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Climatizzazione domestica: l’ibrido per impianti centralizzati
L’impianto termico centralizzato di un condominio, di un complesso residenziale o commerciale, è un sistema progettato e dimensionato per servire più unità abitative. Di solito è costituito da una sola centrale termica che contiene una caldaia per il riscaldamento e una centrale frigorifera per il raffreddamento, mentre la rete delle tubazioni distribuisce acqua calda sanitaria o fresca per i vari utilizzi. Negli ultimi tempi anche in questo campo prendono sempre più piede i sistemi di climatizzazione ibridi che servono interi edifici con ottima efficienza energetica e minore impatto ambientale, abbinando caldaie e pompe di calore.
Economicità ed efficienza degli impianti
Quando si tratta di sistemi di riscaldamento e raffrescamento è fondamentale l’efficienza, cioè la capacità di produrre calore o fresco con una minore quantità di energia e un maggior risparmio di gas o elettricità. Se le caldaie sono state a lungo l’unica soluzione per il riscaldamento ora si accompagnano sempre più spesso con le pompe di calore che da una parte producono caldo o fresco secondo le stagioni, dall’altro hanno appunto una notevole efficienza: una pompa di calore può infatti produrre fino a 4 kWh di energia termica con un solo kWh di elettricità.
Il gestore di sistema: cuore intelligente dell’impianto ibrido
Quando pompa di calore e caldaia lavorano separatamente il rischio è lo spreco di energia che si ha se ad esempio si usa la pompa di calore per riscaldare con temperature esterne troppo rigide o viceversa, di riscaldare con la caldaia quando basterebbe la pompa di calore, consumando di meno. Per evitare gli sprechi è quindi importante avere un gestore di sistema intelligente: un cervello capace di scegliere di momento in momento il generatore più efficiente per ottenere il risultato voluto. Soprattutto in un condominio le richieste di acqua calda possono infatti essere molto variabili e non è raro che ci siano più bagni in funzione nello stesso momento con forti richieste di acqua calda improvvise dovute a docce, vasche da bagno e perfino vasche idromassaggio. È anche in questo momento che il gestore di sistema diventa essenziale per contenere gli sprechi, le emissioni di inquinanti e di gas serra che incidono negativamente sul riscaldamento globale.
Pompa di calore, pannelli fotovoltaici e i vantaggi degli impianti ibridi
Per aumentare ulteriormente l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale, è possibile abbinare una pompa di calore ibrida ai pannelli fotovoltaici. L’energia elettrica generata dai pannelli in modo pulito e gratuito può essere utilizzata per alimentare la pompa di calore, riducendo così i costi operativi e le emissioni di anidride carbonica.
In sostanza un impianto centralizzato ibrido porta con sé una serie di interessanti vantaggi:
- maggiore efficienza energetica perché sfrutta al meglio le fonti di energia disponibili, riducendo i consumi e i costi;
- maggiore comfort perché garantisce una temperatura costante e uniforme in ogni ambiente in inverno e in estate;
- maggiore flessibilità perché si adatta alle condizioni climatiche e alle esigenze del condominio, scegliendo la modalità operativa più conveniente;
- maggiore sostenibilità perché riduce le emissioni di gas serra contribuendo alla tutela dell’ambiente e alla lotta ai cambiamenti climatici;
- minore usura perché i componenti del sistema sono gestiti al meglio favorendo la maggior durata dell’impianto.
Unire in una stessa batteria diverse caldaie e scegliere i modelli in base alla potenza che si vuole raggiungere, permette di realizzare impianti termici su misura per le necessità di interi edifici: condomini, negozi, uffici, palestre… Così si possono collocare in uno stesso ambiente tutti i generatori risparmiando spazio, sfruttare la versatilità, controllare consumi ed emissioni.
I vantaggi di un impianto centralizzato
Centralizzare l’impianto termico in un edificio destinato ad appartamenti, negozi, uffici e anche palestre, può avere diversi vantaggi.
Per cominciare, la versatilità e l’adattabilità del sistema possono abbassare consumi e impatto ambientale soprattutto quando sono abbinati ad impianti e apparecchi che sfruttano le energie rinnovabili. Le caldaie più avanzate sono infatti già predisposte per la connessione a pompe di calore, solare termico e fotovoltaico in modo che sia più semplice per i costruttori raggiungere la percentuale di energia rinnovabile obbligatoria per legge nei nuovi edifici. La classe energetica della costruzione e il suo valore commerciale possono di conseguenza crescere positivamente.
