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Grazie agli apparecchi studiati con cura per agevolare l’installazione, si possono inserire pompe di calore anche nelle ristrutturazioni rilevanti e perfino come sostituzioni di caldaie obsolete. Così anche le case dei nostri splendidi centri storici possono avere soluzioni più evolute per abbassare il consumo di gas. Ecco come.
La sostituzione della vecchia caldaia
Quando si deve sostituire una caldaia obsoleta esiste ora la possibilità di installare una pompa di calore ibrida: un apparecchio che unisce i vantaggi dei due diversi generatori che operano in parallelo. La pompa di calore agisce sfruttando l’energia termica naturalmente contenuta nell’aria mentre la caldaia a condensazione viene messa in funzione dalla centralina elettrica interna solo quando è davvero necessario: in caso di freddo intenso o se si vogliono usare ad esempio due o più bagni per la doccia.Le pompe di calore che possono essere installate in questo caso, devono però tenere conto della presenza di caloriferi. Se infatti si vuole lasciare l’impianto a termosifoni come accade nelle case meno recenti bisogna scegliere apparecchi capaci di fornire una temperatura di mandata di 70 gradi centigradi. Esistono ottime soluzioni in questo senso che possono fornire solo il riscaldamento come la VICTRIX HYBRID dell’italiana Immergas (ottima se si ha già un impianto di raffrescamento separato) o anche la climatizzazione estiva come la MAGIS COMBO sempre Immergas.
Ristrutturazioni rilevanti e impianti a bassa temperatura
Nelle abitazioni più evolute spesso esistono già riscaldamenti a pavimento o comunque a bassa temperatura che lavorano cioè con una temperatura di mandata di circa 35-40 gradi centigradi. Allo stesso modo, quando si affronta una revisione più completa della casa si tende a scegliere proprio questo tipo di impianti per vantaggi evidenti dal punto di vista dei consumi: bastano infatti meno gradi per ottenere risultati ottimi in fatto di comfort, usando meno energia e sfruttando al meglio le pompe di calore.I modelli a disposizione sono tanti e danno ottime prestazioni sia in riscaldamento sia in raffrescamento con un bel risparmio economico. Si tenga presente che la resa termica delle pompe di calore è infatti notevole: in genere basta un kW di elettricità per ottenere infatti 4 o 5 kW di energia termica.
L’energia elettrica gratuita e il full electric
Le pompe di calore sono sempre più scelte per i vantaggi ambientali ed economici. Per abbassare ancora di più i costi energetici, spesso si installano in abbinamento a pannelli fotovoltaici e batterie di accumulo che danno elettricità gratuita anche quando il sole non c’è. Nel caso che si possieda una casa in zone dal clima non particolarmente rigido in inverno, si può perfino pensare a progettare un impianto full electric: un sistema di climatizzazione che non ha bisogno di gas ma che utilizza solo la pompa di calore. Esiste ad esempio la pompa di calore MAGIS HERCULES PRO MINI che ha le dimensioni di un normale frigorifero ma contiene un boiler di ben 180 litri. Una capienza che consente grande comfort anche in presenza di più bagni e che assicura un ottimo riscaldamento in abitazioni di dimensioni medio grandi.
Con un impianto fotovoltaico di dimensioni sufficienti e con le batterie di accumulo si può ridurre fino quasi ad azzerare la bolletta dell’elettricità e diventare indipendenti dal punto di vista energetico.
Grande comfort e grande efficienza energetica
Gli impianti full electric evoluti offrono oggi un comfort notevole non solo nella produzione di abbondante acqua calda per l’uso di più bagni, ma anche nel riscaldamento e nel raffrescamento sia in abitazioni nuove sia nelle ristrutturazioni rilevanti e negli edifici riqualificati con cappotto termico e impianto fotovoltaico. Tutto questo è possibile utilizzando essenzialmente le cosiddette pompe di calore: apparecchi di grande efficienza che ricavano fino a 4 kW di energia termica con un solo kW di elettricità. La grande efficienza degli apparecchi full electric consente di realizzare perfino le abitazioni a impatto energetico zero e aiutano i costruttori a rimanere all’interno delle normative europee che limitano fortemente le emissioni nocive. Proprio per le loro caratteristiche, gli apparecchi di questo tipo sono molto richiesti e i modelli più avanzati offrono vantaggi notevoli.
Per abitazioni nuove e ristrutturazioni qualificate
Le pompe di calore splittate MAGIS HERCULES PRO e MINI di Immergas sono “all-in-one”, cioè contengono tutti gli elementi importanti di serie e rendono più semplice e rapida l’installazione. La dotazione è notevole e comprende un grande boiler da ben 235 litri per la versione PRO e di 180 litri per quella MINI. Possono fornire acqua calda ad appartamenti e abitazioni di grandi e medie dimensioni, case a schiera e villette. L’ulteriore accumulo inerziale, sempre di serie, fa funzionare al meglio l’apparecchio e con meno consumi. La nuova versione MAGIS HERCULES PRO MINI è, come suggerisce il nome, particolarmente compatta. Entrambe sono pompe di calore di grandissima efficienza, perfette per ottenere le classi energetiche più alte nelle ristrutturazioni rilevanti o nelle nuove costruzioni.
