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Silicio monocristallino: perché conta la qualità della cella
Immergas sceglie i pannelli Trina Vertex-S perché uniscono dimensioni contenute e prestazioni elevate. L’efficienza arriva fino al 22,5% e sono studiati per ottenere la migliore costanza di rendimento anche in condizioni meno agevoli come quando c’è particolarmente caldo oppure se l’insolazione non è perfetta. La differenza sta quindi nella quantità di tempo in cui il pannello riesce a produrre al meglio durante tutto l’anno.
Inverter ZCS Azzurro: gestione integrata dei flussi energetici
L’inverter ibrido monofase ZCS Azzurro gestisce simultaneamente produzione fotovoltaica, batteria e rete elettrica. L’energia solare alimenta prima di tutto i consumi domestici, l’eccedenza va in batteria e la rete interviene solo quando è necessario. L’Energy Meter e il Sensore di Corrente integrati ottimizzano i flussi in tempo reale, senza bisogno di un intervento manuale, mentre la potenza massima di carica e scarica della batteria è di 5.000 W.
In caso di blackout, a differenza degli inverter tradizionali che si disconnettono dalla rete, lo ZCS Azzurro passa in modalità isolata e continua ad alimentare la casa con la produzione fotovoltaica e l’energia accumulata. La scheda Wi-Fi integrata nell’inverter trasmette in tempo reale all’app dedicata i dati di produzione, consumo, stato della batteria e scambi con la rete, per un monitoraggio completo sempre a portata di mano.
Batterie di accumulo: conservare l’energia prodotta
Le batterie HV 5kWh consentono di immagazzinare l’energia elettrica prodotta nelle ore centrali della giornata per utilizzarla la sera o nelle giornate meno soleggiate; in questo modo si aumenta la quota di autoconsumo (cioè la percentuale di energia prodotta per il proprio uso) e si riduce la dipendenza dalla rete. È possibile collegare fino a 4 unità, per un totale di 20 kWh di accumulo, espandendo il sistema progressivamente senza sostituire i componenti già installati.
EV Charger e ottimizzatori Tigo: due componenti, due vantaggi
Il caricatore ZCS 1-PH 7kW sfrutta l’energia fotovoltaica in esubero senza immetterla in rete per ricaricare il veicolo elettrico: i costi di ricarica si abbassano e migliora ancora l’impiego dell’energia autoprodotta.
Gli ottimizzatori Tigo TS4-A hanno una funzione molto importante: si possono installare su tutti i pannelli oppure solo su quelli soggetti a ombreggiamento parziale, e consentono a ciascun modulo di lavorare al massimo indipendentemente dagli altri in caso appunto di ombra momentanea. Il guadagno di resa può arrivare fino al 25% sull’intero impianto, con benefici tanto più marcati quanto più è complessa la geometria del tetto.
Un sistema progettato per lavorare insieme
Pannelli Trina Vertex-S, inverter ZCS Azzurro, batterie HV 5kWh, caricatore ZCS 7kW e ottimizzatori Tigo sono quindi componenti selezionati da Immergas per integrarsi in modo coerente. Il risultato è un impianto affidabile, gestibile da remoto e progettato per mantenere prestazioni prevedibili per i prossimi trent’anni.
Grande garanzia e 50% di incentivi
Importantissima, per finire la garanzia. Sui pannelli fotovoltaici Immergas è tra le più consistenti del settore: ben 25 anni sul prodotto e addirittura 30 anni sulle prestazioni. Il degrado massimo annuo previsto è solo dello 0,4% quindi il rendimento residuo garantito al trentesimo anno è ancora dell’87,4%! L’investimento su un impianto fotovoltaico è quindi a lungo termine.
Dal momento che, anche nel 2026 il bonus casa per il fotovoltaico è confermato, il ritorno dell’investimento (ROI) è decisamente più breve. È prevista infatti una detrazione IRPEF del 50% per l’installazione sull’abitazione principale, spalmata in 10 anni. L’agevolazione include anche sistemi di accumulo e i lavori di installazione.
Pompa di calore e termosifoni: l’abbinamento è possibile?
La transizione energetica spinge molti proprietari di casa a interrogarsi su come rendere il proprio impianto di riscaldamento più efficiente e sostenibile senza stravolgere tutto quello che è già installato. La domanda è: si può abbinare una pompa di calore ai tradizionali termosifoni? La risposta più diretta è sì: è possibile e può essere anche una soluzione pratica e vantaggiosa.
Comfort, risparmio e sostenibilità con la pompa di calore
Ormai è noto: adottare una pompa di calore porta con sé una serie di vantaggi pratici e misurabili. Una pompa di calore ad alta efficienza contribuisce a ridurre i costi di riscaldamento rispetto a una caldaia tradizionale a gas. In più gli incentivi fiscali e i bonus disponibili favoriscono economicamente l’installazione e la sostituzione di vecchie caldaie con sistemi evoluti che sfruttano le energie rinnovabili. Abbandonare la combustione di gas naturale o gasolio per passare alla pompa di calore significa ridurre parecchio le emissioni di CO₂. Se l’energia elettrica proviene da fotovoltaico e da sistemi di accumulo, l’impatto si abbassa ulteriormente.
Come funziona una pompa di calore con i termosifoni?
Una pompa di calore è una macchina termica che preleva il calore dall’aria esterna (energia termica) e lo trasferisce al circuito idraulico interno dell’abitazione; per intenderci all’acqua che scalda poi i termosifoni. A differenza di una caldaia, che brucia combustibile per fare caldo, la pompa di calore sposta calore già esistente all’interno dell’aria esterna (si tratta di energia termica ed esiste anche quando le temperature sono basse) e soprattutto consuma meno elettricità di quanto calore (o fresco) produce.