Per finire, l’impianto centralizzato si colloca in un unico ambiente risparmiando spazio da dedicare agli appartamenti, inoltre nello stesso locale si riuniscono tutti i componenti come la pompa di circolazione e parte delle tubazioni. Con una centrale unica, in secondo luogo, si controllano meglio i consumi quando varia molto il numero di utilizzatori durante il giorno o di stagione in stagione.
Per tutti questi motivi si applicano alle caldaie condominiali le detrazioni fiscali del 50% riservate alla climatizzazione invernale (Ecobonus) per gli apparecchi a condensazione che siano almeno in classe A.
Controllo e ripartizione dei consumi
Dal momento che in un condominio ogni famiglia ha abitudini diverse anche nell’uso del riscaldamento, in caso di impianto centralizzato è molto importante che ciascuno paghi soltanto ciò che consuma realmente.
Esistono oggi sistemi di contabilizzazione e raccolta dati che assicurano una divisione precisa dei consumi con un ulteriore vantaggio: i dati possono arrivare direttamente all’Amministratore di condominio che gestisce più facilmente sia gli aspetti amministrativi si quelli legati alla manutenzione. In questo modo ogni utente può scegliere le temperature e gli orari più adatti alle proprie abitudini senza rischiare di spendere di più.
VICTRIX PRO V2: gamma nuova e Hydrogen Ready
Proprio per dare a ogni condominio una soluzione su misura e flessibile nel tempo, Immergas propone le nuove caldaie VICTRIX PRO V2: innanzitutto si tratta di una gamma che ha ben 6 modelli diversi per potenza, studiati per essere riuniti in una batteria anche di 5 generatori in modo da risparmiare spazio.
Questo significa che combinando i modelli da 35, 55, 80, 100, 120 e 150 kW, si può formare una centrale termica di alta potenza che arriva perfino a 750 kW e si trova sempre il giusto dimensionamento per ogni necessità.
Tutte le VICTRIX PRO V2 hanno oggi la certificazione Hydrogen Ready e sono pronte per funzionare con metano, GPL o con miscele fino al 20% di idrogeno: questo tipo di combustibile potrà essere utilizzato in un prossimo futuro per ridurre consumi ed emissioni nocive. A proposito di risparmio è importante segnalare che le migliori caldaie come queste arrivano alla classificazione energetica A+ quando sono abbinate a termoregolatori evoluti.
Il riscaldamento e la climatizzazione degli edifici rappresentano uno dei principali settori di consumo energetico a livello mondiale. In Europa questi settori sono responsabili di circa il 40% del consumo totale di energia. Quale futuro per noi e le nostre case?
Il riscaldamento ibrido o del tutto elettrico fa risparmiare soldi e CO₂?
Il solare fotovoltaico, il solare termico e la geotermia, tanto per fare tre esempi, sono fonti di energia pulite il cui utilizzo diventa progressivamente più competitivo dal punto di vista economico e sempre più in grado di sostituire le fonti di energia fossile.
Gli impianti idrotermici ibridi e full electric oggi sempre più diffusi, garantiscono un ottimo comfort domestico e permettono appunto di utilizzare di più proprio le fonti energetiche rinnovabili per avere più energia pulita e risparmio. Tra i due sistemi, i primi sono particolarmente interessanti perché combinano l’uso delle fonti di energia rinnovabili con quelle tradizionali come il gas. Uniscono quindi in uno stesso sistema una pompa di calore e una caldaia a gas a condensazione.
Pompa di calore ibrida: è una scelta corretta?
In un impianto cosiddetto ibrido, la pompa di calore utilizza l’energia termica presente naturalmente nell’aria per riscaldare l’acqua sanitaria e gli ambienti domestici oltre a fornire il raffrescamento in estate. Il generatore a gas (cioè la caldaia a condensazione) interviene solo nelle condizioni climatiche più estreme durante l’inverno o quando in una casa con più bagni si richiedono grandi quantità di acqua calda in contemporanea.
Con una pompa di calore ibrida si assicurano tre fondamentali vantaggi:
– si limitano le emissioni di gas serra e si contribuisce a combattere il cambiamento climatico;
– si aumenta l’efficienza energetica rispetto agli impianti tradizionali e il risparmio sui costi di riscaldamento e climatizzazione;
– si ottiene un grande comfort abitativo in inverno e in estate, con temperatura interna costante e uniforme anche nelle condizioni climatiche più rigide o più calde.
