, semplicemente aggiungendo qualche elemento ai radiatori o sostituendo quelli più piccoli, si ottiene un impianto compatibile con le pompe di calore senza rifacimenti radicali.

  • Solo pompa di calore o sistema ibrido?

Specialmente in zone con inverni rigidi oppure in edifici con dispersioni elevate, possono essere vantaggiose le soluzioni ibride perché abbinano la pompa di calore a un generatore a gas. Così, nei picchi di freddo intenso o quando due bagni richiedono nello stesso tempo più acqua calda per la doccia, la caldaia dà quello spunto di energia che serve a mantenere il totale comfort.

I fluidi refrigeranti ecologici: perché R290 è più avanti

Un elemento importante nel circuito è ovviamente il fluido refrigerante: circola tra lo scambiatore esterno per assorbire il calore dall’aria e uno interno dove cede calore all’acqua dell’impianto. L’acqua così riscaldata viene poi distribuita nei radiatori, nei ventilconvettori o nei pannelli radianti. La nuova frontiera oggi è rappresentata dall’R290 perché ha un impatto ambientale minimo e possiede eccellenti proprietà termodinamiche: conduce calore con efficienza e lavora bene anche a basse temperature esterne, non attacca l’ozonosfera e proviene da fonti naturali. L’adozione dell’R290 nelle pompe di calore come la Magis M Top di Immergas è una scelta tecnicamente avanzata e responsabile.

Immergas Magis M Top: la pompa di calore pensata anche per i radiatori[

Tra le soluzioni disponibili oggi sul mercato, la gamma Immergas Magis M Top rappresenta un caso esemplare di come si possa avere efficienza energetica in ogni condizione e impianto. È una pompa di calore monoblocco aria-acqua, reversibile (cioè riscalda in inverno e raffresca in estate), dotata di tecnologia inverter e di refrigerante R290.

La temperatura di mandata permette appunto di lavorare con i termosifoni, la gamma di potenze va da 5 a 16 kW (monofase) ed è disponibile in sei versioni (quattro monofase e due trifase). Si adatta agli appartamenti di piccole dimensioni e alle villette più grandi, a uffici e spazi commerciali. Può essere abbinata a caldaie esistenti tramite gestore di sistema, oppure integrata con impianti fotovoltaici per massimizzare l’autoconsumo energetico. Supporta fino a 3 zone termiche indipendenti e la gestione dell’impianto è semplice e intuitiva, sia da pannello di controllo sia da remoto via smartphone con l’app Immer Comfort. La silenziosità è elevata (35 dB in modalità Silent) e non richiede il patentino F-Gas per l’installazione, poiché il sistema è ermeticamente sigillato.

Il funzionamento degli apparecchi è garantito anche quando la temperatura scende sotto zero. La funzione antigelo e le alte prestazioni la rendono quindi adatta all’intero territorio italiano.

Installazione semplice e quindi più veloce

EUREKA unisce un generatore a gas e il climatizzatore con pompa di calore in un sistema che si installa sull’impianto esistente, senza richiedere opere murarie perché è stato concepito proprio per la ristrutturazione. In questo contesto, semplifica la sostituzione dei sistemi obsoleti di riscaldamento e condizionamento, si può installare in edifici residenziali, locali commerciali e uffici. La pompa di calore si occupa del raffrescamento e del riscaldamento. L’unità interna a condensazione, con produzione istantanea e alta efficienza, fornisce acqua calda e garantisce comfort anche nelle condizioni di freddo più severe. Così il clima ideale risulta assicurato per l’intero anno.

Eureka e i suoi due generatori

Il cuore del sistema è un’elettronica di gestione avanzata che monitora le condizioni climatiche esterne e le esigenze dell’edificio. In questo modo può attivare:

  • solo la pompa di calore nelle mezze stagioni, nelle giornate di clima mite e in estate per raffrescare la temperatura interna;
  • solo la caldaia a condensazione nelle notti più fredde e nelle ondate di gelo, quando la pompa di calore sarebbe meno efficiente;
  • entrambi i generatori per soddisfare picchi di richiesta termica senza compromessi sul comfort.

Acqua calda, rapidamente.

Per ottenere più confort anche sotto la doccia, il sistema prevede un piccolo serbatoio in acciaio inossidabile incorporato direttamente nella caldaia a condensazione: in questo modo l’acqua calda è disponibile fin dai primi istanti, senza bisogno di attendere a lungo che raggiunga la temperatura desiderata. La gestione delle prestazioni è affidata a un controllo elettronico che regola il funzionamento in modo automatico, mantenendo la temperatura costante e riducendo i consumi energetici.