Ciclo frigorifero e il fluido refrigerante
Il principio di funzionamento si basa sul ciclo frigorifero. In estate la pompa di calore muove il caldo da dentro a fuori casa, quando invece il clima si raffresca, prende l’energia termica da fuori e la usa per riscaldare gli ambienti. In effetti il ciclo estivo somiglia molto a quello di un normale frigorifero.
Termosifoni e alta temperatura di mandata
Il punto cruciale che ha sempre frenato l’adozione della pompa di calore negli edifici con termosifoni è la temperatura di mandata cioè il contenuto in calore che ha l’acqua quando esce dal generatore per raggiungere i radiatori. I termosifoni tradizionali lavorano infatti con acqua fino a 70-75°C, mentre le pompe di calore classiche erano ottimizzate per impianti a bassa temperatura come quelli a pavimento dove le temperature oscillano in media tra 30 e 40°C. Le pompe di calore di nuova generazione a R290, riescono a raggiungere temperature di mandata del tutto simili a quelle delle caldaie e sono quindi compatibili con i termosifoni senza bisogno di sostituirli con costi di ristrutturazione più bassi.
Termosifoni e pompa di calore: quando funzionano al meglio?
Diversi fattori incidono sull’efficienza nell’abbinamento tra pompa di calore e radiatori. Il primo riguarda la potenza della pompa di calore che deve poter coprire il fabbisogno termico dell’abitazione tenendo conto delle dispersioni dell’edificio, della distribuzione su più piani, del numero di bagni. In un impianto ben isolato con serramenti moderni si richiede meno potenza che in un edificio più datato con dispersioni di calore e magari più bagni.
Il secondo fattore far lavorare la pompa di calore a temperatura scorrevole in base alla temperatura esterna; se fuori la temperatura è rigida, la pompa di calore lavorerà ad alta temperatura, al contrario, se la temperatura esterna è mite, lavorerà a temperature più basse. È da considerare inoltre la tecnologia inverter presente nelle pompe di calore di nuova generazione: permette di modulare continuamente la potenza in base al reale fabbisogno termico, evita così gli sprechi e garantisce una temperatura costante e uniforme negli ambienti. Se si hanno i vecchi termosifoni l’inverter assicura meno sbalzi termici e più comfort abitativo.
Che cosa serve sapere per fare la scelta migliore?
Prima di scegliere una pompa di calore da integrare con i propri termosifoni o radiatori, bisogna rispondere ad alcune domande chiave e affrontare le questioni insieme a un professionista: un progetto su misura garantisce infatti la scelta più giusta e la massima resa dell’investimento.
- Qual è lo stato di isolamento dell’edificio?
Un edificio con buon isolamento termico consente alla pompa di calore di lavorare a temperature di mandata più basse, migliorando l’efficienza stagionale. Se l’edificio presenta invece elevate dispersioni, si può comunque procedere con l’installazione anche se è necessario scegliere una macchina capace di raggiungere temperature più alte.
- I radiatori esistenti sono adeguatamente dimensionati?
Corpi scaldanti più grandi riescono a cedere più calore anche con acqua a temperatura inferiore. In molti casi, semplicemente aggiungendo qualche elemento ai radiatori o sostituendo quelli più piccoli, si ottiene un impianto compatibile con le pompe di calore senza rifacimenti radicali.
- Solo pompa di calore o sistema ibrido?
Specialmente in zone con inverni rigidi oppure in edifici con dispersioni elevate, possono essere vantaggiose le soluzioni ibride perché abbinano la pompa di calore a un generatore a gas. Così, nei picchi di freddo intenso o quando due bagni richiedono nello stesso tempo più acqua calda per la doccia, la caldaia dà quello spunto di energia che serve a mantenere il totale comfort.
I fluidi refrigeranti ecologici: perché R290 è più avanti
Un elemento importante nel circuito è ovviamente il fluido refrigerante: circola tra lo scambiatore esterno per assorbire il calore dall’aria e uno interno dove cede calore all’acqua dell’impianto. L’acqua così riscaldata viene poi distribuita nei radiatori, nei ventilconvettori o nei pannelli radianti. La nuova frontiera oggi è rappresentata dall’R290 perché ha un impatto ambientale minimo e possiede eccellenti proprietà termodinamiche: conduce calore con efficienza e lavora bene anche a basse temperature esterne, non attacca l’ozonosfera e proviene da fonti naturali. L’adozione dell’R290 nelle pompe di calore come la Magis M Top di Immergas è una scelta tecnicamente avanzata e responsabile.
Immergas Magis M Top: la pompa di calore pensata anche per i radiatori
Tra le soluzioni disponibili oggi sul mercato, la gamma Immergas Magis M Top rappresenta un caso esemplare di come si possa avere efficienza energetica in ogni condizione e impianto. È una pompa di calore monoblocco aria-acqua, reversibile (cioè riscalda in inverno e raffresca in estate), dotata di tecnologia inverter e di refrigerante R290.
La temperatura di mandata permette appunto di lavorare con i termosifoni, la gamma di potenze va da 5 a 16 kW (monofase) ed è disponibile in sei versioni (quattro monofase e due trifase). Si adatta agli appartamenti di piccole dimensioni e alle villette più grandi, a uffici e spazi commerciali. Può essere abbinata a caldaie esistenti tramite gestore di sistema, oppure integrata con impianti fotovoltaici per massimizzare l’autoconsumo energetico. Supporta fino a 3 zone termiche indipendenti e la gestione dell’impianto è semplice e intuitiva, sia da pannello di controllo sia da remoto via smartphone con l’app Immer Comfort. La silenziosità è elevata (35 dB in modalità Silent) e non richiede il patentino F-Gas per l’installazione, poiché il sistema è ermeticamente sigillato.
Il funzionamento degli apparecchi è garantito anche quando la temperatura scende sotto zero. La funzione antigelo e le alte prestazioni la rendono quindi adatta all’intero territorio italiano.