Con il fotovoltaico, più indipendenza energetica
Per chi desidera fare un passo ulteriore verso l’indipendenza energetica, le pompe di calore full electric Immergas sono pronte per essere abbinate a impianti fotovoltaici che possono comprendere anche le batterie di accumulo. In questo modo non solo si produce elettricità gratuitamente ma la si stocca per utilizzarla di notte o in qualsiasi momento di necessità. I risparmi crescono e le emissioni nocive si riducono di molto.
Energia sempre più pulita per la qualità dell’aria
Le prospettive sono già ben tracciate soprattutto da noi in Europa. Per vincere la battaglia contro riscaldamento globale e inquinamento ci servono una sempre maggiore differenziazione dell’approvvigionamento energetico e soprattutto l’uso di fonti di energia rinnovabili. Si tratta di un salto tecnologico molto importante che dobbiamo compiere rapidamente ma con equilibrio e attenzione alle conseguenze immediate.
Se è vero che l’evoluzione tecnologica permette di ridurre i consumi di petrolio da oltre un decennio, bisogna calcolare che le richieste di energia complessive crescono sempre. Una cosa è certa: la corsa all’uso delle energie rinnovabili è per fortuna inarrestabile.
Più fotovoltaico per la decarbonizzazione
Dall’Unione Europea negli ultimi anni sono venuti impulsi per favorire i processi di decarbonizzazione e di riduzione dell’inquinamento. Nuove norme e incentivi fiscali spingono per un definitivo processo di abbandono dei combustibili fossili in favore delle fonti rinnovabili, a partire dall’energia gratuita e pulita del sole.
La tecnologia più comune per convertire la luce del sole in energia utilizzabile semplicemente in casa è senza dubbio il fotovoltaico. Pannelli e impianti compaiono infatti sui tetti di un numero sempre maggiore di case. Per legge le nuove costruzioni devono infatti produrre una percentuale consistente del proprio fabbisogno energetico con fonti di energia rinnovabili.
Pannelli di qualità per un investimento sicuro
Per adattarsi alle tante differenti situazioni, i produttori offrono pacchetti di varie misure e potenze, dotati di inverter e opzionalmente di batterie di accumulo, alcuni anche con sistemi di ricarica per auto elettriche e spesso di app di controllo. Vediamo qui di seguito quali sono le caratteristiche dei pacchetti più performanti.
Prima di tutto è opportuno scegliere pannelli fatti con silicio monocristallino: sfruttano meglio la luce durante la giornata e sono in genere più efficienti, cioè producono più energia elettrica a parità di superficie. I pannelli di qualità hanno in più garanzie molto lunghe e di solito assicurano una resa dell’85% anche dopo 25 anni di utilizzo! Un fattore determinante per un buon investimento.
Ottimizzatori inverter e caricabatterie. Il fotovoltaico che ci aiuta davvero
Un altro elemento importante sono i cosiddetti ottimizzatori che permettono di migliorare la resa dell’impianto fino al 25% nel caso in cui alcuni pannelli siano a rischio di ombreggiamento temporaneo a causa di un albero o di un edificio vicino. Non bisogna trascurare nemmeno la qualità costruttiva: Immergas, per fare un esempio, propone pannelli con tecnologia Multi-Bus-Bar (MBB) che riduce le perdite del sistema e permette di catturare più luce.
Ovviamente il pannello non è tutto. Un altro componente importante è anche l’inverter che gestisce i flussi di energia in arrivo da pannelli, rete ed eventuali batterie di accumulo. E bisogna tenere conto che alcuni inverter permettono al sistema di funzionare anche in caso di black out: un vantaggio non da poco. Con la diffusione delle auto e di altri veicoli elettrici può essere interessante dotarsi di sistemi di ricarica che forniscono elettricità alla macchina di notte attingendo alle batterie di accumulo.
Batterie di accumulo e autoconsumo
Le batterie per il fotovoltaico possono essere di varie dimensioni e si combinano utilmente per ottenere la scorta di energia più adatta all’abitazione e alle abitudini familiari. Le batterie inoltre consentono di aumentare notevolmente l’autoconsumo: la modalità più conveniente per l’uso dell’energia che viene dall’impianto fotovoltaico. Senza batterie, infatti, si usa solo l’energia istantanea prodotta dai pannelli nelle ore più soleggiate della giornata. L’elettricità non utilizzata viene invece immessa in rete: da una parte favorisce senz’altro la riduzione complessiva dell’uso di fonti energetiche fossili, dall’altra viene pagata una cifra piuttosto bassa dal gestore.