Da uno a tre split, per ogni casa

La componente climatizzatore aria-aria di Eureka è disponibile in quattro potenze da 9.000 a 27.000 BTU/h e supporta da uno a tre split interni. Questo significa che il sistema è adatto tanto al monolocale quanto alla villetta, passando per uffici di medie dimensioni e locali commerciali. Ogni split interno si può scegliere tra 9.000 e 18.000 BTU/h per garantire la distribuzione ottimale del clima in ogni zona.

Controllo a distanza via app

Per avere tutto sotto controllo, in ogni momento e da remoto, è disponibile l’applicazione DOMINUS. Il sistema permette di gestire via smartphone l’accensione e lo spegnimento dell’impianto, la programmazione del riscaldamento e del raffrescamento, la regolazione della temperatura per ogni singola zona.

Garanzia 10 anni e detrazioni

Infine, con “Passa al Nuovo”, si può estendere la garanzia convenzionale fino a 10 anni, senza costi di attivazione, anche per quanto riguarda i climatizzatori. Basta contattare un Centro Assistenza Autorizzato Immergas aderente all’iniziativa, in occasione della verifica iniziale gratuita, e accordarsi per un programma periodico di manutenzione.

Chiudiamo con un importante vantaggio economico: l’installazione di EUREKA può rientrare nei regimi di incentivazione fiscale previsti dalla normativa sulle detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici. In questo modo si può recuperare una parte consistente della spesa sostenuta: il 50% nelle abitazioni principali e il 36% nelle seconde abitazioni. È opportuno verificare le condizioni specifiche applicabili caso per caso, poiché le agevolazioni disponibili variano in base anche al tipo di intervento.

Niente “cantiere in casa”

Chi ha già vissuto una ristrutturazione sa bene di cosa si parla: giorni con gli operai in giro, polvere, rumore, e una parte di casa quasi inabitabile. Una prospettiva che fa rimandare le decisioni anche quando gli interventi sono necessari.
Ma la sostituzione di una caldaia o l’installazione di un impianto di climatizzazione non è una ristrutturazione. Sono interventi tecnici precisi, con tempi definiti, che si possono risolvere nel giro di una, due giornate lavorative. A certe condizioni.

Cambiare la caldaia: una questione di ore

Quando si sostituisce una caldaia esistente con un modello nuovo, mantenendo lo stesso impianto a termosifoni, i tempi sono di solito contenuti.
Un installatore qualificato si occupa delle principali operazioni necessarie:

  • smonta la vecchia unità;
  • predispone i nuovi attacchi quando è necessario;
  • installa il nuovo apparecchio;
  • effettua la messa in funzione;
  • compila la dichiarazione di conformità e completa la registrazione sul libretto d’impianto.

Le tempistiche possono variare in base alle caratteristiche dell’impianto esistente, al modello scelto e all’accessibilità del locale tecnico, ma in molti casi l’intervento si conclude nell’arco della stessa giornata.

Sostituire un impianto di climatizzazione: uno o due giorni al massimo

I tempi per l’installazione di un impianto di climatizzazione variano in base alla complessità dei lavori.
Un sistema con una sola unità interna richiede in genere un intervento rapido e poco invasivo, mentre configurazioni con più unità possono richiedere lavorazioni più articolate e quindi tempistiche più estese.
La presenza di predisposizioni già esistenti, come canalizzazioni o passaggi per i collegamenti, può semplificare ulteriormente l’installazione. In ogni caso, si tratta di interventi normalmente gestibili senza trasformare l’abitazione in un cantiere a lungo termine.

Quando i due interventi si combinano: la soluzione integrata fa la differenza

Cosa succede se si decide di fare tutto insieme: caldaia nuova e climatizzazione nuova nello stesso momento? Se il lavoro è ben organizzato non si ha l’effetto “doppio cantiere”.
Con la nuova pompa di calore ibrida Eureka di Immergas, tutto è facilitato. La soluzione integrata combina la gestione del riscaldamento e del raffrescamento in questo modo: la pompa di calore raffresca in estate e riscalda nelle mezze stagioni; la caldaia lavora per scaldare l’acqua calda sanitaria e per dare forza ai termosifoni in inverno.
I componenti di Eureka [link alla landing Eureka] sono progettati per lavorare insieme e l’installazione semplice riduce i tempi di messa in opera.

Con una squadra organizzata e la soluzione Eureka, è ragionevole prevedere di completare l’intera operazione nell’arco di una giornata o due. In alcuni casi, se l’impianto esistente è già predisposto e le condizioni lo permettono, anche meno.

Cosa rende possibile tutto questo?

Ci sono due fattori principali che incidono sui tempi di installazione: la qualità dei componenti e la formazione degli installatori.
Quando si lavora con prodotti progettati per integrarsi tra loro, ogni passaggio dell’installazione segue una logica precisa e prevedibile. Non ci sono adattamenti improvvisati, non ci sono attese per trovare raccordi compatibili, non ci sono sorprese nel cablaggio. Tutto è stato pensato per andare al suo posto nel modo più diretto possibile.
Allo stesso modo, un installatore che conosce bene un sistema specifico lavora con una sicurezza e una velocità che si riflettono direttamente sui tempi, sui costi e sulla qualità del risultato finale.