Scegli tra un impianto full electric e uno ibrido
Per chi cerca di eliminare l’uso di combustibili fossili, il riscaldamento full electric con pompe di calore è la soluzione più diffusa. Tuttavia, in climi freddi particolarmente rigidi, l’efficienza del sistema può calare, specialmente quando le temperature scendono sotto lo zero per lungo tempo. In questi casi, optare per un impianto ibrido, che combina la pompa di calore con una caldaia a gas, può garantire una maggiore continuità e comfort, contenendo comunque i consumi perché il generatore a gas interviene solo quando la pompa di calore non riesce a soddisfare la richiesta termica.
Come funziona la pompa di calore in inverno
La pompa di calore aria-acqua riesce ad estrarre energia termica (calore) dall’aria esterna anche quando le temperature climatiche sono basse. L’energia raccolta viene poi trasferita all’interno per riscaldare. Le pompe di calore di ultima generazione sono progettate per mantenere un corretto funzionamento fino a -20°C sotto zero nonostante un calo delle prestazioni in condizioni estreme che richiedono più energia elettrica.
Non solo la posizione geografica ma anche la coibentazione dell’edificio e la sua esposizione solare giocano un ruolo centrale nella capacità delle pompe di calore di raggiungere buoni risultati. Gli edifici ben isolati ed esposti al sole hanno infatti un più basso fabbisogno termico in inverno e permettono alla pompa di calore di lavorare con più efficacia e meno consumi. Al contrario, edifici poco isolati o con esposizione sfavorevole richiedono sistemi più potenti o soluzioni di supporto come impianti ibridi.
Tra le altre cose da calcolare nel bilancio energetico dell’impianto di climatizzazione, c’è anche la temperatura dell’acqua nelle tubazioni: quando è molto bassa richiede ovviamente più energia per essere portata a temperature utili per il riscaldamento mentre ne vuole meno in estate per il raffrescamento degli ambienti.
Pro e contro del riscaldamento a pompa di calore
Elenchiamo qui di seguito in una sorta di riassunto i vantaggi e i limiti di una pompa di calore destinata alla climatizzazione.
Pro
- Elevata efficienza energetica, con coefficienti di prestazione (COP) che possono superare il livello 4 portando a risparmi significativi in bolletta. (Il COP indica appunto il rapporto tra l’energia termica prodotta e l’elettricità consumata)
- Riduzione delle emissioni di CO2 e minore impatto ambientale, soprattutto se alimentate con il fotovoltaico.
- Funzionalità reversibile che offre riscaldamento in inverno e raffrescamento in estate.
Contro
- Costi iniziali d’investimento più elevati rispetto a caldaie a gas o riscaldatori elettrici.
- Performance dipendenti dalla temperatura esterna, con cali di efficienza in climi molto freddi.
- Spazio per l’unità esterna ed eventualmente per un boiler di acqua calda capiente.
Pompe di calore sempre più efficaci
In Germania, paese mediamente più freddo dell’Italia, ci si avvale spesso delle pompe di calore per il riscaldamento anche in caso di edifici già esistenti, mentre Norvegia, secondo alcuni studi ben il 60% delle famiglie si avvale di un sistema di riscaldamento a pompa di calore.
Le variabili in gioco oltre alla latitudine alla quale ci troviamo, sono molteplici: la qualità dell’isolamento dell’edificio, l’esposizione solare, ma è dal tipo di riscaldamento che dipende, in gran parte, l’efficacia di un sistema full electric. Un impianto a termosifoni necessita di temperature di mandata piuttosto alte (l’acqua che scorre nei radiatori per scaldare gli ambienti deve arrivare a 65°/70° C), mentre nel caso di un riscaldamento a pavimento, è necessaria meno energia per arrivare ai 35°/40° C richiesti da questa tipologia di installazione.
Per garantire prestazioni ottimali, la potenza dell’impianto deve essere commisurata alle reali esigenze. Un sovradimensionamento rischierebbe di farci spendere inutilmente, mentre un impianto troppo poco potente ci farebbe perdere efficienza.
Spesso è sufficiente fare modifiche a pochi elementi dell’impianto per migliorare di molto l’efficienza del sistema, per ottenere impianti capaci di offrire i risultati migliori, è importante rivolgersi a professionisti in grado di svolgere accuratamente la progettazione e il dimensionamento degli apparecchi.
Scopri tutto quel che c’è da sapere sulle soluzioni ibride e full electric di Immergas.
Pompa di calore ibrida
Le pompe di calore ibride uniscono il meglio di due tecnologie: la pompa di calore sfrutta l’energia rinnovabile dell’aria esterna, la caldaia a condensazione interviene solo quando fa freddo o serve molta acqua calda. Il sistema è dotato di un’elettronica intelligente che gestisce automaticamente il funzionamento e sceglie di volta in volta la fonte di energia più conveniente. Le due unità – pompa di calore e generatore a gas – a volte lavorano in contemporanea per aumentare le ore di utilizzo della pompa di calore e ridurre ancora il consumo di gas.
Risparmio concreto
La tecnologia della pompa di calore consente di produrre fino a 4 kW di energia termica utilizzando soltanto 1 kW di elettricità, tutto questo senza bruciare gas. Per questo, sostituire la vecchia caldaia tradizionale può portare consumi – con grande risparmio – e fino al 50% in meno di emissioni di CO₂, un grande vantaggio per l’ambiente. Il sistema ibrido formato dai due generatori, raggiunge la classe energetica A++ in riscaldamento e garantisce alti rendimenti in tutte le stagioni.
Anche con i termosifoni
In particolare, esistono pompe di calore ibride come la Victrix Hybrid di Immergas che può lavorare con una temperatura di mandata fino a 80°C. Questo significa che è perfetta anche negli impianti con termosifoni tradizionali. In pratica, la Victrix Hybrid può sostituire rapidamente la caldaia ed è studiata per inserirsi negli spazi del precedente generatore, senza lavori invasivi.
