La definizione di impronta ecologica

Quanti ettari di bosco, di prati o di mare libero sono necessari per ricostituire le risorse naturali che consumiamo e per riassorbire i rifiuti che produciamo? Ecco un’immagine chiara per capire che cosa significa impronta ecologica. Più specificamente si tratta di un indicatore di sostenibilità che aiuta a capire quanto impatto hanno sulle risorse naturali del pianeta, lo stile di vita e le abitudini di consumo energetico dei suoi abitanti. Definire l’impronta ecologica implica però una serie di calcoli matematici complessi che permettono di stabilire quanti ettari di suolo non edificato occorrono ad esempio per riassorbire l’immissione in atmosfera di anidride carbonica (CO₂) il gas serra che da solo provoca gran parte del riscaldamento globale.

Spesso pensiamo che siano quasi esclusivamente le fonti energetiche più inquinanti a incidere negativamente sul nostro ambiente, ma basta riflettere per un attimo ad alcuni gesti quotidiani per rendersi conto che non è vero. Ogni mattina ci alziamo e facciamo scorrere l’acqua dal rubinetto per lavarci la faccia. Sembra semplicissimo, eppure l’acqua che consumiamo arriva a casa nostra grazie a un acquedotto che è stato costruito con tubazioni di ghisa, cemento o pvc, realizzato con scavi chilometrici, composto da tanti elementi prodotti con dispendio di energia come sfiati, serbatoi, canali, sottopassi e così via. Se moltiplichiamo per 8 miliardi di persone anche le più normali azioni quotidiane è chiaro a tutti quanto grande possa essere l’impronta che ogni attività dell’uomo lascia su questo pianeta.

I gas serra e la storia dell’inquinamento atmosferico

La produzione ingente di gas serra e l’inquinamento industriale nascono proprio dalla Rivoluzione Industriale in Gran Bretagna già verso la fine del ‘700. Nuvole di fumo nero causate dalla combustione del carbone delle prime industrie e dai riscaldamenti, si mischiavano alle nebbie londinesi causando gravi problemi di respirazione agli abitanti dei centri urbani.

Nel 1952 si verificò il più grave evento causato dall’inquinamento atmosferico nella storia del Regno Unito. Il Grande Smog provocò circa 12 mila morti e migliaia di malati solo nella capitale britannica. Da questo momento si iniziarono a prendere i primi provvedimenti per ridurre le emissioni nocive nell’atmosfera anche se sono serviti decenni per avere la consapevolezza di due questioni fondamentali: che l’accumulo di gas serra nell’atmosfera ci sta portando al riscaldamento globale con conseguenze drammatiche, che la crescita tecnologica deve essere in grado di contrastare e non solo di limitare l’inquinamento.

Dalle fonti di energia fossili alle rinnovabili: un salto tecnologico

È evidente che per ridurre la nostra impronta ecologica bisogna considerare due elementi fondamentali che riguardano le fonti energetiche:

– Le fonti di energia non rinnovabili sono essenzialmente quelle che derivano dal petrolio o dal gas naturale. Entrambe non si ricostituiscono naturalmente se non con tempi geologici inoltre la loro progressiva diminuzione e le crisi internazionali le rendono sempre più costose. L’utilizzo delle fonti di energia fossile (si chiamano anche così) immette in atmosfera gas serra come CO₂, inquina producendo biossido di azoto e altre sostanze nocive durante la combustione.

– L’uso delle fonti di energia rinnovabili, invece, incide sull’impronta ecologica solo nel momento in cui si producono gli apparecchi che permettono di sfruttarle. La realizzazione di un pannello fotovoltaico implica il consumo di risorse naturali ma restituisce molta più energia di quanta ne richiede. E questo incide moltissimo sulla carbon print.

A livello normativo, soprattutto in Europa si sta appunto cercando di favorire il più possibile la transazione energetica verso le rinnovabili. È un processo non immediato perché richiede tempo per creare le strutture dedicate alla distribuzione e all’accumulo ad esempio dell’energia elettrica ottenuta con il fotovoltaico. In compenso sono numerose e soprattutto in continua evoluzione le tecnologie adatte all’uso delle rinnovabili: la legge italiana dice che oltre all’energia solare sono considerate fonti di energie rinnovabili il vento, la geotermia, le risorse idriche, il movimento delle maree e delle onde oltre all’uso delle biomasse cioè la trasformazione di scarti vegetali o dei rifiuti organici in energia elettrica.