Se invece l’energia si accumula e si conserva in batterie, diventa disponibile anche di notte. Dotarsi di un impianto fotovoltaico richiede quindi una riflessione importante su obiettivi e necessità, ma può dare grandissime soddisfazioni nel breve, nel medio e nel lungo periodo sia per quanto riguarda il risparmio e la resa dell’investimento, sia per il contributo allo sviluppo di un mercato energetico ecocompatibile.
Ormai è evidente che l’efficienza della nostra vita moderna non può più affidarsi soltanto alle fonti di energia fossile. Con la scelta delle energie rinnovabili e del controllo dei consumi possiamo invece ridurre costi ed emissioni nocive anche aumentando il comfort ambientale delle nostre abitazioni. L’aiuto più grande ci viene ancora una volta dal sole.
Catturare l’energia del sole con il fotovoltaico
La tecnologia ormai molto diffusa dei pannelli fotovoltaici è semplice e affidabile al punto che i prodotti migliori vengono garantiti per 25 anni e assicurano una resa almeno dell’84% al venticinquesimo anno d’uso. Questo significa che possiamo pensare a un impianto fotovoltaico come a un vero e proprio investimento che comincia a rendere subito e dura anche nel lungo periodo con prospettive di utilizzo molto prolungate.
I vantaggi economici e ambientali del fotovoltaico
In un Paese soleggiato come l’Italia, il fotovoltaico è una grande arma a nostro favore per la produzione di elettricità pulita. Mediamente bastano 20 metri quadrati o poco più di pannelli ben disposti per produrre 3 kWp di elettricità. Si consideri che i 3 kWp che si ottengono da un impianto di questo tipo nel momento di massima insolazione sono gli stessi che ci mette a disposizione un normale contratto di fornitura domestica.
Una villetta o una casa a schiera hanno spesso tutto lo spazio che serve per installare un impianto fotovoltaico adeguato alle esigenze delle famiglie, ma anche i condomini hanno tetti che possono ospitare pannelli con ottima capacità produttiva per contribuire al risparmio di tutto l’edificio. Proprio perché gli impianti di climatizzazione sono e saranno sempre più alimentati a energia elettrica, l’impianto fotovoltaico forma una coppia perfetta e conveniente con i sistemi ibridi o full electric, permettendo infatti, una notevole serie di vantaggi: deciso risparmio in bolletta, energia gratuita per il comfort sia invernale sia estivo quando si accendono i condizionatori, convenienza per gli incentivi fiscali, più valore agli immobili perché più appetibili dal mercato e una decisa riduzione delle emissioni nocive.
Le soluzioni ZCS Immergas per tutte le abitazioni
Proprio per offrire a tutti la possibilità di rendersi più indipendenti energeticamente, Immergas mette sul mercato 5 pacchetti completi e pronti all’installazione capaci di soddisfare molte necessità degli utenti privati. I pacchetti si chiamano ZCS e sono disponibili in diverse potenze: da 3 a 4, 5, 6, fino a 10 kWp. Ogni pacchetto comprende moduli in silicio monocristallino (i migliori) dotati di piste di contatto con le celle capaci di aumentare l’efficienza di conversione di oltre il 20%, app di monitoraggio e un inverter di ultima generazione che ha una serie di caratteristiche molto importanti: gestisce i flussi di energia da fotovoltaico a batteria e rete, comprende l’Energy Meter per la misura dell’energia prodotta e consumata, funziona anche in caso di blackout elettrico. Non solo, dato che spesso quando cala il sole abbiamo bisogno di più energia per riscaldare la casa, ogni pacchetto può essere abbinato molto utilmente a batterie di accumulo.
Autoconsumo, accumulatori, ottimizzatori
Se l’impianto fotovoltaico produce più elettricità di quanta se ne consuma, il surplus viene messo in rete ed è ripagato però a un costo non molto conveniente. Avere a disposizione batterie di accumulo capienti, consente invece di raccogliere l’energia quando il sole splende di più e di utilizzarla anche la notte. Le batterie di accumulo della serie ZCS accumulano 5 kWh e se ne possono accostare anche fino a 5 per una grande scorta di energia solare autoprodotta ed eco-compatibile, senza sprechi. Altri strumenti importanti offerti da Immergas sono gli ottimizzatori solari. Si abbinano ai pannelli a rischio di ombreggiamento e permettono di migliorare la resa dell’impianto anche del 25%.
Bollino, pulizia della caldaia e prova fumi
Bollino, pulizia della caldaia, prova fumi sono termini, non del tutto precisi, che si riferiscono alle verifiche di efficienza energetica e alla manutenzione periodica degli apparecchi. In questo articolo proviamo a fare un po’ di chiarezza sugli obblighi e sui vantaggi che questi controlli offrono in termini di risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento.