Incentivi fiscali
Proprio perché la Victrix Hybrid permette di ridurre il consumo di gas e di conseguenza le emissioni nocive, l’installazione di questa pompa di calore ibrida accede alle detrazioni fiscali previste dalla normativa: il 50% per l’abitazione principale e il 36% per la seconda. Sono incentivi consistenti che si detraggono dalle tasse per 10 anni.
I vantaggi si sommano anche alla possibilità di acquistare e pagare i lavori di installazione a rate, così la pompa di calore ibrida inizia subito a risparmiare mentre i pagamenti si dilazionano a lungo nel tempo.
Evoluzione tecnologica e condensazione
Il vero significato del termine efficienza, indica in generale la capacità di svolgere bene un certo lavoro o compito in relazione all’impegno di energia. In pratica, le persone o gli apparecchi che ottengono il massimo risultato con il minimo sforzo, sono i più efficienti. Anche nel mondo delle caldaie, lo sviluppo tecnologico degli ultimi decenni riguarda spessissimo proprio questo fattore: la capacità di riscaldare meglio usando meno gas possibile.
La conseguenza immediata di un miglioramento in efficienza non è solo economica ma anche ecologica perché usare meno gas significa di conseguenza ridurre le emissioni nocive. Un doppio, importante vantaggio.
Un grande passo in avanti da questo punto di vista è stato fatto quando, verso la fine degli anni ’90, sono state inventate e poi introdotte sul mercato le cosiddette caldaie a condensazione. Oggi questa tecnologia è obbligatoria e il motivo è molto concreto: le caldaie precedenti sprecavano moltissimo calore buttandolo letteralmente attraverso la canna fumaria. I fumi che uscivano dal camino, infatti, erano caldissimi, oggi invece no.
Con l’utilizzo di uno scambiatore di calore, e proprio per merito del fenomeno naturale della condensazione, le caldaie odierne arrivano a recuperare fino al 30% di calore senza sprecarlo e i fumi che escono dal camino hanno infatti temperature più basse.
Sostituire una caldaia obsoleta
Questo consistente risparmio di gas e di emissioni nocive può quindi già da solo giustificare la sostituzione di una caldaia ancora funzionante ma obsoleta. È infatti opportuno considerare proprio il grande aumento dell’efficienza che si ottiene passando alla tecnologia più avanzata, per ottenere un risparmio di circa il 30%. Questo abbattimento dei costi in bolletta, combinato con la possibilità di acquisto a rate, permette in conclusione un risparmio così elevato da rendere interessante la sostituzione anticipata del vecchio generatore.
Alta efficienza, che cosa significa oggi
La direttiva ErP (Energy related Product) del 2015 ha introdotto un sistema di classificazione degli apparecchi (da A+++ a G) oltre a modificare i criteri di valutazione. Oggi si considera infatti l’efficienza stagionale: una misura che valuta il rendimento reale della caldaia durante l’intero anno e che considera tanti fattori come le variazioni climatiche, le fasi di funzionamento e standby per fornire una stima più accurata del consumo energetico complessivo rispetto al semplice rendimento massimo.
Le caldaie a condensazione moderne
Le attuali caldaie a condensazione di fascia alta raggiungono una modulazione fino a 1:10 che permette di far lavorare il generatore alla minima potenza – quindi con grande risparmio – più tempo possibile. Per aumentare l’efficienza si usano anche circolatori a basso consumo elettrico e sistemi di controllo climatico avanzati che comandano la caldaia per riscaldare solo quando è necessario e ottimizzare continuamente il funzionamento in base alle condizioni esterne e alla richiesta termica.
Nella classe con l’efficienza energetica più elevata (A+++) sono presenti le pompe di calore e i sistemi ibridi che uniscono i due tipi di generatori. In questi sistemi, infatti, il sistema di gestione digitale fa in modo che la caldaia stessa sia usata il meno possibile per utilizzare invece per la maggior parte del tempo la pompa di calore. Da un lato, la pompa di calore è uno straordinario moltiplicatore di energia (basta un Watt di energia elettrica per produrre fino a 4 Watt di energia termica) dall’altro la caldaia è molto utile nelle zone con climi rigidi quando la temperatura resta a lungo sotto lo zero.
Caldaia ad alta efficienza e pompa di calore
Per questo motivo, chi sta valutando la sostituzione del proprio sistema di riscaldamento dovrebbe considerare i sistemi ibridi integrati, rappresentano infatti una soluzione molto avanzata per offrire grande efficienza, più comfort con meno consumi e meno emissioni nocive.
Se la caldaia si accende e si spegne che cosa succede?
Il funzionamento di una caldaia può essere paragonato a quello di un’automobile in città: ogni volta che si ferma e riparte, il consumo di carburante aumenta rispetto a quando viaggia a velocità costante. Lo stesso principio si applica al riscaldamento domestico.
In inverno o quando fa freddo, nel momento in cui la caldaia viene accesa, il generatore si mette a lavorare a pieno regime per portare l’acqua alla temperatura desiderata e riscaldare i termosifoni. Questa fase iniziale richiede un notevole dispendio energetico.
Al contrario, quando l’impianto è già in funzione e deve solamente mantenere la temperatura, la caldaia opera al minimo delle sue possibilità con un consumo decisamente più contenuto.
In pratica, ogni riaccensione comporta il cosiddetto picco di avviamento dal momento che la caldaia non riscalda solo l’acqua, ma anche tutti i componenti del sistema, dalle tubature ai radiatori. Questo processo richiede una quantità considerevole di energia.
Cosa dicono le leggi?
La normativa italiana sul riscaldamento domestico stabilisce regole precise che definiscono non solo i periodi di accensione variabili secondo la zona climatica (sono ovviamente diversi in Sicilia rispetto all’Alto Adige) ma anche principi fondamentali per ottimizzare i consumi. La legislazione prevede che la temperatura degli edifici residenziali non debba superare i 20°C con una tolleranza di 2°C. Questa indicazione è molto importante perché non riguarda solo il comfort abitativo, ma soprattutto l’efficienza energetica: ogni grado in più comporta infatti un aumento dei consumi che va dal 6 all’8% con conseguente aumento dei costi.