Pannelli fotovoltaici e solari termici, quali differenze?

Tra le tante possibilità, la tecnica più diffusa è senz’altro quella di installare sui tetti delle case pannelli solari termici e fotovoltaici.
È una pratica che sta diventando molto comune e sempre più alla portata di tutti.

Pannelli solari termici. La tecnica è semplice ed efficace: un liquido scorre nei tubi dei pannelli, si riscalda, entra poi nel normale boiler dell’impianto termico attraverso una serpentina e cede il calore all’acqua contenuta. Il liquido, una volta raffreddatosi, torna nei pannelli e ricomincia così il suo ciclo.

I pannelli fotovoltaici producono invece elettricità. Son formati da celle dotate di un lamina di silicio polarizzata in modo opposto sulle due facciate. Quando l’energia del sole raggiunge la lamina, produce elettricità che può essere utilizzata immediatamente per azionare qualsiasi apparecchio (a partire dalle pompe di calore) oppure può essere stoccata in batterie di accumulo per essere utilizzata in ogni momento della giornata.

Pompe di calore con fotovoltaico: energia rinnovabile ed efficienza

Gli apparecchi più diffusi per sfruttare le energie rinnovabili sono oggi le famose pompe di calore che spessissimo vengono installate sia nelle nuove abitazioni sia nelle ristrutturazioni degli impianti termici. Queste macchine sono in grado di sfruttare l’energia termica contenuta nell’aria per convogliare in casa aria fresca durante l’estate o calore in inverno. Dal momento che funzionano con l’elettricità, è del tutto evidente che il loro abbinamento ai pannelli fotovoltaici permette di ridurre al massimo le emissioni nocive oltre che la spesa in bolletta. L’investimento si ripaga in pratica da solo e le ricadute in fatto di autonomia energetica ed eco-compatibilità sono del tutto positive.

Cosa possiamo fare nel concreto?

La scelta dell’impianto giusto per la nostra casa è dunque molto importante specialmente in prospettiva: il costo del gas cresce e si prevede che non tornerà più ai livelli di qualche anno fa. Oltre alle ragioni economiche è importantissimo valutare anche l’impatto ecologico. La scelta di pannelli solari termici o fotovoltaici in abbinamento alle pompe di calore è un passo che possiamo fare noi per primi come privati cittadini.

Il cambiamento più importante deve però essere guidato dall’industria a partire dall’uso di energia pulita nei propri stabilimenti. Un’azienda come Immergas, che produce apparecchi per il clima domestico in Italia, ha infatti realizzato un impianto fotovoltaico con circa 8 mila pannelli in grado di produrre una parte significativa dell’elettricità necessaria alla sua attività industriale: una scelta chiara e un segno evidente della direzione che dobbiamo e possiamo prendere tutti noi.

Nuovi edifici ed efficienza energetica

Proprio dal 13 giugno di quest’anno lo Stato italiano rende obbligatoria per i nuovi edifici una maggiore percentuale di energia da fonti rinnovabili rispetto ai consumi totali per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria: era del 50% ora arriva al 60%.

Tutte le nuove costruzioni devono inoltre avere una efficienza energetica sempre maggiore: da una parte devono essere meglio isolate per evitare dispersione di calore in inverno o di fresco in estate, dall’altra devono avere impianti che richiedono meno consumi per ottenere risultati migliori.

Gli edifici sono divisi in 10 classi energetiche in base appunto a quanto consumano. Chi ha sentito parlare di APE (l’indice di prestazione energetica) sa che gli elementi per classificare le abitazioni sono essenzialmente la qualità dei materiali di costruzione e degli infissi che evitano la dispersione termica, l’utilizzo di impianti e fonti di energia rinnovabili oltre che le condizioni climatiche dei luoghi in cui sono collocate.

Pompe di calore: elettricità ed energia termica

Le pompe di calore sono appunto apparecchi che sfruttano le energie rinnovabili per riscaldare, raffrescare e produrre acqua calda sanitaria. Si tratta di soluzioni ecosostenibili, innovative ed estremamente vantaggiose perché in pratica trasformano l’energia termica, contenuta naturalmente nell’aria, in caldo o in fresco secondo le stagioni. Le pompe di calore sono l’ideale per gli edifici di nuova costruzione ma possono essere installate anche in case esistenti per migliorarne l’efficienza energetica.