Il collaudo della caldaia e la dichiarazione di conformità
Ogni volta che viene installata una nuova caldaia a metano o gpl – anche in caso della sostituzione di una vecchia – serve prima di tutto l’intervento di un “installatore”: tecnicamente si tratta di un’impresa abilitata secondo la normativa relativa al Decreto Ministeriale 37/08. Superato il collaudo funzionale dell’apparecchio e dell’impianto con tutte le verifiche di sicurezza e di efficienza energetica, la stessa impresa abilitata rilascia la Dichiarazione di Conformità dell’impianto con gli allegati obbligatori. Questo intervento è importante non solo per assicurarsi che l’apparecchio consumi il meno possibile ma che tutto sia stato fatto a regola d’arte: così si evitano problemi, guasti ed emissioni inquinanti fuori norma. Alla fine dell’operazione, il tecnico appone il cosiddetto bollino sulla documentazione rilasciata e che resta valido per un periodo variabile da Regione a Regione o Provincia Autonoma.
Apparecchi e combustibili diversi, periodicità diverse
Le periodicità dei controlli di efficienza energetica degli impianti termici di climatizzazione sia invernale sia estiva dipendono dal tipo di apparecchi installati e dai combustibili utilizzati. Tutto è regolamentato a livello Nazionale dal D.P.R. 74/2013 ma è bene ricordare che Regioni e Province Autonome possono modificare e integrare le norme in senso più restrittivo riguardo al risparmio energetico. Per fare alcuni esempi in Emilia Romagna bisogna rispettare le disposizioni del CRITER, in Lombardia quelle del CURIT, in Veneto c’è invece il CIRCE, in Liguria il CAITEL, in Piemonte il CIT e così via. Ogni catasto ha le proprie regole e anche per questo è importante fare sempre riferimento a un Centro di Assistenza Tecnica autorizzato.
Controlli di manutenzione e dell’efficienza energetica: le differenze
La normativa Italiana prevede due tipi di interventi differenti sugli impianti termici: il primo si chiama “Controllo e manutenzione degli impianti termici”, è relativo all’articolo 7 del D.P.R. 74/13 e prevede operazioni che devono essere conformi a prescrizioni e periodicità delle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione indicate dall’impresa installatrice.
Il secondo, normalmente detto “prova fumi”, è chiamato correttamente “Controllo dell’efficienza energetica degli impianti termici”, si riferisce all’articolo 8 dello stesso D.P.R., interessa l’analisi della combustione e la verifica del rendimento.
In entrambi i casi lo scopo è la ricerca dell’efficienza energetica ottimale dell’impianto sia nel funzionamento invernale sia in quello estivo per ottenere risparmi energetici ed economici e ridurre le emissioni inquinanti a tutto vantaggio dell’ambiente.
L’importanza del contratto di manutenzione
Per essere sicuri che tutti questi controlli vengano effettuati in maniera corretta è importante riferirsi a un Centro Assistenza Autorizzato (CAT) dall’azienda produttrice e possibilmente stipulare con esso un contratto di manutenzione: in questo modo ci si garantisce il controllo periodico, il rispetto delle corrette procedure di intervento e si assicura più durata ed efficienza agli apparecchi. Per questa ragione alcune case danno vantaggi importanti a chi decide per la stipula del contratto. Immergas, ad esempio, offre un’estensione di garanzia molto completa che arriva a 10 anni con attivazione gratuita e poi ancora fino a 15: un vantaggio non trascurabile perché permette di essere tranquilli evitando costi imprevisti, assicura interventi rapidi e pezzi di ricambio sempre originali.
Che cosa si rischia se si evitano i controlli di manutenzione e di efficienza energetica?
Proprio per l’importanza dell’argomento in relazione alla sicurezza delle persone e dell’ambiente, in caso di mancata manutenzione o di controllo delle emissioni sono previste multe che variano da Regione a Regione. Un’ultima nota riguarda invece le responsabilità in caso di affitto: quando una caldaia deve essere sostituita si tratta di manutenzione straordinaria e le spese sono a carico del proprietario; la manutenzione è invece in carico all’inquilino che, se inadempiente, rischia appunto le multe indicate sopra.
Le prime sperimentazioni per famiglie che abitano in gruppi ristretti di abitazioni stanno già partendo, per questo usare l’idrogeno per riscaldare casa non è affatto una prospettiva lontana, anzi. Ovviamente per avviare questa nuova evoluzione servono adeguamenti tecnologici sia nella distribuzione del gas, sia nelle tecnologiche delle caldaie: noi di Immergas da parte nostra abbiamo già pronti gli apparecchi certificati “Hydrogen Ready”. Si tratta di caldaie a condensazione capaci di lavorare con gas di diverso tipo: metano, GPL, aria propanata e, appunto, con una miscela che contiene fino al 20% di idrogeno.