Bisogna fare un’ultima considerazione sui costi. A volte infatti, rimandare un intervento ha un costo nascosto: quello di continuare a usare impianti inefficienti, con consumi energetici più alti del necessario. Sapere che basta poco per cambiare tutto, può essere un buon motivo per non aspettare di più.

Cos’è il Conto Termico 3.0

Il Conto Termico eroga rimborsi diretti da parte del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per interventi di efficientamento termico anche su edifici residenziali, uffici e negozi.
I generatori che possono agevolmente avere accesso all’incentivo sono le pompe di calore (che sfruttano l’energia termica contenuta naturalmente dell’aria) e i sistemi ibridi che uniscono alla pompa di calore una unità interna a gas utilizzata nei momenti di maggior fabbisogno energetico.

Per ottenere il contributo relativo al Conto Termico è necessario fare domanda sul portale GSE, dal 2 febbraio 2026, entro 90 giorni dal completamento dei lavori. Attenzione però, le risorse statali messe a disposizione sono 900 milioni di euro: una cifra che può esaurirsi più rapidamente di quanto si immagina.

L’importanza dell’efficienza energetica

Le pompe di calore elettriche sono in effetti apparecchi molto efficienti e per questo sono sempre più installate con lo scopo di scaldare e raffrescare le abitazioni oltre che per produrre acqua calda sanitaria. Si pensi che basta solo 1 Watt di elettricità per ottenere 4 e più Watt di potenza termica da utilizzare per offrire più comfort all’abitazione. Tutto questo con grande vantaggio per le bollette e l’ambiente.

Nei sistemi ibridi, che sono composti appunto da pompa di calore e caldaia a condensazione a gas e che sono dotati di specifica certificazione di prodotto, la pompa di calore stessa ha un ruolo primario perché viene utilizzata per la maggior parte del tempo mentre si limita l’intervento dell’unità interna a gas ai momenti in cui il fabbisogno di calore o di acqua calda sanitaria è molto elevato.

I contributi statali spingono nella direzione dell’“efficientamento energetico” (concetto che comprende proprio l’idea di efficienza) e sono calcolati per ridurre il consumo energetico in tutto il Paese con vantaggi per la bilancia energetica.

Il Conto Termico 3.0 incentiva quindi l’installazione di impianti di climatizzazione evoluti ma anche di impianti fotovoltaici pensati per dare energia alle pompe di calore che vengono installate non solo in abitazioni residenziali ma anche in imprese, su edifici del terziario, e per Enti del Terzo settore.

Incentivi alla riqualificazione energetica: opportunità da cogliere

Il Conto Termico serve quindi a spingere con più convinzione verso la transizione green con l’obiettivo di abbassare le emissioni nocive. Con i rimborsi rapidi (possono essere effettuati anche in un’unica soluzione se la cifra complessiva non supera i 15.000 €) il Conto Termico 3.0 offre un grande vantaggio a privati, condomini e imprese che si impegnano a realizzare impianti termici meno energivori.
Per concludere è importante notare che le spese rispetto alle quali si può richiedere il contributo del Conto Termico 3.0, riguardano tutti gli aspetti: dall’acquisto, all’installazione, allo smaltimento del vecchio generatore.

La prima risposta alla domanda “quando cambiare la caldaia?” è banalmente “quando si guasta”. La questione merita però di essere affrontata con più attenzione: cambiare una caldaia guasta in un momento di urgenza può portare a soluzioni poco convenienti e che non soddisfano le nostre esigenze energetiche.

Quanto dura una caldaia? Meglio chiedersi per quanto tempo una caldaia funziona in condizioni ottimali

La vita media di una caldaia è di 20 anni, talvolta di più. Non è raro che un apparecchio possa avere una vita più corta e molto dipende da come viene utilizzata. La caldaia è in effetti uno di quegli apparecchi di cui ci si ricorda solo quando non funziona o tuttalpiù una volta all’anno nei momenti delle revisioni e dei controlli dei fumi obbligatori per legge. Eppure una caldaia efficiente non garantisce solo la temperatura giusta in casa, ma permette anche di risparmiare notevolmente riducendo nello stesso tempo le emissioni nocive.

Cambio caldaia in emergenza: valutare le nuove tecnologie

Se una caldaia si rompe durante l’inverno, non c’è tempo per cercare soluzioni complesse: non c’è tempo per valutare tutte le opzioni disponibili sul mercato. Passare a una nuova caldaia a condensazione al posto di una vecchia a tecnologia tradizionale può però bastare per risparmiare fino al 30% sul consumo di gas. La tecnologia a condensazione è inoltre in grado di recuperare buona parte del calore che si disperderebbe attraverso il camino per riscaldare l’acqua sanitaria o quella dei termosifoni.