Le pompe di calore offrono almeno 4 vantaggi fondamentali:

– più COMFORT abitativo in ogni stagione;

– più RISPARMIO, perché non si consuma gas;

– più VALORE per l’immobile, perché permettono di raggiungere classi energetiche molto elevate;

– più COMPATIBILITÀ AMBIENTALE, perché oltre a utilizzare l’aria esterna come fonte di energia rinnovabile, sono integrabili perfettamente con solare termico e fotovoltaico per ridurre ulteriormente consumi elettrici ed emissioni nocive.

Meno gas? Ci aiuta anche la bolletta elettrica

Riscaldare con l’elettricità gli ambienti di casa e l’acqua calda sanitaria oggi diventa preferibile anche dal punto di vista economico dal momento che l’energia elettrica si può ottenere con fonti di energia rinnovabili come fotovoltaico eolico, idroelettrico e geotermico che riducono molto inquinamento e costi.

Zone climatiche e impianti ibridi

Chi abita in un edificio ben isolato termicamente, chi ne sta costruendo un nuovo e punta a una classe energetica elevata, chi vive vicino al mare o in zone particolarmente temperate per posizione geografica, è senz’altro nelle condizioni giuste per realizzare un impianto termico in sola pompa di calore.

Quando al contrario si vive in montagna o in zone in cui gli inverni possono essere rigidi la combinazione tra pompe di calore, impianto fotovoltaico e batterie di accumulo, può essere opportunamente accompagnata da un generatore a gas a condensazione che si mette in moto solo quando è davvero necessario.

Nelle pompe di calore ibride Immergas come MAGIS COMBO, la centralina elettronica sceglie da sé, momento per momento, la fonte di energia più conveniente per ridurre al minimo il consumo di gas e avere sempre l’energia necessaria per affrontare i climi più estremi.

Eliminare del tutto o ridurre molto il consumo di gas per il riscaldamento oggi è possibile, l’importante è valutare attentamente tutti gli elementi in gioco e affidarsi all’esperienza di un installatore preparato per scegliere la grande efficienza dei sistemi ibridi o in sola pompa di calore, secondo la posizione geografica e le condizioni di isolamento termico della propria abitazione.

Grandi prestazioni idrauliche con la pompa di calore adeguata

Esistono pompe di calore per ogni necessità, anche per chi desidera prestazioni idrauliche superiori. La MAGIS HERCULES PRO di Immergas, ad esempio, offre un bollitore di grandi dimensioni (235 litri) per assicurare docce e perfino vasche idromassaggi a una famiglia numerosa. Appartiene alla classe energetica fino ad A+++ nel riscaldamento con impianti a bassa temperatura, usa un refrigerante a basso impatto ambientale (R32) ed è anche di dimensioni compatte.

MAGIS HERCULES PRO, come molte delle pompe di calore avanzate Immergas, è inoltre compatibile con impianti solari termici e pannelli fotovoltaici. Si tratta quindi di un apparecchio fondamentale che non consuma gas e permette inoltre di ridurre o addirittura azzerare il consumo di energia elettrica. I pannelli solari termici riscaldano infatti l’acqua calda sanitaria mentre i fotovoltaici producono l’energia elettrica che alimenta la stessa pompa di calore. L’impianto così realizzato forma un sistema di produzione energetica pulita e gratuita che si basa essenzialmente sulla forza del sole: un grande vantaggio per portafogli e ambiente!

Per rendersi ancora più indipendenti dalla rete elettrica e avere a disposizione una scorta di energia anche di notte, l’elettricità prodotta dai pannelli fotovoltaici può essere accumulata di giorno in speciali batterie.

La caldaia è uno di quegli apparecchi che è bello dimenticarsi di avere in casa. Fin che va, se non ha problemi, possiamo non occuparcene. Ma è vero? Senza dubbio l’affidabilità e la durata di uno strumento così centrale è importante, però ad ogni bolletta del gas ci troviamo sempre più a riflettere se la tecnologia di una caldaia tradizionale può reggere il confronto con l’investimento per l’acquisto e l’installazione di una caldaia a condensazione.