La normativa favorisce anche l’uso di sistemi di termoregolazione perché consentono di far funzionare la caldaia al minimo evitando gli sforzi eccessivi. In questo modo l’impianto si adatta alle effettive esigenze dell’abitazione con più gradualità.
Per gli impianti centralizzati, la legge prevede l’obbligo di installare sistemi di contabilizzazione del calore così ogni famiglia può avere un’idea più chiara dei propri consumi e grazie alla maggiore consapevolezza può ottimizzare i consumi in base alle proprie abitudini.
Quando la caldaia consuma di più?
Non tutte le ore del giorno presentano lo stesso livello di consumo per l’impianto di riscaldamento. Esistono momenti in cui il fabbisogno energetico aumenta decisamente e altri in cui si mantiene su livelli più contenuti.
In genere, i cosiddetti picchi di consumo si verificano:
- al mattino presto, quando la temperatura esterna è più bassa e l’abitazione si è raffreddata durante la notte;
- nelle giornate fredde quando la differenza tra temperatura interna ed esterna è più elevata;
- al momento della riaccensione dopo un periodo di spegnimento prolungato.
Quali elementi influiscono sul consumo della caldaia?
L’isolamento termico dell’abitazione è fondamentale: una casa ben coibentata mantiene il calore più a lungo e permette alla caldaia di operare quasi sempre al minimo.
Anche la manutenzione dell’impianto influisce sui consumi perché una caldaia con depositi di calcare o con la pressione dell’acqua sbagliata deve lavorare di più e consumare più gas per ottenere gli stessi risultati.
La grandezza degli ambienti da riscaldare è ovviamente determinante, così come la loro altezza (l’aria calda, più leggera, va sempre verso l’alto) e la loro esposizione: un’abitazione che guarda a sud richiede meno energia in inverno rispetto a una sempre in ombra.
Anche le abitudini degli abitanti incidono notevolmente: lasciare finestre aperte mentre la caldaia è in funzione rappresenta uno dei modi più sicuri per aumentare i consumi.
C’è caldaia e caldaia, stagione e stagione
Dopo tutte queste considerazioni è arrivato il momento di valutare il tipo di caldaia. Chi ha una caldaia vecchia che funziona ancora bene è opportuno che spenga la caldaia anche in caso di brevi assenze. Le caldaie che hanno la fiamma pilota (si riconosce da uno spioncino da cui si nota appunto la fiammella blu) consumano infatti anche se non stanno riscaldando. La fiamma pilota è costantemente accesa e può consumare, per dare una cifra indicativa, un centinaio di metri cubi l’anno di gas se la fiamma non è molto grande. Le caldaie moderne, invece, sono dotate di un’accensione elettronica che entra in funzione solo quando serve.
Ovviamente anche il fattore stagionale è importante. Mantenere la caldaia accesa durante un lungo periodo nelle stagioni calde non ha molto senso. Conservare invece una temperatura minima di riscaldamento durante l’inverno può essere conveniente perché l’abitazione non perde troppo calore e può quindi essere riscaldata più rapidamente al rientro. Inoltre, per evitare problemi di gelo nelle zone in cui si va spesso sottozero per diversi giorni l’anno è sempre meglio non spegnere la caldaia.
Si aggiunga a questo che le caldaie più avanzate hanno funzioni eco o vacanza che permettono appunto di tenere il generatore acceso a minimo senza sprecare troppo gas.
Qual è la risposta definitiva? Dipende
Come spesso accade nelle questioni complesse non esiste una risposta unica per ogni situazione. L’analisi di tutti gli aspetti che abbiamo considerato sopra porta infatti a una conclusione articolata: la convenienza dipende dalle specifiche condizioni di utilizzo.
Per chi trascorre la maggior parte della giornata in casa e dispone di un buon isolamento termico, mantenere la caldaia accesa alla minima potenza è senz’altro vantaggioso. Per chi invece si assenta non solo quotidianamente ma anche per più giorni, soprattutto nel momento in cui la temperatura esterna è mite, lo spegnimento può rappresentare una scelta più economica.
La soluzione ottimale consiste nel trovare il giusto equilibrio attraverso l’uso di un termostato programmabile per regolare la temperatura in casa in base agli orari di presenza, sfruttando le fasce orarie meno costose e investendo in una manutenzione regolare dell’impianto.
Non esiste una soluzione valida per tutti ma solo quella più adatta alle specifiche abitudini e caratteristiche dell’abitazione. L’importante è sviluppare consapevolezza riguardo ai propri consumi e adottare scelte informate, poiché il miglior risparmio deriva dall’ottimizzazione dell’efficienza senza compromettere il comfort abitativo.
Risparmiare energia col solare Immergas
Tra le varie proposte Immergas che sfruttano le energie rinnovabili, ci soffermiamo sulla gamma di sistemi solari termici progettati per offrire risposte efficienti alla produzione di acqua calda sanitaria e da riscaldamento per abitazioni, uffici e negozi. Le caratteristiche principali di questi prodotti sono l’affidabilità, l’efficacia e la semplicità di installazione visto che tra l’altro si combinano perfettamente sia con gli impianti tradizionali sia con le soluzioni più innovative come i sistemi ibridi e le pompe di calore.
Circolazione forzata o naturale: soluzioni per tutti
La flessibilità delle proposte Immergas si traduce in pacchetti completi a circolazione forzata – BASIC SOL, INOX SOL e DOMESTIC SOL – di grandi prestazioni: a 5 metri quadrati di pannelli si può abbinare un boiler da 300 litri per avere acqua calda gran parte dell’anno senza spese di gas. A 10 metri quadrati di pannelli si può abbinare un accumulo di 500 litri.