Gli impianti full electric
Gli impianti idrotermici full electric forniscono gli stessi servizi degli ibridi sfruttando però solo l’elettricità. Il cuore di questi sistemi è ancora una volta la pompa di calore che, in questo caso, non è abbinata a un generatore a gas.
In un impianto full electric si possono ottenere ulteriori vantaggi dal punto di vista economico e della riduzione delle emissioni, producendo in proprio l’energia elettrica necessaria con un impianto fotovoltaico. I pannelli fotovoltaici trasformano infatti in elettricità, gratuitamente, l’energia che ci viene dalla luce del sole.
Si può fare ancora di più: chi aggiunge all’impianto le batterie di accumulo può stivare l’energia raccolta dai pannelli quando c’è il sole per usarla anche di notte non solo per la climatizzazione ma anche per usi diversi compresa la ricarica dell’auto elettrica. Per dare un’idea delle offerte disponibili sul mercato, l’italiana Immergas propone pacchetti fotovoltaici con produzioni che vanno dai 3 ai 10 kWp e batterie da 5 o 6 kWh, installabili anche in parallelo per una maggiore capacità.
Incentivi fiscali per gli impianti idrotermici ibridi e full electric
Proprio per i vantaggi ambientali e il risparmio energetico, il Governo italiano ha introdotto una serie di incentivi fiscali per favorire la diffusione degli impianti idrotermici ibridi e full electric.
L’Ecobonus consente ancora il recupero di 65% delle spese per interventi di riqualificazione energetica, tra cui appunto l’installazione di impianti idrotermici ibridi o full electric.
Impianto ibrido o in sola pompa di calore: quale scegliere?
Non esiste una risposta definitiva a questo interrogativo, si può però dire che c’è una variabile molto importante da tenere in considerazione oltre a quella dei vantaggi fiscali. Il fattore principale da considerare è la zona in cui si trova l’edificio che si vuole climatizzare. Anche la tipologia di edificio è da tenere in grande considerazione: i sistemi ibridi infatti, si adattano molto bene ad edifici esistenti, i full electric sono più indicati per le nuove costruzioni.
Occorre infatti domandarsi se la temperatura va spesso sotto lo zero e per quanto tempo durante l’arco dell’anno. Se si vive in un’area geografica temperata e possibilmente ben esposta al sole allora si può valutare un sistema full electric. Se si temono invece inverni rigidi o si vive in montagna, l’impianto ibrido è probabilmente la scelta sulla quale orientarsi. In questo secondo caso si possono considerare anche le cosiddette soluzioni “Factory Made”: combinazioni di apparecchi studiate e assemblate direttamente in fabbrica che garantiscono un rapporto corretto tra la potenza termica della pompa di calore e quella della caldaia a condensazione. In questo modo anche gli installatori sono facilitati nel loro lavoro.
Si chiamano “ibride” le tecnologie che uniscono le soluzioni tradizionali con altre più avanzate: il loro scopo è sfruttare il più possibile le energie rinnovabili, ridurre le emissioni nocive e controllare il costo delle bollette. In questo settore Immergas sta investendo da anni e lavora con impegno per realizzare pompe di calore ibride che uniscono tutti i vantaggi di due diverse tecnologie. Da oggi, in più, la gamma VICTRIX HYBRID è completamente Hydrogen Ready 20%. Qui un breve excursus per capire che cosa sono, come funzionano e quando si possono installare le pompe di calore ibride.
Ibrido: tecnologia classica e innovativa, insieme
Un sistema ibrido unisce appunto una caldaia a condensazione e una pompa di calore con lo scopo di ottenere il meglio da entrambe le soluzioni. In pratica il generatore a pompa di calore lavora la maggior parte del tempo per sfruttare di più l’energia rinnovabile, la caldaia a condensazione interviene invece solo quando le condizioni climatiche sono particolarmente rigide o se si richiede molta acqua calda per usare ad esempio più servizi in contemporanea. Come si può intuire, molta dell’efficienza della pompa di calore ibrida dipende dall’equilibrio dei due generatori e dal sistema di controllo che sceglie – di momento in momento – qual è la soluzione più conveniente. Quando tutto funziona al meglio si riesce a risparmiare fino al 40% di gas! Un grande vantaggio per la bolletta ma anche per l’ambiente.
Condensazione e pompa di calore, tutto per risparmiare
Tutti sappiamo come funziona una normale caldaia, ma le moderne caldaie a condensazione hanno un grande vantaggio in più: grazie appunto alla condensazione la caldaia può infatti recuperare gran parte del calore contenuto nei vapori caldi che altrimenti si disperderebbero inutilmente in atmosfera. I vapori caldi passano appunto attraverso uno scambiatore che raccoglie l’energia termica e riscalda l’acqua della caldaia risparmiando fino al 30% dell’energia.