Tradizionale o a condensazione: la differenza tecnica

Facciamo innanzitutto una breve distinzione tecnica. La vecchia caldaia che abbiamo in casa e che molti dicono “va ancora benissimo” spreca grandi quantità di calore che contribuisce al riscaldamento globale: basti pensare che i fumi in uscita da una caldaia tradizionale hanno temperature generalmente superiori ai 100-110 °C.

La tecnologia a condensazione ha invece emissioni con temperature molto più basse, intorno ai 50-55 °C, perché recupera il calore dei fumi in uscita attraverso un apposito scambiatore. Proprio grazie a questo risparmio, una caldaia a condensazione, a parità di energia fornita, consuma molto meno gas per raggiungere gli stessi risultati che otteniamo con la nostra vecchia caldaia.

Quanto si risparmia con la caldaia a condensazione?

Proviamo ora a fare qualche conto anche se le variabili in campo sono davvero tante: le abitazioni sono infatti diverse per costruzione, distribuzione degli spazi e coibentazione; le famiglie possono essere più o meno numerose e avere abitudini diverse; soprattutto in Italia le case sono collocate in zone climatiche che variano moltissimo e vanno dalla costa siciliana alle alpi trentine.

Nonostante ciò, gli esperti calcolano che il risparmio economico nell’uso di una caldaia a condensazione rispetto a una tradizionale può arrivare al 25-30% su impianti a bassa temperatura (ad esempio con pannelli radianti a pavimento o radiatori di ampia superficie) e al 15% su impianti tradizionali ad alta temperatura (i termosifoni).

Insomma, se in un anno si spendono 1.000 euro di gas con una caldaia tradizionale, con una a condensazione si possono risparmiare da 150 euro a 300. Il risparmio più alto si ha ovviamente con i sistemi a bassa temperatura come quelli descritti in precedenza soprattutto se governati da termostati evoluti come il CARᵛ² o lo SMARTECH PLUS Immergas. Calcolando che la vita di una caldaia è di circa 15 anni, si capisce che in questo lungo periodo di tempo la condensazione ci permette di risparmiare da 2.250 a 4.500 euro di gas in totale. Una cifra davvero interessante.

Affidabilità e semplicità d’uso in dimensioni compatte

Per chi decide di sostituire la vecchia caldaia, le variabili tra i vari modelli a condensazione sono davvero tante. Prendiamo in considerazione le caldaie della serie TERA di Immergas. Sono compatte nelle dimensioni e semplici da utilizzare, dai costi contenuti e in classe A. Una loro caratteristica importante è anche la flessibilità di installazione: possono essere collocate all’interno, all’esterno o con soluzioni ad incasso con grande recupero dello spazio abitativo. Per finire si possono abbinare a pannelli solari termici per sfruttare le energie rinnovabili e dare ancora più comfort.

La gamma VICTRIX TERA

Tutti i modelli della gamma sono studiati per puntare su comfort e risparmio. Le VICTRIX TERA sono disponibili in potenze da 24 e 28 kW, e nella versione VICTRIX TERA VIP dotata del sistema “acqua celeris”, comodo ed efficiente perché fornisce immediata disponibilità di acqua calda riducendo drasticamente i tempi di attesa. La VICTRIX TERA 24 kW PLUS può fornire solo riscaldamento oppure può produrre anche acqua calda sanitaria se abbinata a un bollitore.

Possiamo quindi concludere che concedersi più comfort sostituendo una caldaia tradizionale, oggi non solo è possibile ma permette anche di ridurre la bolletta del gas e le emissioni nocive.

Hai una casa grande? Valuta la soluzione accumulo con boiler

Tra tutte le novità tecnologiche che vengono installate sempre più negli impianti termoidraulici delle abitazioni di oggi, ci si dimentica a volte di considerare un componente certo non innovativo ma molto utile per aumentare il comfort di casa e per risparmiare. Vediamo come e perché i serbatoi di accumulo – spesso chiamati boiler – aiutano in modo importante l’efficienza di tutto il sistema.