Sostituire la vecchia caldaia con una pompa di calore ibrida senza modifiche all’impianto termico

Oggi però ci sono soluzioni ancora più avanzate, adottabili anche se ci si trova in una situazione di emergenza. La pompa di calore ibrida VICTRIX HYBRID di Immergas ha delle caratteristiche molto interessanti:

  • è facile da installare;
  • è costituita da una pompa di calore e da un generatore a gas che interviene nei momenti di richiesta di acqua calda sanitaria o per il riscaldamento;
  • può lavorare anche in impianti a termosifone con temperatura di mandata fino a 80 gradi.

Quest’ultima caratteristica rende VICTRIX HYBRID utilissima in caso di sostituzione di caldaie obsolete perché può lavorare anche in impianti a caloriferi. Basta sostituire la vecchia caldaia e le connessioni studiate appositamente per la massima compatibilità che si allacciano rapidamente e senza particolari interventi murari anche in impianti non recenti.

La pompa di calore e il generatore a gas sono collegati in serie fra loro e raggiungono un’efficienza stagionale anche del 35% superiore rispetto a una caldaia normale. VICTRIX HYBRID può inoltre sostituire caldaie allacciate a canne collettive grazie alla possibilità di scaricare a parete.

Ecco le agevolazioni fiscali fino a fine 2026

Le pompe di calore come MAGIS TOP R290 e i sistemi ibridi come VICTRIX HYBRID aiutano a migliorare l’efficienza energetica delle case, sfruttando il più possibile le energie rinnovabili. L’uso di questi apparecchi può quindi beneficiare di vantaggi fiscali come l’IVA al 10% e la detrazione del 50% (abitazioni di dimora abituale) e del 36% sulle seconde case.

Queste agevolazioni fiscali sono valide fino al 31 dicembre 2026 e, per il momento, si prevedono riduzioni delle aliquote per l’anno prossimo. Chi sta pensando di rinnovare il proprio impianto termico, quindi non perda tempo. È meglio informarsi subito e acquistare nuovi apparecchi con i vantaggi fiscali più convenienti.”

I bonus edilizi attivi nel 2026

Il panorama delle agevolazioni per il 2026 è stato modificato rispetto al passato. Il Governo ha confermato il sostegno per la riqualificazione del patrimonio immobiliare attraverso l’elettrificazione dei consumi e sostiene con agevolazioni fiscali chi acquista impianti termici realizzati con pompe di calore, sistemi ibridi, condizionatori ad alta efficienza.

Gli incentivi sono tre:

  • Bonus Ristrutturazioni (Casa): per interventi edilizi che includono il rinnovo degli impianti.
  • Ecobonus: specifico per il miglioramento delle prestazioni energetiche.
  • Conto Termico 3.0: vantaggioso per la sostituzione di vecchi impianti con tecnologie rinnovabili.

Prima e seconda casa: quali differenze?

La novità più importante del 2026 riguarda la scelta di sostenere soprattutto gli interventi sulla abitazione principale. Chi decide di sostituire l’impianto di riscaldamento o di installare un sistema di climatizzazione nella casa in cui risiede, la detrazione fiscale è del 50%. Chi invece interviene su un’abitazione secondaria ha un vantaggio fiscale del 36% che comprende come sempre sia i costi di progettazione sia l’installazione. Il limite massimo di spesa è confermato in 96.000 euro in entrambi i casi. L’investimento in un nuovo impianto di climatizzazione si recupera quindi gradualmente con un credito d’imposta che riduce l’IRPEF ogni anno: per dieci anni si può detrarre un decimo della percentuale di spesa definita, 50% o 36% secondo i casi.

Bonus Casa 50%-36%: due aliquote vantaggiose

Il momento della ristrutturazione di un’abitazione è l’occasione giusta per ripensare il sistema di climatizzazione, per sfruttare soluzioni più avanzate che

  • garantiscono comfort in ogni stagione;
  • gestiscono raffrescamento e riscaldamento in modo diverso nelle varie zone della casa;
  • riducono il consumo energetico;
  • abbattono le emissioni nocive;
  • risparmiano spazio;
  • aumentano il valore dell’immobile.

Durante una ristrutturazione è infatti possibile predisporre al meglio gli spazi per l’installazione di pompe di calore, sistemi radianti a pavimento o a parete, unità di condizionamento ad alta efficienza energetica. Se si eseguono queste operazioni rispettando i requisiti normativi, si può quindi beneficiare delle detrazioni, alleggerendo decisamente l’impatto economico complessivo dei lavori.