Anche la pompa di calore permette di risparmiare molto perché sfrutta l’energia contenuta naturalmente nell’aria: il calore dell’aria è ovviamente gratis e viene trasferito all’interno della abitazione con un processo che richiede meno energia di quanta ne fornisce. Per avere un dato chiaro basta pensare che con un solo kW di elettricità utilizzato per far funzionare la pompa si ottengono fino a 4 kW di energia termica da impiegare nel riscaldamento.
Pompa di calore con impianto a termosifoni: con VICTRIX HYBRID si può
In tutte le nuove costruzioni si usano sistemi di riscaldamento a bassa temperatura. I riscaldamenti a pavimento o con ventilconvettori richiedono infatti una temperatura massima di 30-50 gradi e – con questo calore – forniscono una perfetta climatizzazione invernale. Nei classici impianti a termosifoni di tante nostre case la temperatura massima deve invece arrivare a 70 gradi. Non tutte le pompe di calore possono raggiungere questa temperatura ma Immergas in particolare fornisce pompe di calore ibride come la VICTRIX HYBRID 32 che non solo lavora ad alta temperatura grazie alla caldaia Hydrogen Ready 20% e fornisce tanta acqua calda ma in più è compatta ed è dotata di connessioni realizzate apposta per sostituire facilmente le caldaie obsolete con accumulo sanitario. Ecco perché oggi si può fare, con grandi vantaggi e senza interventi complessi, un grande salto tecnologico nel momento in cui una vecchia caldaia sta per finire il suo servizio: è questo il momento giusto per scegliere di risparmiare e di ridurre le emissioni nocive a vantaggio dell’ambiente.
Novecento milioni di euro: è questo l’ammontare del fondo che lo Stato mette a disposizione per il Conto Termico 2.0. L’incentivo è pensato per sostenere chi vuole migliorare l’efficienza energetica di abitazioni ed edifici.
Chi può beneficiare del Conto Termico?
Il fondo destinato al Conto Termico 2.0 è gestito dal GSE (il Gestore dei Servizi Energetici) che eroga bonus fino al 65% della spesa di privati, imprese o Pubblica Amministrazione. I privati in particolare possono avere un contributo complessivo di massimo 5 mila euro: una cifra interessante che permette di ottenere buoni risultati con un deciso risparmio economico e la possibilità di rientrare dell’investimento più rapidamente. Il Conto Termico aiuta infatti coloro che vogliono investire a ridurre l’esborso e a ottenere più rapidamente i risultati di riduzione di consumi, costi ed emissioni nocive.
Per l’impianto termico
Oltre agli interventi per infissi e cappotti isolanti, il Conto Termico dà contributi per l’installazione di pompe di calore, sistemi ibridi, impianti solari termici e stufe a pellet solo se in sostituzione di una caldaia obsoleta. Nel catalogo ufficiale GSE degli apparecchi domestici all’indirizzo rientrano tra gli altri le caldaie a condensazione al di sotto dei 35 kW e i pannelli solari. Lo stesso contributo vale anche per gli impianti evoluti che riscaldano in inverno e raffrescano in estate.
Come viene calcolato il contributo del Conto Termico 2.0?
Il modo in cui si calcola il contributo è piuttosto complesso e si basa sulla potenza del nuovo o dei nuovi generatori e sulla stima della produzione di energia, secondo caratteristiche e coefficienti definiti dalla normativa.
È importante quindi affidarsi a un esperto che aiuti a determinare l’apparecchio più adatto a sfruttare il contributo, caso per caso. Tanto per fare due esempi, da una parte la normativa premia con un 20% in più la presenza della caldaia a condensazione all’interno di un impianto ibrido, dall’altra favorisce i pacchetti solari a circolazione naturale come i Solarsmart e Natural Sol V2 di Immergas. Quest’ultimi sono meno costosi rispetto ai kit a circolazione forzata ma possono risultare in proporzione, più incentivati. Anche in questo caso, l’impianto solare termico può ricevere l’incentivo solo se installato negli edifici già esistenti per produrre acqua calda sanitaria o integrare l’impianto di climatizzazione invernale. Nel caso in cui l’impianto venga realizzato per coprire solo parzialmente il fabbisogno di riscaldamento, è necessario installare anche valvole termostatiche a bassa inerzia termica o altri elementi di regolazione della portata, su termosifoni o altri corpi scaldanti.