A cosa servono i boiler d’accumulo

I cosiddetti boiler sono in effetti dei serbatoi di varie capacità in cui la caldaia o la pompa di calore accumulano energia termica sotto forma di acqua calda. Quando in casa si vuol fare la doccia o serve calore per il riscaldamento, l’impianto usa la riserva del boiler e non direttamente l’acqua che viene scaldata dalla caldaia. I vantaggi sono diversi. Prima di tutto l’acqua del boiler è già alla temperatura desiderata e non è soggetta a variazioni causate da sbalzi di pressione o nei piccoli prelievi. In pratica i tempi di attesa dell’acqua alla temperatura giusta si riducono.

In secondo luogo, se il boiler ha la capacità giusta rispetto alle caratteristiche della casa (dipende dal numero di bagni, dai componenti della famiglia, dall’eventuale disposizione su più piani dell’abitazione o dalla presenza di vasche da bagno o idromassaggi) l’accumulo permette di assicurare acqua a tutti nello stesso tempo e di fornire anche l’energia termica necessaria al riscaldamento senza difficoltà. Non ultimo, il risparmio. Una caldaia che deve riscaldare l’acqua senza l’aiuto del boiler, in caso di utilizzi frequenti o di abitazioni grandi fa più “fatica” e quindi consuma di più rispetto alla caldaia col boiler.

Caldaia istantanea o con accumulo?

Anche se si parla di boiler, è importante chiarire che le caldaie istantanee che non utilizzano l’accumulo di acqua calda, sono utilissime e offrono tanti vantaggi in molte situazioni. Da una parte hanno dimensioni ridotte e sono estremamente flessibili nell’installazione, inoltre i modelli più recenti hanno un ottimo controllo della temperatura dell’acqua erogata.

Se invece l’abitazione è grande e magari è disposta su più piani con più servizi, spesso esistono rubinetti lontani dalla caldaia a cui è difficile far arrivare l’acqua calda in tempi ridotti. Per risolvere questo problema si realizza una rete di ricircolo, in pratica un anello di distribuzione dell’acqua calda sanitaria che unisce il boiler – non direttamente la caldaia – a tutti i punti di prelievo come lavabi, docce, vasche da bagno. La linea di distribuzione forma un anello chiuso tra mandata e ritorno e il ricircolo è forzato con l’aiuto degli appositi circolatori. In questo caso, appunto, la caldaia con accumulo di acqua calda sanitaria è fondamentale.

Come sono fatti i boiler

Una qualità essenziale per un boiler è la durata. I migliori costruttori utilizzano infatti acciaio Inox: lo stesso materiale usato sulle navi che combattono quotidianamente contro la corrosione dovuta all’acqua e all’aria salmastre. Per la qualità costruttiva, ad esempio, i boiler costruiti da Immergas nei suoi stabilimenti italiani hanno addirittura 5 anni di garanzia.

La seconda caratteristica più importante è l’isolamento termico. Una coibentazione di diversi centimetri assicurano una dispersione del calore molto limitata e la conservazione dell’energia termica a lungo, oltre a un minore consumo di gas. Tra gli altri elementi importanti c’è anche l’anodo di magnesio che aiuta a proteggere il boiler dalla corrosione dovuta alle correnti galvaniche che possono creare fori nel metallo.

Dettaglio importante è anche la presenza su alcuni modelli di bollitori di una doppia serpentina: un accorgimento che permette di integrare più sorgenti di calore come la classica caldaia da un lato e l’impianto solare termico dall’altro. In alcuni boiler si può inserire anche una resistenza elettrica per produrre acqua calda con il contributo eventuale di un impianto fotovoltaico. Un dettaglio utile presente nei migliori accumuli è la flangia che facilita la pulizia all’interno del bollitore. L’acciaio Inox consente infatti di intervenire facilmente con prodotti che sciolgono il calcare senza il rischio di danneggiare la superficie interna del bollitore.

Quanto deve essere grande il mio boiler?

I serbatoi di accumulo in acciaio Inox sono disponibili in diverse misure che vanno da circa 50 fino a 500 litri, per salire poi fino a 2 mila litri con quelli realizzati in acciaio vetrificato. Questi modelli di grandi dimensioni sono adatti a scuole, palestre, spa e ambienti dove il consumo di acqua calda è molto elevato.