Il Bonus Casa (detto anche Bonus Ristrutturazioni) nel 2026 segue come si diceva il principio della “doppia aliquota”: 50% per le Abitazioni Principali, 36% per le Seconde Case. Per avere lo sconto più alto, bisogna essere proprietari o titolari di un diritto reale sull’immobile ristrutturato e avere in quell’immobile l’abitazione principale. Il vantaggio fiscale viene applicato ad esempio su lavori di muratura e impianti.

Per gli immobili d’impresa come uffici o negozi (accatastati in modo diverso dalle abitazioni) è importante verificare la possibilità di sfruttare l’Ecobonus o altri ammortamenti specifici, dato che il Bonus Casa è rivolto soprattutto ai contribuenti privati.

Ecobonus 50%-36%: meno gas, più efficienza

L’Ecobonus è uno strumento più adatto a chi non fa ristrutturazioni complesse ma punta direttamente all’efficientamento energetico. Rispetto al passato sono cambiati alcuni elementi: oggi non sono più incentivati gli acquisti di caldaie a gas stand-alone anche se a condensazione.
Gli incentivi a doppia aliquota (50% abitazione principale, 36% altri immobili) si applicano invece a:

  • Pompe di calore (aria-aria, aria-acqua, geotermiche).
  • Sistemi Ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione, dove la componente rinnovabile è prevalente).
  • Sistemi di termoregolazione evoluti e scaldacqua a pompa di calore.

Conto Termico 3.0: contributo a fondo perduto

Il Conto Termico 3.0 è un altro tipo di sostegno all’efficienza energetica e all’uso delle fonti di energie rinnovabili. Non si tratta di un’agevolazione fiscale ma di un importante contributo a fondo perduto che può raggiungere anche il 65% di acquisti e lavori. Favorisce chi fa interventi di isolamento, sostituisce vecchie caldaie ad esempio con pompe di calore, introduce solare termico e sistemi di termoregolazione digitali. L’accesso al contributo è diretto fino a un valore complessivo di 15 mila euro.

Condomìni: soluzioni centralizzate

Anche i condomini possono beneficiare degli incentivi fiscali per la riqualificazione degli impianti di riscaldamento e raffrescamento. Gli interventi sulle parti comuni, come la sostituzione della centrale termica condominiale con sistemi più efficienti o l’installazione di impianti di climatizzazione invernale centralizzati, permettono di accedere alle detrazioni fiscali, ripartendo proporzionalmente tra i condòmini l’investimento e i benefici.

Le soluzioni centralizzate avanzate consentono infatti di gestire in modo ottimale il comfort di tutti gli appartamenti, aumentano l’efficienza energetica e riducono gli sprechi e i sistemi di contabilizzazione del calore permettono a ciascun condomino di pagare in base al proprio effettivo consumo.

Più comfort e più valore per gli immobili.

Al di là degli incentivi fiscali, investire in un sistema di riscaldamento e raffrescamento moderno significa garantirsi un ambiente sempre confortevole, sia nelle rigide giornate invernali sia nelle estati più bollenti. Per le abitazioni, questo si traduce in una migliore qualità della vita; in negozi e uffici si crea un ambiente più accogliente per clienti e dipendenti, che può influenzare positivamente produttività e soddisfazione.

Tutto ciò si traduce anche nella valorizzazione dell’immobile. Un’abitazione, un negozio o un ufficio dotato di impianti moderni ed efficienti ha un valore di mercato superiore e risulta più appetibile in caso di vendita o locazione. La classe energetica dell’edificio è diventata infatti un parametro sempre più rilevante nelle valutazioni immobiliari.

Manutenzione periodica e manutenzione straordinaria, le differenze

Una caldaia, come ogni altro apparecchio del sistema di riscaldamento, ha bisogno di manutenzione regolare. Questa manutenzione deve essere fatta da tecnici specializzati perché i controlli si fanno con attrezzature e procedure specifiche. La manutenzione straordinaria serve invece a ripristinare le funzioni quando si verifica un malfunzionamento che prevede ricambi o sostituzioni parziali.

Chi è il responsabile per la manutenzione di caldaia e impianto termico?

Per gli impianti termici autonomi, il responsabile della manutenzione periodica è per legge il proprietario o l’affittuario della casa. Nei condomini con un impianto centralizzato il responsabile è invece l’amministratore.

Per essere più precisi, l’impianto termico è, secondo la legge, il sistema di apparecchiature fisse che producono acqua calda sanitaria, che riscaldano gli ambienti in inverno e li raffrescano in estate. Quindi, oltre alle caldaie tradizionali o a condensazione, fanno parte dell’impianto anche caldaie a pellet, climatizzatori, condizionatori e pompe di calore ma non le stufette elettriche mobili che ad esempio, si usano per scaldare il bagno quando c’è molto freddo.