Le attenzioni da avere per ottenere il contributo Conto Termico
Il contributo statale viene dato solo a chi rispetta tutti i passaggi di una procedura rigorosa. È fondamentale dimostrare che si stanno sostenendo i costi dell’intervento e che il pagamento è tracciato regolarmente. Per documentare i lavori svolti bisogna quindi compilare la richiesta di contributo in accesso diretto nel portale GSE ed è necessario caricare tutta la documentazione prevista in PDF, comprese le foto che testimoniano le condizioni prima e dopo l’intervento. Per ogni tipo di apparecchio il sistema richiede informazioni diverse ma sono importanti anche le indicazioni sul generatore preesistente perfino se non viene sostituito ma solo integrato. Per finire è importante indicare il costo dell’intero intervento compreso di iva. I pagamenti delle spese devono essere effettuati ovviamente tramite bonifico ed è necessario il richiamo nella causale al D.M. 16/02/2016. Nel caso di spese limitate a un massimo di 5 mila euro si può usare anche la carta di credito.
Per le spese fino a 5 mila euro in un unico pagamento si può usare anche la carta di credito e il contributo deve essere richiesto comunque entro 60 giorni da fine lavori. Una volta approvato l’incentivo è erogato in 2 o 5 rate annuali costanti, ma se la somma non supera i 5 mila euro, l’erogazione su conto corrente viene effettuata in un’unica rata.
Centodieci litri o duecento sessanta? Quanta acqua calda gratuita volete per le vostre docce? Dipende dalle dimensioni della famiglia, ovviamente, ma anche dalle vostre abitudini e dallo spazio che avete sul tetto. In ogni caso, la soluzione tecnica più semplice, efficace e duratura è il cosiddetto “solare termico”: basta un collettore di 1,5 metri quadrati per avere già una buona dose di acqua calda sanitaria senza spendere un centesimo in gas o elettricità.
Solare termico per tutte le stagioni
Chiaramente la resa dei pannelli solari termici è massima quando le giornate soleggiate sono più lunghe e calde ma un impianto ben esposto al sole può dare una mano al riscaldamento dell’acqua di casa anche in inverno e ridurre così il consumo di gas in tutte le stagioni. In estate si può coprire il fabbisogno domestico fino all’80% ma anche in inverno il solare termico ha la sua utilità. Se infatti l’impianto innalza la temperatura dell’acqua fredda fino a 20°/30° è chiaro che la caldaia o la pompa di calore avranno da svolgere un lavoro meno gravoso per arrivare ai 50°: la temperatura giusta per l’acqua calda di casa. Un bel risparmio.
Circolazione naturale e forzata, efficacia duratura
La tecnologia è semplice ma proprio per questo economica ed efficace. All’interno dei pannelli è presente un fluido che si scalda al sole e si sposta nella parte alta dove è posizionato il serbatoio o l’attacco di uscita dell’acqua. Proprio per questo la circolazione del liquido è detta “naturale”; sfrutta il principio secondo cui un fluido caldo è meno denso di uno freddo e tende naturalmente a salire. Nei sistemi a circolazione naturale non servono quindi le pompe, utilissime invece nei sistemi a circolazione forzata ma richiedono spazi più grandi e ovviamente un certo consumo di energia elettrica.
I pacchetti SOLARSMART resistenti e discreti
Per rendere ancora più semplice l’installazione, Immergas ha creato una serie di pacchetti chiamata SOLARSMART con tante caratteristiche interessanti a partire dalla leggerezza. Il modello più piccolo – SOLARSMART 110 è adatto a una casa in cui vivono due persone – pesa 36 chili e comprende l’accumulo di acqua calda da 110 litri, oltre al telaio per l’installazione completo delle staffe per l’installazione.
La forma del pannello è del tutto simile a quella di un normale lucernario per inserirsi agevolmente in qualunque contesto. Le caratteristiche tecniche più interessanti riguardano la cornice in pvc resistente alle intemperie e all’usura del tempo, la superficie captante in policarbonato alveolare infrangibile e capace di eliminare il rischio condensa, l’acciaio inox con cui è fatto l’accumulo per ottenere la massima durata nel tempo. Le misure degli altri pacchetti SOLARSMART offrono 110, 150, 220 e 260 litri di acqua calda sanitaria.
Proprio per l’efficacia nell’utilizzo dell’energia rinnovabile, i pacchetti SOLARSMART permettono di approfittare degli incentivi fiscali o del Conto Termico 2.0. Un motivo in più per riqualificare casa dal punto di vista energetico o costruire una nuova abitazione con il minor consumo possibile di gas o elettricità.