Idrogeno, un 20% molto importante
Perché basta il 20% per fare delle caldaie Hydrogen Ready una soluzione interessante per il nostro prossimo futuro? Il merito è tutto dell’idrogeno allo stato gassoso. Tanto per cominciare è uno degli elementi più diffusi in natura: basta pensare a quanta acqua c’è sul nostro pianeta formata appunto da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno. In secondo luogo l’idrogeno ha un potere calorifico doppio rispetto a quello del metano: in pratica ne basta meno per scaldare di più. Non ultimo bisogna considerare che con l’idrogeno si può produrre energia senza emettere inquinanti e neppure l’anidride carbonica, il gas responsabile di gran parte dell’effetto serra che oggi favorisce in maniera così preoccupante il riscaldamento climatico.
Le nostre caldaie e l’Università di Pisa
Le caldaie delle due serie Victrix Superior e Victrix Tera V2 di Immergas oggi in commercio sono certificate Hydrogen Ready. Questo significa che il sistema di combustione si adatta automaticamente alla miscela che arriva e regola di conseguenza i parametri necessari per abbassare al minimo il consumo e le emissioni nocive, di momento in momento. Questo ottimo risultato è stato raggiunto grazie alla collaborazione col dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa e con il centro di innovazione MISTER Smart Innovation. Un passo in avanti importante sulla via della decarbonizzazione.
VICTRIX SUPERIOR e VICTRIX TERA V2
Le due serie di caldaie a condensazione Hydrogen Ready di Immergas entrano entrambe in categoria A per l’efficienza energetica che sale ad A+ se abbinate a un termoregolatore evoluto. Hanno anche un’ottima efficienza stagionale per l’ampio campo di modulazione, si possono abbinare anche a pannelli solari e sono di dimensioni compatte. In particolare, le VICTRIX SUPERIOR sono caldaie che danno notevoli quantità d’acqua calda per uso sanitario e di riscaldamento, sono adatte anche ad abitazioni grandi quando si accompagnano a bollitori di varie dimensioni (VICTRIX SUPERIOR 35 Plus). Le VICTRIX TERA V2 sono efficienti, semplici nella gestione e facili da installare, ma hanno tutto quel che serve, compresa l’applicazione Dominus (optional) per la regolazione a distanza come gli apparecchi più grandi.
Da caldaia a caldaia, con in più la condensazione
Spesso le caldaie più vecchie non sono dotate della tecnologia, oggi praticamente obbligatoria, della condensazione: un processo semplice ed efficace che non tutti ancora conoscono. Mentre dalla canna fumaria di una caldaia a tecnologia tradizionale escono fumi caldi, da una caldaia a condensazione escono invece fumi tiepidi o addirittura freddi. In pratica, grazie a uno scambiatore, il caldo che si disperderebbe inutilmente nell’aria viene recuperato attraverso il processo di condensazione ed è usato per riscaldare l’acqua calda sanitaria e quella dei termosifoni. Basta questo passaggio tecnologico per risparmiare fino a un terzo del gas con un effetto immediato sulla bolletta: dal giorno dopo la sostituzione i consumi sono subito decisamente più bassi.
Guardare avanti con l’Hydrogen Ready
Ancora non se ne parla tanto ma diverse aziende considerano l’idrogeno come un combustibile interessante perché allo stato gassoso può essere aggiunto in varie miscele ottenendo risultati molto incoraggianti. Per cominciare, quando si brucia l’idrogeno si ottiene un potere calorico più elevato rispetto alla combustione del gas, quindi ne serve meno per ottenere gli stessi risultati nel riscaldamento. In secondo luogo – molto importante oggi per la salute dell’ambiente – l’idrogeno non produce gas serra. Per questi ottimi motivi, scegliere una caldaia Hydrogen Ready come la VICTRIX SUPERIOR di Immergas può essere non solo conveniente subito grazie alla tecnologia a condensazione, ma anche lungimirante per sviluppi futuri.
Sistemi ibridi, un passo in avanti nel risparmio
Una tecnologia sempre più utilizzata per climatizzare casa senza bruciare metano è la pompa di calore. La soluzione tecnica è molto efficace perché sfrutta l’energia termica contenuta naturalmente nell’aria per trasformarla in freddo o in caldo secondo le stagioni. Il processo è efficiente perché richiede solo 1 kW di potenza elettrica per restituirne circa 4 in energia termica. Questa brillante soluzione ha qualche limite nelle zone con climi invernali particolarmente rigidi, in montagna e in situazioni in cui l’acqua che arriva nei tubi è molto fredda. Per questo motivo, Immergas in particolare propone le cosiddette soluzioni ibride come la MAGIS COMBO: un apparecchio capace di riscaldare casa anche in presenza di impianto a termosifoni, utilissimo proprio quando si sostituisce una caldaia obsoleta in una abitazione che non possiede ad esempio il riscaldamento a pavimento. In un ibrido, la pompa di calore è abbinata a un generatore a gas che entra in funzione solo quando le condizioni lo richiedono. Un gestore di sistema elettronico valuta di momento in momento la fonte di energia più conveniente utilizzando il gas solo in caso di molto freddo o quando si fanno più docce nello stesso tempo in più bagni.