I serbatoi più piccoli (50/60 litri) possono bastare per un paio di bagni in un appartamento o villetta a schiera. Per una famiglia con più di due servizi si può salire a 120/160 litri circa. Un accumulo di 250/300 litri può essere sufficiente per una famiglia anche di 4/5 persone.

È insomma necessario studiare ogni situazione con un installatore esperto che aiuti a valutare anche le abitudini di utilizzo dell’acqua calda della famiglia, insieme ad altri fattori specifici minori come ad esempio, la temperatura dell’acqua fredda proveniente dall’acquedotto.

Decarbonizzazione: meglio per l’economia e per la nostra salute

Mai fino ad ora avevamo sentito così tanto la necessità di renderci autonomi dal punto di vista energetico. Il nostro Paese e l’Europa intera sono sempre più consapevoli che devono trovare il modo di dipendere meno dalle fonti di energia fossili non solo per questioni economiche e geopolitiche o per l’importanza di ridurre i costi industriali, ma anche per la necessità di abbattere l’emissione di gas serra.

La direzione che il Governo della UE aveva già tracciato prima della crisi politica era chiara. L’obiettivo ambizioso di creare un’economia a impatto zero per le emissioni di gas serra entro il 2050 deve essere perseguito, nonostante le difficoltà, per limitare il più possibile il riscaldamento globale. Il processo di decarbonizzazione è in questo senso determinante anche per l’abbattimento di emissioni inquinanti come ad esempio l’ossido di azoto, tipico di ogni combustione. Le tecnologie che abbiamo a disposizione fin da subito per raggiungere questi obiettivi sono quelle che sfruttano l’energia solare: solare termico e fotovoltaico.

Il solare termico usa l’irraggiamento solare per generare calore – energia termica – con cui produrre acqua calda sanitaria e integrare eventualmente anche il sistema di riscaldamento. Il fotovoltaico sfrutta invece il sole per produrre energia elettrica con cui funzionano gli apparecchi che riscaldano e raffrescano le abitazioni.

L’energia del sole per produrre acqua calda sanitaria e riscaldamento

I pannelli solari sono dotati di una copertura in vetro che li protegge e filtra i raggi solari creando una sorta di effetto serra che trattiene il caldo. In questo modo il fluido antigelo (glicole) contenuto all’interno della serpentina, si riscalda rapidamente, gira nei pannelli e passa nel boiler dove cede all’acqua il calore ricavato dal sole. Si tratta di un procedimento semplice e molto efficace che si è evoluto negli anni. I pannelli possono durare anche 20 anni e forniscono acqua calda sanitaria fino a 60 °C con bassi costi di manutenzione.

Le tipologie degli impianti solari termici possono essere diverse in base alle tecnologie. A riguardo Immergas offre due tipi di soluzioni: a circolazione naturale e a circolazione forzata. La soluzione a circolazione naturale è il sistema più semplice per la produzione di acqua calda sanitaria, con costi particolarmente contenuti. Quella a circolazione forzata invece, non solo è in grado di produrre acqua calda sanitaria ma può anche contribuire al riscaldamento degli ambienti all’interno di un impianto combinato e garantire risparmi energetici, economici e fiscali.

I pannelli nei sistemi ibridi o integrati

Anche se i collettori solari termici danno già ottimi risultati abbinati a una semplice caldaia, oggi possono essere combinati all’interno di impianti che sono vere e proprie centrali energetiche capaci di abbassare moltissimo le bollette di luce e gas sfruttando le rinnovabili.

I sistemi ibridi sono concepiti fin dall’origine per unire più tecnologie e utilizzare più fonti energetiche rinnovabili o tradizionali mentre la centralina elettronica sceglie automaticamente, ora per ora, le fonti più convenienti per riscaldare o raffrescare l’ambiente. Il pacchetto solare a circolazione forzata INOX SOL, dotato di un capiente bollitore a scelta tra 200, 300 e ben 500 litri, può appunto essere collegato a una pompa di calore ibrida come MAGIS COMBO che a sua volta si alimenta con i pannelli fotovoltaici. Tutto per ridurre al minimo il consumo di gas e di elettricità.