Conosci le pompe di calore e il loro funzionamento due in uno? Sai che è semplice capire quale sia il rendimento della tua pompa di calore leggendo nella scheda tecnica il valore del COP?
Pompe di calore, vantaggi economici ed ecologici
Negli ultimi anni le pompe di calore sono diventate indiscusse protagoniste nella climatizzazione di ambienti domestici, negozi, magazzini e stabilimenti. Il motivo di questo successo risiede nel fatto che esse consentono un forte risparmio energetico. Per un solo kW di elettricità speso nel funzionamento della pompa di calore, si ottengono quasi 4 kW di energia termica.
Cos’è il COP in una pompa di calore?
Si tratta in pratica di una relazione energetica (l’acronimo significa infatti) Coefficient Of Performance. Il cosiddetto valore COP di una pompa di calore elettrica indica la capacità dell’apparecchio di prelevare l’energia termica rinnovabile contenuta naturalmente nell’aria e di fornirla al riscaldamento degli ambienti con grande efficienza. Per avere riferimenti realistici, una pompa di calore con indice COP di 2,4 è meno efficiente di una con COP 3,6: la seconda infatti ottiene fino a 3,6 kW di energia termica con un solo kW di energia elettrica.
Efficienza energetica da un principio naturale: le pompe di calore aria-acqua
Il principio di base viene dalla termodinamica: il calore si muove, naturalmente, dai corpi più caldi a quelli più freddi. Per fare un esempio basta pensare che una massa d’aria calda, vicina a una fredda, tende a passare il suo contenuto di energia termica alla seconda fino a ristabilire l’equilibrio termico tra le due. Approfittando di questo processo, le pompe di calore prelevano l’energia termica contenuta in aria, acqua o anche nel terreno per trasferirla a un fluido refrigerante. Questo fluido viene compresso fino a diventare un gas perché questa compressione aumenta ancora il calore e permette di raggiungere temperature elevate che sono poi utilizzate per riscaldare l’acqua. Dopo aver ceduto calore all’acqua, il gas torna allo stato liquido e ricomincia il suo giro.
Così possiamo sintetizzare il funzionamento delle efficienti pompe di calore aria-acqua.
Dal riscaldamento al raffrescamento
Uno dei grandi vantaggi delle pompe di calore più evolute è che possono invertire il loro processo per raffrescare gli ambienti. Il procedimento è intuitivamente lo stesso con la differenza che, nel caso del raffrescamento, l’energia termica viene prelevata dall’interno di stanze e spazi per essere “spostata” all’esterno. Si tratta più o meno dello stesso meccanismo con cui agiscono i frigoriferi che tutti abbiamo in casa.
Pompe di calore ibride e termosifoni per le ristrutturazioni
Un’ultima nota meritano le pompe di calore ibride capaci di riscaldare a temperature elevate grazie all’abbinamento ad un generatore a gas che entra in funzione solo quando le condizioni lo richiedono. Questi particolari apparecchi hanno una grande utilità nelle ristrutturazioni: possono infatti sostituire le normali caldaie in abitazioni e spazi con riscaldamento a termosifoni. Mentre infatti le normali pompe di calore lavorano con temperatura massima al di sotto dei 50°/60° gradi e sono ottime ad esempio per gli impianti a pavimento, le pompe di calore ibride come la MAGIS COMBO dell’italiana Immergas arrivano a una temperatura di mandata di oltre 80° gradi: in questo modo possono funzionare in impianti termici tradizionali senza bisogno di pesanti interventi per cambiare l’intero impianto.
Un flusso d’aria calda in inverno e fresca in estate che crea nel modo più rapido ed efficace il giusto clima in ogni abitazione. I vantaggi dei ventilconvettori sono tanti a partire dalla piacevolezza di un continuo e uniforme ricicircolo dell’aria che si attenua automaticamente appena si raggiunge la temperatura impostata: in questo modo aumenta l’efficienza e si riduce al minimo la già bassa rumorosità.
Bassa temperatura e basso consumo
Dal punto di vista tecnico, i ventilconvettori sono ottimi terminali negli impianti di riscaldamento a media temperatura. Si abbinano bene con le pompe di calore che riscaldano l’acqua a 50 gradi, circa 20 in meno rispetto all’acqua degli impianti tradizionali con termosifoni. Questo ovviamente consente un grande risparmio proprio nel riscaldamento. Grazie a questa loro compatibilità con gli impianti ibridi compatti e in sola pompa di calore i ventilconvettori si adattano benissimo in tante situazioni abitative e anche in negozi, uffici, centri commerciali, strutture sanitarie e alberghi, ottenendo sempre un bell’effetto estetico.