L’obbligo della prova fumi

Essere responsabili della manutenzione dell’impianto termico significa garantire che si facciano due controlli che devono essere eseguiti, come si diceva, da un tecnico specializzato. Il primo è la manutenzione ordinaria che serve a mantenere gli apparecchi in buone condizioni.

Il secondo è la cosiddetta “prova fumi”, cioè la verifica di efficienza energetica, consumi ed emissioni nocive: una fase importantissima dal punto di vista economico ed ecologico. Nei libretti di istruzioni di caldaie e altre apparecchiature è indicata la frequenza con cui deve essere effettuata la manutenzione: per le caldaie a gas Immergas il limite è di un anno, così come per le pompe di calore e i sistemi ibridi.

Libretto di impianto, tempi e controlli

Il controllo dell’efficienza energetica si svolge ogni 12 mesi, oppure ogni due o quattro anni a seconda delle tempistiche stabilite dalla Regione o dalla Provincia autonoma. Il tecnico specializzato che si occupa della manutenzione sa bene quando è il momento di effettuare la prova fumi. Perché tutto sia in regola, alla fine dei controlli il tecnico deve compilare il libretto di impianto e il rapporto di efficienza energetica.

Opportunità, sconti e bonus per cambiare caldaia

È proprio durante questi interventi che un tecnico specializzato può valutare le condizioni generali dell’impianto e fornire indicazioni molto utili su possibili nuove soluzioni. Sostituire una caldaia obsoleta subito, oggi può essere infatti molto conveniente a partire dalla riduzione immediata dei consumi.

 

Con le rate, convenienza immediata

Immergas permette di rateizzare tutte le spese, compresa la manodopera, con un grande vantaggio ulteriore: le spese possono essere dilazionate fino a 60 mesi, mentre il nuovo impianto assicura fin da subito una drastica riduzione dei consumi soprattutto se si installano pompe di calore e pannelli fotovoltaici per un sistema di nuova generazione.

La manutenzione e la prova dei fumi sono quindi un’opportunità per controllare l’impianto, per scoprire nuove soluzioni e acquistare accessori, come i cronotermostati evoluti Immergas, che aiutano ad aumentare il comfort in casa e a ridurre le spese.

Se si considerano le opportunità delle detrazioni fiscali come il Bonus Casa e l’Ecobonus, è il caso di considerare la grande convenienza dei vantaggi fiscali dedicati a chi rinnova l’impianto sostituendo la caldaia con apparecchi più evoluti che non solo consumano meno ma abbattono decisamente le emissioni nocive: pompe di calore, impianti di riscaldamento e raffrescamento ibridi, climatizzatori in pompa di calore. Fino al 31 dicembre 2026 i vantaggi consistono in una detrazione fiscale del 50% per la prima casa e del 36% sulla seconda con un tetto massimo di 96.000 euro. Come per tutti i bonus del settore, la detrazione si deve scalare dalla detrazione dei redditi in 10 anni con 10 quote dello stesso valore.

Efficienza e intelligenza

Prima di tutto la pompa di calore, una tecnologia molto preziosa che estrae calore gratuito dall’ambiente con un ciclo termodinamico decisamente efficiente: basta un solo Watt di elettricità per ricavare circa 4 Watt di energia termica da usare per scaldare, raffrescare e produrre acqua calda sanitaria (ACS) con consumi elettrici minimi. Quando le temperature esterne calano drasticamente, il gestore di sistema interviene e aziona automaticamente la caldaia a condensazione: se servono grandi quantità d’acqua per fare più docce contemporaneamente o un surplus di calore, il generatore assicura il massimo comfort.

Riduzione delle bollette e incentivi

La forza degli impianti ibridi sta proprio nella capacità di massimizzare l’uso delle fonti rinnovabili senza rinunciare mai al comfort e al risparmio energetico. Per ridurre ancora le spese energetiche, questo tipo di impianto può essere abbinato utilmente ai pannelli fotovoltaici. In questo modo, l’energia elettrica autoprodotta alimenta la pompa di calore, riducendo bollette fino al 40-50% e anche le emissioni di CO2. Anche l’integrazione con il solare termico aiuta a potenziare la produzione di acqua calda sanitaria sfruttando il calore del sole e riducendo veramente al minimo l’intervento della caldaia. Questa efficienza energetica è sostenuta dallo Stato con incentivi come il Conto Termico 3.0 o la detrazione fiscale fino al 50%.

MAGIS COMBO V2: la soluzione “Factory Made”

La gamma MAGIS COMBO V2 di Immergas offre in particolare una grande flessibilità, sia nelle diverse possibilità di utilizzo, sia nella varietà delle potenze disponibili. MAGIS COMBO V2 si trova infatti con unità esterne di varie potenze da 4 a 16 kW mentre l’unità interna può essere da 32 kW per modelli 12-16 kW, da 27 kW (in sanitario) e 24 kW (in riscaldamento) per i modelli 4-6-9 kW. Tutti i modelli sono “factory made”: questo significa che sono stati studiati e sviluppati in casa Immergas per garantire l’equilibrio perfetto tra i componenti.