Quantità d’acqua calda che bastano per grandi abitazioni con più bagni. I pacchetti Immergas sono dotati di tutti gli elementi che permettono una installazione facile e rapida, ad esempio gruppo di circolazione a basso consumo, centralina di regolazione, vaso di espansione, raccorderia idraulica completa eccetera. Per chi desidera un più economico impianto a circolazione naturale, esistono i kit a circolazione naturale NATURAL SOL V2 e SOLARSMART comunque efficaci in tutte le giornate assolate anche in inverno.
In combinazione con ibridi e full electric
I sistemi in solare termico Immergas sono progettati per integrarsi con sistemi ibridi e impianti a sola pompa di calore. Con l’energia solare raccolta dai collettori infatti si preriscalda l’acqua sia sanitaria, sia quella che serve a dare calore ai termosifoni. In questo modo ovviamente l’impianto deve lavorare meno e a volte non deve lavorare proprio per ottenere il comfort che si desidera.
Questa combinazione consente quindi di ridurre molto i costi di gestione e di raggiungere classi di efficienza energetica più elevate aumentando anche il valore dell’immobile. Allo stesso tempo si riducono le emissioni di CO₂ e si rispettano le normative sulle energie rinnovabili, particolarmente importanti nelle nuove costruzioni o nelle ristrutturazioni rilevanti
Il boiler, accumulatore termico che vale
Un elemento fondamentale di ogni impianto solare termico è il serbatoio di accumulo (che comunemente viene chiamato “boiler”) perché permette di conservare l’energia termica prodotta durante le ore di sole per utilizzarla anche di notte. Immergas da oltre trent’anni punta sull’acciaio inox per la realizzazione in proprio di bollitori che hanno tante caratteristiche importanti per assicurare qualità, resistenza, igiene e una lunga durata anche in presenza di temperature elevate e al variare delle caratteristiche dell’acqua.
La gamma dei bollitori in acciaio inox
I boiler Immergas sono pensati per assicurare acqua calda in quantità a tanti diversi ambienti: le capacità vanno da capacità da 120 a 500 litri e per applicazioni di grande portata, sono disponibili anche versioni in acciaio vetrificato che possono contenere anche 2000 litri. Tutti i bollitori Immergas progettati per il solare termico sono coperti da una garanzia di 5 anni a conferma dell’affidabilità e della qualità dei materiali impiegati.
Solare termico e boiler: investimento che dura
Optare per un impianto solare termico significa quindi scegliere una tecnologia semplice da gestire, efficace nel ridurre i costi energetici a lungo negli anni e capace di aumentare il valore della propria abitazione. Grazie alle soluzioni Immergas, è possibile coniugare innovazione, rispetto per l’ambiente e comfort domestico, beneficiando di una tecnologia che guarda al futuro con una grande praticità d’uso quotidiano.
Due concetti a confronto: efficacia ed efficienza
- Efficacia significa che il sistema di riscaldamento fa quello che deve fare, raggiunge cioè l’obiettivo di portare la temperatura della stanza dove abitiamo o lavoriamo a 20 gradi, quando e come vogliamo.
- Efficienza significa che il nostro impianto termico compie questo lavoro consumando meno energia possibile. Un climatizzatore efficiente, per esempio, riscalda o raffredda la stanza usando meno elettricità possibile.
I due concetti quindi sono indipendenti e per fare un esempio si può avere un sistema efficace ma poco efficiente cioè un impianto termico che scalda benissimo la casa ma consuma troppo. Al contrario si può avere un impianto che consuma poco, efficiente ma non efficace perché non riesce a raggiungere la temperatura desiderata. L’ideale ovviamente è dotarsi di sistemi che facciano il loro lavoro bene senza sprecare energie.
Perché e come migliorare l’efficienza energetica
Essere efficienti significa prima di tutto consumare meno gas o elettricità, di conseguenza pagare meno in bolletta ma anche emettere meno gas nocivi nell’aria e contribuire a combattere il cambiamento climatico.
Essere efficaci permette invece di avere case, uffici, negozi e aziende più confortevoli e moderne per vivere e lavorare meglio.
Anche senza puntare a obiettivi massimi, spesso affrontare un rinnovamento degli impianti termici adeguando gli apparecchi alle normative odierne permette già buoni risparmi. Si consideri infatti che basta sostituire una vecchia caldaia con una a condensazione per migliorare l’efficienza fino al 30%. La caldaia a condensazione è infatti costruita per recuperare parte del calore che normalmente andrebbe perso nei fumi di scarico. Semplice ma molto efficace.
Solare termico e fotovoltaico: il sole come alleato
Per aumentare l’efficienza economica si può partire dall’utilizzo di energia rinnovabile cioè che non si esaurisce mentre la usiamo e che non ha bisogno di essere acquistata: l’energia del sole, ad esempio. Due tecnologie molto utili per produrre elettricità o calore in modo pulito sono appunto solare termico e fotovoltaico. Il primo sistema usa il calore del sole per riscaldare l’acqua sanitaria con cui facciamo la doccia o per integrare il riscaldamento. Il fotovoltaico trasforma la luce del sole in energia elettrica che si può poi usare per alimentare qualsiasi elettrodomestico comprese pompe di calore, scaldaacqua elettrici, ricariche per veicoli a batteria. Chi produce più energia di quella che consuma può stoccarla o immetterla nella rete elettrica.
Anche le pompe di calore sfruttano l’energia del sole
Le pompe di calore sfruttano una tecnologia molto efficiente che approfitta dell’energia termica naturalmente presente nell’aria dovuta a sua volta al riscaldamento del sole. In pratica, anche quando fa freddo, l’aria contiene comunque un certo livello di calore: la pompa riesce a prelevarlo e a trasferirlo dentro casa. In estate il processo si può invertire per raffrescare gli ambienti. Questo sistema consuma molta meno energia rispetto ai tradizionali impianti a gas o elettrici: basta un solo watt di elettricità per produrre fino a 4 watt di energia termica. Un ottimo esempio di efficienza che contribuisce a ridurre il nostro impatto ambientale.