Tre tipi di installazione e tanta flessibilità
I ventilconvettori idronici HYDRO di Immergas sono stati pensati per tre tipi di installazione in modo da adattarsi a esigenze e gusti diversi: murale, a pavimento e da incasso. HYDRO V2 si installa a parete mentre HYDRO FS è “floor standing” (come ad esempio, HYDRO FS 200). Il modello HYDRO IN in particolare si può posizionare a incasso e può scomparire completamente alla vista anche con la installazione a soffitto. Tutte le finiture sono state disegnate con attenzione ai particolari in modo che progettisti, architetti e costruttori abbiano a disposizione apparecchi efficienti e di peso ridotto, ben integrabili anche nelle ristrutturazioni.
Molte caratteristiche utili per tutti
Oltre all’estetica nuova, compatta e più curata, gli split idronici Immergas HYDRO 3 V2 e HYDRO 4 V2 offrono di serie il telecomando LCD, la valvola a 3 vie per l’abbinamento a sistemi ibridi o in sola pompa di calore, le sonde acqua e aria. In più la batteria di scambio termico ha una superficie molto ampia per una maggiore efficienza, i deflettori d’aria si possono direzionare in orizzontale e in verticale, la regolazione della temperatura è a 3 velocità mentre la scocca in materiale plastico di qualità ha notevoli capacità di resistenza meccanica e all’invecchiamento.
Scegli la tipologia di ventilconvettore che fa per te!
Energie rinnovabili: già in questo aggettivo c’è molto del perché è importante sfruttare sempre più questo tipo di energie invece dei combustibili di origine fossile. Le scorte di petrolio e gas naturale – fossili, appunto – non si possono rinnovare se non in tempi geologici, sono spesso patrimonio di stati non europei e contribuiscono all’inquinamento e all’emissione di gas serra.
Le fonti di energia rinnovabili al contrario non si esauriscono mai, sono a disposizione di tutti in modo diverso secondo le zone geografiche e non contribuiscono al riscaldamento globale e inquinamento.
Tra le energie rinnovabili più note, più studiate e sfruttate ci sono:
- energia solare
- energia eolica
- energia geotermica
- energia idroelettrica
- energia da biomasse
- energia dalle correnti
- energia dalle maree marine
È ovvio che utilizzando più e meglio queste energie possiamo senz’altro ridurre i costi produttivi, la dipendenza economica e le emissioni nocive per tutti noi.
Italia: un paese adatto alle rinnovabili
In un Paese come l’Italia, con più 8 mila chilometri di coste bagnate dal mare, esposto a venti e posizionato a sud dell’emisfero boreale, è evidente che l’energia solare, eolica e marina sono sempre disponibili. D’alta parte, in molte valli sulle Alpi ma non solo sono in funzione centrali idroelettriche, mentre centrali geotermiche si trovano ad esempio nelle zone vicine a Larderello in Toscana. Per molte di queste fonti, però, è necessario realizzare centrali di notevoli dimensioni che consentono di realizzare un’economia di scala tale da aumentare l’efficienza.
Con la forza del sole
L’energia solare, invece, può essere utilizzata sostanzialmente in tre modi tutti adatti alle ridotte necessità di abitazioni anche monofamiliari: con i pannelli solari termici, con i pannelli fotovoltaici e con le pompe di calore che sfruttano l’energia termica contenuta nell’aria e derivata ancora una volta dal calore del sole. Proprio per la loro semplicità e l’efficacia tecnica, pompe di calore, impianti fotovoltaici e solari sono sempre più usati. L’obiettivo di ridurre i costi è infatti comune a tutti, mente le norme sull’edilizia impongono percentuali crescenti di elettricità prodotta proprio con le fonti di energia rinnovabili. Questo secondo aspetto è particolarmente importante a livello continentale visto che l’Unione Europea si sta impegnando a fondo per favorire il passaggio a tecnologie sempre meno inquinanti.
Pompe di calore per riscaldare e raffrescare
Le pompe di calore in particolare sono apparecchi sempre più utilizzati perché permettono di trasformare ogni watt di energia elettrica impiegata per farle funzionare in oltre 4 watt di energia termica. Ciò significa che sono eccellenti moltiplicatori di energia e possono anche svolgere due funzioni in stagioni diverse: riscaldare in inverno e raffrescare la casa in estate.