Anche con i classici termosifoni

Una delle specifiche vincenti di MAGIS COMBO V2 è la capacità di portare la temperatura di mandata fino a 80°C. Questa caratteristica ne fa un apparecchio utilissimo nella sostituzione di vecchie caldaie quando si vuole fare un balzo tecnologico in avanti introducendo le rinnovabili anche nelle case in cui operano ancora i tradizionali termosifoni. È da valutare inoltre che le versioni PLUS dello stesso modello, possono essere abbinate a bollitori inox sempre costruiti con cura da Immergas. Una garanzia di comfort notevole. La MAGIS COMBO V2 richiede l’installazione da parte di professionisti con patentino F-GAS, d’altra parte offre soluzioni piuttosto compatte, sistemi da incasso in telai Solar Container o armadi Domus Container e possibilità di installazione esterna e in luogo parzialmente coperto per adeguarsi a diverse necessità edilizie.

Le garanzie legali

Per tutti i consumatori in Europa, la garanzia legale per qualunque apparecchio è di 2 anni e copre diversi aspetti come difetti di conformità iniziale, malfunzionamenti che non derivano da usura o da mancata manutenzione. La garanzia standard di una caldaia prevede riparazioni o sostituzioni senza costi per il cliente, manodopera e pezzi originali per ripristinare il funzionamento. Tale garanzia non copre invece danni causati da un’installazione errata, dalla mancanza di manutenzione, dall’usura naturale e da guasti causati da eventi esterni come sbalzi di tensione, gelo, uso scorretto.

La manutenzione della caldaia è importantissima

Proprio per ottenere e mantenere prestazioni ottimali a lungo, Immergas propone un’estensione di garanzia abbinata a un contratto di manutenzione annuale. In questo modo ci si assicura tutti i controlli annuali obbligatori per legge, le regolazioni che limitano consumi ed emissioni nocive, le attenzioni che fanno durare più anni il generatore, le prestazioni migliori e, in definitiva, la difesa di un investimento importante per la propria abitazione.

Con l’iniziativa “Passa al nuovo”, Immergas prevede infatti un’estensione di garanza ad attivazione gratuita che comprende interventi annuali, effettuati da tecnici autorizzati, che rispettano gli standard qualitativi definiti dall’azienda italiana e specificati nel Decalogo dei Servizi. Questo Decalogo garantisce impegni precisi come puntualità, professionalità, utilizzo di ricambi originali, trasparenza e rispetto delle normative, assicurando la migliore assistenza caldaie sul mercato.

Quali vantaggi dà Formula Comfort?

In occasione della verifica iniziale di una caldaia (oppure entro i successivi 60 giorni) si può stipulare con un Centro Assistenza Tecnica Autorizzato Immergas un contratto di manutenzione annuale che allunga la garanzia fino a 10 anni e che poi, volendo, si può estendere di altri 5. Formula Comfort amplia i vantaggi della manutenzione tradizionale con un servizio di prim’ordine che assicura anche l’assistenza prioritaria. Ogni servizio è svolto con competenza, trasparenza e chiarezza nei costi da personale qualificato e formato nei numerosi corsi di aggiornamento Immergas. I risultati sono meno consumi, sicurezza e comfort, garantiti da una rete di professionisti qualificati estesa in tutta Italia con oltre 600 Centri Assistenza.

Quali servizi hai con Formula Comfort, e senza?

Con Formula Comfort, oltre ai servizi tecnici, i consumatori hanno a disposizione i già citati impegni e qualità del Decalogo dei Servizi Immergas. Ecco alcuni esempi:

  • programmazione degli interventi periodici da parte del Centro Assistenza Immergas;
  • uso di ricambi originali Immergas;
  • informazioni trasparenti sulle operazioni eseguite;
  • intervento di tecnici formati e aggiornati sui prodotti specifici;
  • assistenza tempestiva con priorità nelle chiamate urgenti;
  • risposta all’urgenza anche la domenica mattina nelle stagioni fredde.

Senza Formula Comfort, in sostanza, si rischia di non ottenere le migliori prestazioni da caldaie, sistemi ibridi factory made o full electric e in generale di non servirsi dell’attività di un Centro Assistenza Tecnica Autorizzato Immergas: ciò implica assistenze meno puntuali, tecnici non specializzati e non altrettanto formati, ricambi non originali e tempi di intervento lunghi che hanno ricadute negative sulle performance e sul risparmio.

Precedenza e chiamate urgenti, come funziona?