Isolamento, infissi e controlli da remoto
Un buon isolamento delle pareti e il cambio di vecchi infissi con modelli più performanti sono molto importanti per mantenere la temperatura desiderata all’interno, senza sprechi. Questo significa che il sistema di riscaldamento e di raffrescamento deve lavorare meno, consumando di conseguenza meno energia.
Oltre a questo tipo di interventi strutturali, ci sono modi intelligenti di aiutare la riduzione dei consumi come i controlli da remoto e la domotica.
Immaginiamo di uscire di casa e dimenticare acceso il riscaldamento o il condizionatore. Con i sistemi di controllo da remoto si possono spegnere o regolare gli impianti direttamente dallo smartphone, ovunque ci si trovi. Inoltre, sempre da remoto, si possono migliorare i consumi energetici, ricevere avvisi se qualcosa non funziona bene, intervenire tempestivamente per evitare guasti o sprechi, programmare l’impianto ora per ora e zona per zona.
Come funziona la gestione domotica integrata?
Un approccio domotico permette di coordinare le automazioni di diversi sistemi della casa per migliorare l’efficienza energetica e il comfort. Per capirsi meglio possiamo fare tre esempi:
- In estate, le persiane delle finestre rivolte a sud possono essere abbassate automaticamente nelle ore più calde per evitare che il sole riscaldi troppo gli ambienti.
- In inverno la temperatura può essere regolata in modo diverso nelle stanze usate più spesso, mentre in quelle che restano vuote si mantiene più bassa.
- L’illuminazione si può accendere solo quando serve e si spegne automaticamente quando non c’è nessuno.
Questi e altri accorgimenti aiutano a ridurre i consumi senza che ci si debba preoccupare di nulla.
Incentivi statali: un aiuto concreto per risparmiare
Proprio per il vantaggio collettivo che si ottiene ristrutturando energeticamente vecchi edifici con accorgimenti tecnici che permettono di risparmiare, lo Stato mette a disposizione diversi incentivi che coprono una parte delle spese per i lavori di efficientamento energetico.
I principali incentivi sono:
- Bonus Casa 50%-36%: detrazioni fiscali per lavori di ristrutturazione e miglioramento energetico.
- Ecobonus 50%-36%: agevolazioni specifiche per interventi di efficientamento energetico, come la sostituzione di caldaie con sistemi ibridi o infissi.
- Conto Termico 2.0: contributi diretti per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili e interventi di efficientamento.
Questi incentivi rendono più accessibile investire in tecnologie e in lavori che riducono i consumi e migliorano il comfort per raggiungere un obiettivo importante: diventare più indipendenti dal punto di vista energetico e ridurre la dipendenza da fonti fossili e dall’estero.
Migliorare l’efficienza energetica non è solo utile per risparmiare, ma è anche un modo per proteggere l’ambiente. Usare meno energia significa infatti emettere meno gas serra e altri inquinanti, migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e lavorare per la salute di tutti.
Tornando a distinguere i due concetti da cui siamo partiti, ricordiamo che efficacia è il termine che si usa per definire un impianto che funziona e raggiunge l’obiettivo desiderato. Efficienza è quando lo stesso impianto ottiene i risultati usando meno energia possibile.
Una buona coibentazione, il cambio una vecchia caldaia con una a condensazione o con un sistema ibrido, l’uso di pompe di calore, i controlli da remoto e la domotica, solare termico e fotovoltaico sono tutti mezzi utili per ottenere efficacia ed efficienza insieme, con il grande vantaggio di ridurre le emissioni nocive per un ambiente più sano.
Come funziona la pompa di calore?
Le pompe di calore aria-aria funzionano in un modo interessante. Non riscaldano o rinfrescano l’aria direttamente bensì spostano il calore dall’interno all’esterno o viceversa, a seconda delle stagioni. Un sistema che somiglia a quello utilizzato dai nostri frigoriferi domestici.
Questo processo è possibile grazie a un ciclo termodinamico che sfrutta le caratteristiche di un gas refrigerante: questo tipo di gas infatti evapora a bassa temperatura assorbendo il calore dall’aria esterna. Al passaggio successivo, il vapore del gas refrigerante viene compresso per aumentare la temperatura.
A questo punto il vapore caldo entra in un condensatore (un apparecchio che scambia calore con l’aria dell’abitazione) per riscaldare l’ambiente. Dopo aver ceduto il calore, il gas si espande e torna allo stato liquido, pronto per ripetere il ciclo. In estate il ciclo ovviamente si inverte per raffrescare gli ambienti.
Uso dei climatizzatori a pompa di calore
I climatizzatori di ultima generazione funzionano spesso con questa stessa tecnologia e sono di solito composti da un’unità esterna e almeno una interna. Sono facili da installare, non chiedono interventi invasivi e hanno grande efficienza energetica. È importante considerare a questo punto il fatto che con un solo watt di energia elettrica, una pompa di calore può produrre dai 3 ai 5 watt di energia termica in riscaldamento e in raffreddamento: una moltiplicazione decisamente vantaggiosa per il portafogli.
Durante l’estate, la funzione principale dei climatizzatori è quella di raffrescare l’ambiente e, se necessario, di deumidificare. Da considerare che la linea Gotha dei climatizzatori Immergas ha in più, di serie, lo ionizzatore. In questo modo si può anche depurare l’aria di casa e ridurre ad esempio il fastidio delle allergie.
Un climatizzatore evoluto, lavora con efficacia anche in inverno. Nelle zone climatiche più temperate, può bastare un buon apparecchio per avere il giusto calore tutto l’anno. Nelle zone con inverni più freschi il climatizzatore può invece aiutare il normale riscaldamento a termosifoni a risparmiare energia.