I sistemi integrati permettono di realizzare soluzioni su misura grazie al GESTORE DI SISTEMA che coordina più tecnologie (come ad es. pompa di calore, caldaia a condensazione, solare e fotovoltaico) per ottenere soluzioni più vantaggiose in termini di flessibilità. In ogni caso, prevedere l’installazione di un bollitore ad accumulo è molto utile perché consente di stoccare l’energia termica sotto forma di acqua calda e di usarla quando serve di più. Immergas produce direttamente i suoi bollitori, mette grande attenzione nella qualità e nella realizzazione di diverse capienze che si adattano alle caratteristiche di ogni famiglia.

Ridurre la CO₂ con le energie rinnovabili

Parlando di ecologia, la notizia positiva è che la crescita dell’anidride carbonica in atmosfera sta rallentando. Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) si è passati dal +2,1% l’anno nel decennio dal 2000 al 2009, al +1,3% nei dieci anni seguenti. Ovviamente non basta, ma dal momento che i costi per la produzione dell’energia con fonti rinnovabili sta calando e visto che le tecnologie solari ci stanno dando circa il 10% dell’energia di cui abbiamo bisogno, abbiamo tutti spazio per migliorare e contribuire allo sforzo globale. In particolare, se è vero che i grandi impianti devono sottostare a norme molto stringenti, i piccoli impianti domestici hanno oggi una fortissima incentivazione attraverso la deduzione fiscale che permette di realizzare impianti anche a costo zero. In definitiva, accelerare verso la decarbonizzazione conviene molto.

Il sole è indubbiamente la nostra principale fonte di energia rinnovabile e i pannelli fotovoltaici sono uno dei modi più efficienti e immediati per trasformare in elettricità una parte di questa straordinaria potenza.

Se però nelle aziende si consuma energia proprio mentre il sole è più alto nel cielo, nelle nostre abitazioni accade molte volte il contrario: quando cala il sole abbiamo più necessità di elettricità perché tutta la famiglia è in casa, funzionano gli elettrodomestici, si fanno più docce, si desidera più caldo in inverno.

Esistono quindi due modi diversi di sfruttare l’energia solare: da una parte si consuma il più possibile l’elettricità che si produce al momento, dall’altra si può effettuare il cosiddetto “storage energetico”. Quest’ultimo può avvenire tramite lo “scambio sul posto” oppure attraverso l’utilizzo delle batterie di accumulo che si caricano di giorno e cedono elettricità a tutta la casa la sera, di notte o quando ce n’è maggior bisogno. In ogni caso, più si usa l’energia del sole, meno si utilizza quella fornita dalla rete elettrica, con grande risparmio.  

Che cos’è e come funziona lo “scambio sul posto”

Se di giorno i pannelli fotovoltaici producono energia in eccesso rispetto al fabbisogno giornaliero dell’abitazione, avviene il cosiddetto “scambio sul posto”: in pratica l’elettricità prodotta e non usata subito viene immessa in rete dopo essere stata misurata da un apposito contatore. Di sera al contrario, i pannelli fotovoltaici non producono e l’energia che serve alla casa si preleva dalla rete pubblica. L’energia prelevata viene pagata in bolletta, quella ceduta viene invece compensata attraverso un contributo erogato dal GSE tramite acconti semestrali e conguagli annuali.

Un pacchetto da 3 kW formato da pannelli fotovoltaici monocristallini come quelli che propone Immergas, può garantire le sue prestazioni per ben 25 anni. In questo lasso di tempo, giorno per giorno, mese dopo mese, i pannelli forniscono elettricità per un totale anche di 80 mila kWh. Davvero una bella cifra e un gran risparmio, soprattutto se si riesce a sfruttare tutta l’energia che viene raccolta.

Batterie di accumulo per favorire l’autoconsumo

La soluzione alternativa allo “scambio sul posto” è invece quella di accumulare in batterie l’elettricità prodotta per dare corrente elettrica alla casa in qualsiasi momento, anche di notte, senza appesantire la bolletta.

Il pacchetto STORAGE di Immerenergy comprende pannelli fotovoltaici, ottimizzatori solari che permettono di raggiungere le massime prestazioni nella produzione di energia elettrica anche quando i singoli pannelli sono parzialmente coperti da ombreggiature momentanee, un inverter per gestire produzione e autoconsumo, le batterie di accumulo e un sistema di monitoraggio per un controllo istantaneo del bilancio energetico e delle prestazioni del sistema. In questo modo si riducono gli sprechi e aumenta di molto l’autonomia energetica dell’abitazione.