I Centri di Assistenza Immergas sono impegnati ad offrire risposte rapide e servizi di qualità. Chi aderisce all’estensione di garanzia Formula Comfort si assicura la precedenza nelle chiamate urgenti e l’intervento entro 24 ore. È importante notare che nei periodi più freddi, l’assistenza Immergas è disponibile perfino 7 giorni su 7 compreso la domenica mattina. Gli interventi si effettuano sempre con pezzi originali, nessun costo di chiamata né costi di manodopera.

Formula Comfort Over per le caldaie più potenti

Le caldaie che lavorano in edifici grandi o condomini, hanno potenze di molto superiori ai 35 kW raggiunti al massimo dalle caldaie domestiche. Anche queste possono essere coperte dall’estensione di garanzia specifica Formula Comfort Over. Per ottenere potenze particolarmente elevate, le caldaie a volte sono disposte in batterie per rendere più efficienti ed efficaci le prestazioni. Per assicurare maggior durata ed elasticità al sistema si richiedono ancora una volta competenze adeguate. La cura con cui Immergas segue la formazione e l’aggiornamento continuo dei professionisti è una garanzia ulteriore per tutti gli utenti: questo approccio rende l’assistenza caldaie Immergas una delle più apprezzate e affidabili in Italia, sinonimo di sicurezza, efficienza e supporto costante.

Tecnologia a condensazione e versatilità

Prima di tutto bisogna considerare la tecnologia a condensazione: le caldaie Immergas sfruttano questo sistema per recuperare il calore che nelle vecchie caldaie usciva dal camino. Il risparmio, per chi ha ancora caldaie obsolete, può arrivare fino al 30%: un ottimo argomento per anticipare la sostituzione anche dei vecchi generatori ancora funzionanti.

Le caldaie Immergas sono inoltre tutte Hydrogen Ready. Questo significa che possono funzionare già ora con miscele di gas che contengono fino al 20% di idrogeno: una soluzione che potrebbe essere utilizzata in un futuro prossimo per diminuire le emissioni nocive.

Un’altra importante considerazione da fare è sulla compattezza del design: l’intera gamma Victrix Extra occupa solo 25 cm in profondità e può essere sistemata ovunque senza problemi di spazio: si può mettere in casa, incassata in una nicchia, all’esterno in un posto riparato o addirittura a cielo aperto con il kit di copertura. L’installazione da incasso con telaio Omni Container è molto utile per avere più in ordine, effetto estetico migliore e tutta la protezione di un armadio costruito apposta.

Tante possibilità di utilizzo

La scelta è ampia: si può optare per le versioni di varie potenze che forniscono acqua calda immediata (le “istantanee”) o quelle con bollitore abbinato per avere tanta acqua calda in appartamenti grandi con più bagni o in zone dal clima invernale particolarmente rigido.
Come si diceva prima, le caldaie Vicrix Extra si possono inoltre collegare facilmente a impianti solari termici o a pompe di calore per creare impianti ibridi con gestore di sistema che riducono al massimo i consumi e le emissioni nocive per l’ambiente.

I vantaggi del cronotermostato.

Le caldaie Victrix Extra possono essere accompagnate in modo molto conveniente dal cronotermostato modulante Comando Amico Remoto (CARV2). Il cronotermostato evoluto permette di gestire la caldaia a distanza per regolare la temperatura in modo preciso, evitare sprechi e avere sempre comfort giusto.

Ecco due esempi pratici di come sfruttare al meglio il cronotermostato modulante Comando Amico Remoto (CARV2) con la caldaia Victrix Extra:

  • Programmazione settimanale personalizzata
    Immaginiamo di alzarci ogni mattina alle 7:30 per prepararsi, ma che poi si resti fuori casa per lavoro dalle 9 alle 18. Con il cronotermostato si può programmare la temperatura per trovare la casa calda solo quando serve: una temperatura confortevole dalle 7:30 alle 9 che poi si abbassa mentre si è fuori per farla tornare più alta poco prima del rientro nel pomeriggio. E nei fine settimana la programmazione può essere diversa. Il comfort giusto è automatico.
  • Zone diverse, comfort su misura
    Se la casa ha zone utilizzate in modo diverso (ad esempio zona giorno e zona notte) si possono gestire separatamente aggiungendo termostati on/off. Nelle camere da letto il riscaldamento serve a mantenere la temperatura minima, nel soggiorno il calore è regolato in modo continuo evitando sprechi.

Il cronotermostato intelligente rende quindi semplice il risparmio dell’energia e migliora la vivibilità della casa. Una piccola nota in più: con il kit Dominus V2 e relativa Web App a cui si accede facilmente dal QR Code, si hanno sempre a portata di mano tutte le informazioni utili sulla caldaia, dal manuale di utilizzo ai contatti per l’assistenza.