Ventilconvettori: caratteristiche e applicazioni
Per distribuire in modo uniforme l’aria fresca o calda in tutta la casa esistono diversi tipi di ventilconvettori. Questi apparecchi fanno passare l’aria dell’abitazione attraverso uno scambiatore di calore in cui circola acqua calda o fredda per ottenere la temperatura che si desidera.
Per fare un impianto efficace e ben equilibrato è buona cosa avere prodotti con diverse possibilità di installazione in modo da adattarsi al meglio a ogni ambiente. I ventilconvettori possono infatti essere installati a parete, a pavimento e a incasso. Le soluzioni a parete e split ad esempio sono discrete e adatte a diversi tipi di ambienti
Le unità a pavimento e a parete offrono diverse opzioni per adeguarsi meglio all’architettura interna. Tutti permettono di raggiungere rapidamente la temperatura desiderata in modo uniforme. Tra gli altri aspetti è importante inoltre valutare la silenziosità di funzionamento per vivere la propria abitazione nel modo più comodo anche la notte.
Incentivi fiscali e altri vantaggi
Le pompe di calore aria-aria sono considerate soluzioni sostenibili perché sfruttano l’energia rinnovabile contenuta naturalmente nell’aria: l’energia termica che il sole trasferisce alla Terra riscaldando l’atmosfera. Dal momento che le pompe di calore contribuiscono alla diminuzione dell’inquinamento e all’efficienza energetica degli edifici, possono godere di una serie di incentivi fiscali dallo Stato: “Ecobonus 50-36%”, “Bonus Casa 50-36%” o “Conto Termico”.
I primi due incentivi prevedono la detrazione dalla dichiarazione dei redditi di parte delle spese per l’acquisto e l’installazione del sistema di climatizzazione. In 10 anni si possono appunto detrarre il 50% dei costi per abitazione principale e il 36% per le altre abitazioni. Il “Conto Termico” offre invece un rimborso diretto che può arrivare al 65% delle spese per sostituire vecchi generatori di calore con le nuove tecnologie. In ogni caso, l’IVA per questo tipo di lavori è agevolata al 10%.
Non ultimo è da tenere in considerazione un aspetto importante che riguarda il valore degli immobili riqualificati dal punto di vista energetico. Un edificio che consuma meno, che cioè spende meno per essere riscaldato e raffrescato è più richiesto e vale quindi di più sul mercato. L’incremento di valore è una conseguenza proprio dell’attenzione riposta nei confronti dell’efficienza energetica.
L’importanza della classe energetica
La riqualificazione energetica degli edifici, compresa quella delle nostre case, è molto importante. Questo percorso verso l’efficienza energetica porta a due risultati fondamentali: ridurre i consumi energetici e abbattere le emissioni nocive, come la CO2.
La classe energetica di un edificio indica il suo livello di efficienza energetica: in pratica, un immobile in classe A consuma molta meno energia di uno in classe G per ottenere gli stessi risultati in fatto di comfort domestico: sia se parliamo di riscaldamento invernale, sia per quanto riguarda il raffrescamento estivo.
In pratica due appartamenti di dimensioni uguali, in una stessa zona climatica, possono avere consumi di gas molto diversi e di conseguenza costi di gestione decisamente differenti, secondo la loro classe energetica (più la classe energetica migliora più bassi sono i costi e viceversa).
Più efficienza, a partire dalla caldaia a condensazione
Tra gli interventi più semplici ed economici per migliorare la classe energetica, c’è l’installazione di una caldaia a condensazione per sostituire la vecchia caldaia tradizionale. Le caldaie a condensazione consumano molto meno perché recuperano il calore dei fumi che altrimenti uscirebbero dal comignolo disperdendosi inutilmente nell’aria esterna.
Questa tecnologia permette riduzioni dei consumi fino al 30% rispetto alle caldaie tradizionali. Ovviamente si riducono anche le emissioni nocive e in più le moderne caldaie sono già facilmente integrabili con sistemi solari termici o fotovoltaici che sfruttano invece l’energia rinnovabile.
Aziende come l’italiana Immergas hanno investito molto nello sviluppo tecnologico. Hanno lavorato sull’abbinamento tra pompe di calore e generatori a gas a condensazione. Hanno creato apparecchi e sistemi ibridi che uniscono il meglio di entrambi i mondi. Questi apparecchi sono in gradi di sfruttare al massimo le energie rinnovabili.
Tra gli interventi più consistenti per rendere più efficiente la nostra abitazione ci sono quelli che interessano la coibentazione dei muri e la tenuta degli infissi. Gli interventi sull’involucro, anche se caratterizzati da un investimento iniziale più sostanzioso, possono portare ad una efficienza energetica molto alta e quindi ad un notevole risparmio economico.
Incentivi alla riqualificazione energetica: opportunità da cogliere
Per favorire questa importante evoluzione, lo Stato ha previsto una serie di importanti incentivi fiscali ridefiniti per l’anno 2025, che possono coprire fino al 50% della spesa e comprendono anche manodopera e accessori.
– L’Ecobonus permette detrazioni del 50% (abitazioni principali) o del 36% (altri immobili) sull’installazione di impianti ibridi, pompe di calore, pannelli solari, serramenti e coibentazione.
– Il Bonus Casa ha le stesse aliquote divise ancora una volta tra abitazioni principali e seconde case. Riguarda interventi di ristrutturazione edilizia e manutenzione straordinaria che puntano all’efficientamento energetico.
– Il Conto Termico 2.0 favorisce la sostituzione di impianti di climatizzazione, con sistemi ibridi o pompe di calore.
– Per i privati che usufruiscono di tali incentivi l’IVA è ridotta al 10%.
A conti fatti, la riqualificazione energetica oggi non va considerata come una spesa ma come un vero e proprio investimento che inizia a rendere da subito riducendo le bollette del gas in modo significativo fin dal primo giorno di utilizzo.