Fotovoltaico, solare termico e vantaggi fiscali
Ogni pompa di calore ha bisogno di elettricità per funzionare. E se anche questa energia fosse gratuita? Nel momento in cui si pensa a installare una pompa di calore in sostituzione di una vecchia caldaia, è una buona idea considerare l’opportunità di sistemare sul tetto pannelli fotovoltaici e solari termici. I primi producono appunto energia elettrica gratuita che può essere usata per tante funzioni in casa soprattutto se si prevedono batterie di accumulo. Con i pannelli solari termici si può invece raccogliere il calore del sole e dare un sostanzioso contributo a qualsiasi apparecchio per il riscaldamento. Un altro aiuto molto importante per l’economia della ristrutturazione dell’impianto termoidraulico viene dalle agevolazioni fiscali. L’acquisto e l’installazione di pompe di calore, ibridi, pannelli fotovoltaici e solari termici sono favoriti dagli incentivi: Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 2.0. Questi contributi statali, permettono di risparmiare il 50 o il 65% di spesa attraverso le detrazioni fiscali. In questo modo la sostituzione di una vecchia caldaia ha certamente un peso economico molto inferiore.
Ormai è chiaro a tutti che aumentare l’efficienza energetica è il modo migliore per raggiungere obiettivi importantissimi come salvaguardare ambiente, salute ed economia nello stesso tempo. La maggiore efficienza energetica permette infatti di ottenere gli stessi risultati, o addirittura migliori, consumando meno. Il principio generale vale per ogni attività ma ci interessa in particolare, quotidianamente, per quanto riguarda le nostre abitazioni.
Abitazioni più efficienti nella gestione della climatizzazione interna permettono infatti di risparmiare, di ridurre l’impatto sull’ambiente e – in modo sempre più evidente – di alzare anche il valore dell’immobile stesso. I dati ci dicono infatti che se i prezzi delle case italiane stanno aumentando, non tutti gli edifici hanno avuto lo stesso incremento commerciale. Le costruzioni a bassa efficienza energetica hanno subìto anzi un calo evidente sia nelle richieste, sia nei prezzi.
Pompe di calore: la tecnologia verde
Consumare meno è quindi molto importante anche dal punto di vista economico, ma è essenziale anche il passaggio dalle fonti di energia fossili alle rinnovabili. Ridurre infatti l’energia prodotta da gas o dai derivati del petrolio, aumentare quella che viene invece da fonti rinnovabili permette ulteriori grandi risparmi di combustibile, riduzione dei costi in bolletta e dell’impatto sull’ambiente.
La tecnologia che oggi va per la maggiore proprio perché unisce nello stesso tempo efficienza e utilizzo delle rinnovabili è la pompa di calore: un macchinario capace infatti di sfruttare l’energia termica contenuta naturalmente nell’aria per scaldare le abitazioni in inverno e raffrescarle in estate. La efficienza è tale che ogni watt investito per azionare una pompa di calore, restituisce circa 4 watt di energia termica.
La grande sicurezza dei sistemi ibridi
Per fornire agli utenti apparecchi in grado di affrontare con tranquillità anche le situazioni climatiche più rigide perfino in alta montagna e le richieste di acqua calda sanitaria di case con tanti bagni, Immergas produce i cosiddetti sistemi ibridi.
Si tratta di pompe di calore abbinate a un generatore a gas a condensazione che si aziona solo quando è necessario: la centralina interna stabilisce infatti in ogni momento qual è la fonte di energia più conveniente riducendo al minimo gli sprechi.
Tutti gli ibridi Immergas sono studiati per la connessione a pannelli solari termici e fotovoltaici. Questi ultimi in particolare consentono di usare l’energia solare per produrre elettricità che a sua volta può essere stoccata in capienti batterie di accumulo per usare anche di notte l’energia raccolta di giorno dal sole. L’elettricità accumulata può servire a tutte le funzioni domestiche compresa, ad esempio, la ricarica di bici e auto elettriche.
I tre vantaggi degli ibridi
Scegliere un impianto ibrido per la propria abitazione nuova o per sostituire una vecchia caldaia permette quindi di raggiungere tre diversi obiettivi nello stesso tempo:
1. Utilizzare l’energia termica contenuta naturalmente nell’aria con la pompa di calore per riscaldare e raffrescare casa secondo le stagioni;
2. Avere sempre a disposizione un generatore a gas che funziona esclusivamente quando le richieste d’acqua calda sono molto elevate oppure quando le giornate d’inverno sono particolarmente fredde;
3. Connettersi a pannelli fotovoltaici e solari termici per sfruttare l’energia gratuita del sole.
MAGIS COMBO e tanti vantaggi fiscali
Per chi decide ora di affrontare la ristrutturazione di un edificio, continuano i vantaggi fiscali: il superbonus è tagliato dal 110% al 90% per le spese sostenute nel 2023 ma resta estremamente conveniente; la detrazione al 50% per il recupero del patrimonio edilizio è invariata; l’ecobonus per la riqualificazione energetica offre diversi scaglioni fino al 75% di detrazioni. Se si sceglie una pompa di calore ibrida come MAGIS COMBO V2 di Immergas, si arriva insomma a una serie di traguardi.