Anche le dimensioni dell’apparecchio sono in genere piuttosto contenute e sempre più possono riscaldare boiler di grandi capacità per fornire acqua calda anche ad appartamenti di grandi metrature e a ville su più piani con diversi bagni.
Il fotovoltaico: rendimento a lungo termine
Per ridurre ulteriormente il costo dell’energia è importante valutare l’opportunità di installare un impianto fotovoltaico e alimentare così le pompe di calore. Nei pannelli fotovoltaici avviene infatti che i fotoni provenienti dal sole colpiscono sottili lastre di silicio polarizzate in modo opposto sui due lati in grado di conseguenza di produrre elettricità. L’energia così ottenuta può essere immediatamente utilizzata per far funzionare le pompe di calore ma anche per ricaricare un’auto elettrica.
Per avere a disposizione l’energia anche quando il sole non c’è oggi si scelgono batterie di accumulo di grandi capacità (l’italiana Immergas mette a disposizione pacchetti che possono essere abbinati a batterie) che permettono di raccogliere gradi quantitativi di energia gratuita pronta per essere utilizzata nella climatizzazione di casa e per qualsiasi elettrodomestico, senza emissioni nocive e per periodi di tempo lunghissimi. Sempre Immergas offre appunto pannelli fotovoltaici con garanzia sulla produzione e sui componenti di 25 anni, inverter e batterie con garanzia standard di 10 anni.
Già da questi dati sugli apparecchi più importanti di un impianto evoluto si capisce bene come gli investimenti necessari possono rendere molto a lungo e quindi ripagarsi abbondantemente.
Quando si hanno abitazioni nuove si pensa spesso alla comodità di avere diverse camere e più bagni. Anche in questo caso però è importante non sprecare spazio per installare l’impianto di climatizzazione. Un impianto ben progettato può infatti stare comodamente in un armadio tecnico dove tutto è ben disposto e sistemato razionalmente con funzionalità, per essere poi posizionato anche a incasso. Così non si occupano inutilmente ambienti che possono essere sfruttati in altro modo.
Tutti gli elementi per usare al meglio le rinnovabili
Pompa di calore, bollitore da 160 litri, gruppo idraulico, accumulo inerziale, elettronica di gestione e pannello remoto: nella soluzione TRIO HYDRO di Immergas c’è tutto quel che serve e in più una flessibilità d’utilizzo molto comoda. Basta infatti aggiungere una caldaia per creare un impianto ibrido adatto alle zone con climi invernali rigidi e alle case con tanti bagni che si possono utilizzare anche in contemporanea. Se invece si punta alla realizzazione di un impianto full electric, servono solo le resistenze elettriche. In entrambi i casi ci sono le utili connessioni già pronte per l’impianto fotovoltaico. Dal momento infatti che le pompe di calore utilizzano elettricità per il loro funzionamento, il fotovoltaico è appunto la soluzione migliore per ridurre di molto le spese energetiche soprattutto se i pannelli sono abbinati a batterie di accumulo che conservano l’energia raccolta di giorno per gli utilizzi serali e notturni.
Un armadio per semplificare l’installazione
La facilità di installazione è un elemento importante che si riflette sulla riduzione dei tempi di lavoro. Nel suo TRIO HYDRO, Immergas ha pensato di predisporre allacciamenti per favorire le installazioni: si possono disporre in verticale, in orizzontale o posteriormente. In più sono previsti due diversi armadi tra cui scegliere: per installare il TRIO all’interno della casa c’è DOMUS CONTAINER, per l’installazione a incasso c’è invece SOLAR CONTAINER.
Non serve il “patentino F-gas”
Le pompe di calore funzionano grazie a gas refrigeranti cosiddetti “fluorurati” che svolgono perfettamente la loro funzione ma possono avere un certo impatto ambientale. Per questo motivo di solito chi installa gli impianti di climatizzazione deve avere il “Patentino F-gas”: una certificazione dei corsi svolti per il trattamento di questi gas. In TRIO HYDRO, però, il gas refrigerante è chiuso ermeticamente e per questo l’apparecchio può essere montato da qualsiasi professionista. Un altro vantaggio installativo.
Completezza della dotazione, flessibilità nell’uso, razionalità della progettazione e di sistemazione negli spazi di armadi tecnici, connessioni già disponibili per l’uso sempre più importante delle rinnovabili e facilità di installazione sono dunque elementi molto importanti per chiunque voglia scegliere il sistema di raffrescamento e riscaldamento di casa valutando con attenzione la resa, i costi e la rapidità di messa in opera.