MAGIS COMBO può sostituire vecchie caldaie anche in impianti a termosifone e la versione MAGIS COMBO PLUS V2 si abbina a boiler di varie dimensioni per fornire efficienza ad abitazioni di grandi metrature. La gamma è molto vasta e gli apparecchi da 4 a 14 kW sono in classe A+++ grazie a consumi particolarmente bassi. Anche l’installazione è resa più semplice dalle dimensioni contenute di tutti i modelli che si possono posizionare a incasso e all’interno. L’unità esterna ovviamente va all’aperto ma è fatta in modo da ridurre l’impatto estetico e si può collocare anche su un balcone.
In pratica, lavorando insieme, la pompa di calore e il generatore a gas di MAGIS COMBO arrivano a risparmiare fino al 40% sui consumi rispetto a una caldaia tradizionale. Con l’aggiunta di un impianto fotovoltaico, la pompa di calore viene azionata dall’energia gratuita del sole e ottimizza così i consumi.
Che cosa sono le comunità energetiche?
Le tecnologie che producono energia da fonti rinnovabili si sviluppano rapidamente e consentono sempre più di realizzare impianti che rispondono alle necessità di abitazioni, negozi, pubbliche amministrazioni, attività artigianali, piccole e medie imprese. Quando più soggetti si uniscono per mettere in comune gli impianti o per gestirne insieme uno costruito su misura per le loro necessità, può nascere una comunità energetica. Una comunità energetica può essere un’associazione di cittadini, di commercianti, di artigiani, di amministratori o imprenditori che di solito prende la forma di società, associazione senza scopo di lucro oppure di cooperativa. Lo scopo è sempre lo stesso: produrre, scambiare e consumare energia realizzata a livello locale con fonti rinnovabili.
Come si formano le comunità energetiche?
L’unione tra interessi economici comuni e attenzione verso l’ambiente fa incontrare nelle comunità energetiche persone e aziende interessate ad utilizzare l’energia del sole, del vento e dell’acqua per abbattere il consumo di fonti di energia fossili (gas e petrolio). Allo stesso tempo, questi propositi contribuiscono all’aumento dell’efficienza energetica, in quanto adottano soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale.L’esempio tipico di comunità energetica è quello di un condominio che unisce le forze per impiantare pannelli fotovoltaici sul tetto e ottiene così energia per le unità abitative a prezzi migliori con l’energia gratuita e pulita del sole.
Altri esempi possono venire da cordate di aziende che vogliono migliorare la loro competitività abbattendo i costi energetici, oppure da pubbliche amministrazioni che individuano nella riduzione delle emissioni nocive un obiettivo primario, creando inoltre nuovi posti di lavoro a livello locale.
Le comunità energetiche permettono dunque di affrontare sfide di dimensioni globali partendo da esigenze locali.
Contrasto al cambiamento climatico, riduzione della dipendenza da gas e petrolio, eliminazione della ineguaglianza energetica sono punti fondamentali per lo sviluppo sano ed equilibrato dell’economia del futuro. In più le comunità energetiche favoriscono modi di produrre e utilizzare energia che valorizzano l’autonomia, la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini nelle comunità locali, oltre a promuovere comportamenti virtuosi.
Incentivi per le comunità energetiche
Un impianto fotovoltaico può beneficiare della detrazione fiscale del 50% grazie all’Ecobonus. L’eventuale energia prodotta in eccesso viene pagata circa 50 € ogni Megawattora. Tutte le tariffe incentivanti sono assicurate dal Ministero dello Sviluppo Economico, fisse per 20 anni: valgono 100€/MWh per l’autoconsumo collettivo e 110€/MWh per le comunità energetiche.
Le comunità energetiche si vedono inoltre restituire 9 €/MWh per i costi non sostenuti nella gestione del sistema elettrico dato che l’energia condivisa dalla comunità energetica non passa nella rete di distribuzione nazionale.
Come l’indotto dell’energia si interessa al fenomeno
Lo sviluppo delle comunità energetiche ha reso possibile un spinta decisa verso il miglioramento tecnologico e un ampliamento dei business nel settore da parte dei player dell’energia. Cresce infatti la richiesta di impianti di produzione energetica più evoluti: dai pannelli fotovoltaici alle batterie di accumulo, mentre si rivelano sempre più fondamentali i sistemi digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale per gestire la produzione.
I sistemi digitali più avanzati migliorano le performance degli impianti e aiutano gli energy manager a valutare i comportamenti dei singoli nelle comunità, calcolano gli incentivi e la ridistribuzione delle quote dei partecipanti in base al loro contributo alla comunità. Con l’intelligenza artificiale si possono anche prevedere in maniera puntuale i consumi e ottimizzare la pianificazione delle risorse energetiche disponibili.
I produttori di impianti termici al centro dell’innovazione
Le aziende che realizzano caldaie e impianti sono coinvolte nella realizzazione di sistemi più evoluti e possono anzi partecipare attivamente ai progetti delle comunità come partner tecnologici. Il vantaggio è reciproco: alle comunità arrivano soluzioni più avanzate, alle aziende giungono stimoli per produrre di più e meglio. Inoltre, quella delle comunità energetiche è un’opportunità per realizzare impianti di dimensioni superiori rispetto alla norma.
Una struttura come ImmerEnergy (la divisione specializzata in fotovoltaico – chiavi in mano – di Immergas) è già pronta e attiva nella costruzione di impianti che permettono grandi rese, affidabilità e una serie di servizi come la pulizia periodica o il monitoraggio a distanza. La scelta dei materiali, la disposizione accurata, la cura dei dettagli tecnici e amministrativi, i servizi di manutenzione sono appunto alcune delle caratteristiche installative che migliorano la resa degli impianti e permettono risultati superiori.
Tanto comfort in casa con poco o niente gas.
Il nostro futuro dipende anche da come riusciremo a ridurre il prima possibile l’impiego di fonti di energia fossili (gas e petrolio su tutte) sfruttando invece le energie rinnovabili. Partecipare in modo positivo a questo rinnovamento energetico, oggi non significa spendere di più e nemmeno ridurre il comfort nelle nostre abitazioni. Possiamo infatti unire in uno stesso sistema pompe di calore (che sfruttano l’energia termica contenuta naturalmente nell’aria) pannelli fotovoltaici e solari termici, ottenendo impianti di grande efficacia che possono anche fare a meno del gas.
Ibrido o 100% elettrico?
Chi vive in zone geografiche dove l’inverno è particolarmente rigido, può scegliere le soluzioni ibride per maggior tranquillità. In questo caso si affianca alla pompa di calore una caldaia a condensazione che interviene in pochi casi: quando la temperatura esterna diventa molto rigida, quando si fanno più docce in contemporanea o ancora se si accende l’idromassaggio richiedendo appunto molta acqua calda. Il passaggio da un generatore all’altro è guidato da un gestore di sistema che sceglie di momento in momento la fonte di energia più conveniente e riduce al minimo sprechi ed emissioni nocive. In questo modo si è sempre sicuri che i consumi e l’impatto sull’ambiente dell’impianto, siano minimi.
La pompa di calore è un apparecchio molto efficiente che trasforma ogni kW elettrico speso per azionarla in circa 4 kW di energia termica: un grande vantaggio. Se in più l’elettricità viene dall’energia gratuita del sole attraverso un impianto fotovoltaico, la pompa di calore lavora praticamente senza spese. Nel caso in cui l’impianto sia “full electric”, cioè 100% elettrico, non si brucia gas e ci si avvia verso quell’elettrificazione che ci porterà limitare sempre più le fonti di energia fossili.
Comfort, efficienza e facilità di installazione “tutto-in-uno”
Per unire tutte queste tecnologie con equilibrio e garanzia di prestazioni superiori, si possono scegliere le cosiddette soluzioni “all-in-one” che sono studiate e realizzate in modo da ottenere grandi vantaggi in termini di prestazioni e facilità di installazione, con decisi risparmi energetici. Il successo delle soluzioni “tutto-in-uno” deriva anche dalla compattezza dell’apparecchiatura che – sistemata in appositi armadi tecnici – può essere installata a incasso senza ingombrare sia nelle nuove costruzioni, sia nel caso di ristrutturazioni dell’impianto termico. Le soluzioni “tutto-in-uno” offrono grande comodità anche agli installatori perché possono avere, con un unico codice, tutti i componenti necessari per realizzare l’impianto.
TRIO PACK: “all-in-one” secondo Immergas.
La gamma TRIO PACK di Immergas, ad esempio, presenta 9 diversi pacchetti: 6 sono ibridi e “factory made” (TRIO PACK HYBRID) e 3 sono in sola pompa di calore (TRIO PACK ELECTRIC). Questo significa appunto che la pompa di calore è l’elemento centrale dell’impianto e che produce tutta o quasi tutta l’energia che serve per riscaldare, raffrescare e produrre acqua calda sanitaria.
Dal punto di vista delle prestazioni, TRIO PACK consente di ottenere ottimi risultati con bassi consumi e per questo contribuisce in maniera determinante a far crescere la classificazione energetica della casa aumentandone anche il valore immobiliare. Oltre al perfetto bilanciamento delle componenti, tutti i modelli TRIO PACK sono infatti concepiti per sfruttare al meglio le energie rinnovabili con predisposizioni per pannelli solari termici e fotovoltaici. In questo modo è più facile, per proprietari e costruttori, rispondere alle Direttive ErP e che obbligano a usare fonti energetiche rinnovabili nella costruzione di edifici nuovi.