Fotovoltaico: tante taglie per ogni uso e abitazione

I pacchetti fotovoltaici Immerenergy offrono potenze che vanno dai 3 ai 10 kWp. Le batterie di accumulo sono di diversi tipi e possono stoccare fino a 30 kWh di energia: una quantità importante da sfruttare per tanti usi. Per chi possiede un’autovettura elettrica esistono anche le colonnine di ricarica che permettono di ricaricare con una velocità fino a 2,5 volte più elevata rispetto alla ricarica tradizionale.

Con un impianto fotovoltaico completo e dotato di batterie di accumulo, l’energia solare ci rende più autosufficienti, infatti l’elettricità necessaria all’abitazione, al riscaldamento e al raffrescamento estivo, alla produzione di acqua calda sanitaria, all’illuminazione, al funzionamento degli elettrodomestici e perfino agli spostamenti in auto o con la bici elettrica, viene prodotta per gran parte nel modo più ecologico con l’energia del sole. Sembra un sogno, ma è possibile.

Impianti ibridi: perché convengono

La parola ibrido indica ormai un’evoluzione tecnologica chiara. Sia nel mondo delle automobili, sia in quello degli impianti di climatizzazione domestica, lo sforzo tecnico delle soluzioni ibride consiste appunto nell’abbinare motori che producono energia da fonti fossili con altri che si alimentano con fonti di energia rinnovabili.

Come nelle automobili, un sistema ibrido full consente un risparmio maggiore rispetto al mild, nel riscaldamento e nel raffrescamento di casa allo stesso modo è opportuno puntare su sistemi che utilizzino meno gas possibile in favore dell’energia pulita.

Fossili e rinnovabili: le diverse fonti di energia

Le fonti di energia fossili sono carbone, petrolio e gas naturale. Si chiamano così perché derivano da un processo naturale lungo milioni di anni che ha trasformato sostanze organiche animali o vegetali in altre ricche di carbonio, ottime come combustibili.

Ogni processo di combustione implica però l’emissione di anidride carbonica (il principale gas serra responsabile del riscaldamento globale) e sostanze inquinanti come l’ossido di azoto. Per questo oggi ci si concentra sempre più sull’uso delle fonti di energia rinnovabili come ad esempio l’energia idraulica, solare, eolica e geotermica che da un lato non producono emissioni nocive e dall’altro sono inestinguibili. Le pompe di calore, gli impianti fotovoltaici e solari termici sono proprio gli strumenti a disposizione di tutti per rendersi meno dipendenti da petrolio, gas e carbone.

Efficienza energetica e tranquillità negli impianti ibridi

Combinando le pompe di calore che sfruttano la naturale energia termica dell’aria, gli impianti fotovoltaici per trasformare la luce del sole in elettricità e il solare termico capace di dare un forte contributo al riscaldamento dell’acqua calda sanitaria, si ottengono risultati eccellenti in fatto di risparmio e comfort. In alcune zone (ci sono numerosissimi fattori da tenere in considerazione, dalla posizione geografica dell’abitazione al suo isolamento termico eccetera) oggi è addirittura possibile eliminare del tutto la bolletta del gas.

Tutti sappiamo però che fonti di energia rinnovabili sono per loro natura instabili. Per questo – soprattutto nelle zone in cui il freddo si fa sentire di più – è importante scegliere soluzioni ibride, capaci quindi di combinare almeno due generatori differenti. Nelle soluzioni tecniche più funzionali si abbinano di solito una caldaia a condensazione con una pompa di calore. C’è chi chiama questi apparecchi pompe di calore ibride proprio per sottolineare la predominanza del generatore a energia rinnovabile rispetto a quello che consuma gas.

Per assicurare il massimo risparmio e minori emissioni inquinanti gli apparecchi ibridi devono essere governati da una centralina elettronica in grado di decidere di momento in momento qual è la fonte di energia più conveniente anche in relazione al costo di gas ed elettricità nel periodo di utilizzo. In questo modo si ottiene costanza di servizio in ogni situazione climatica e un consumo di gas decisamente ridotto.

Un impianto termico completo con le energie rinnovabili

Le pompe di calore sono quindi al centro degli impianti ibridi ma è necessario fare una precisazione: il processo di sfruttamento dell’energia termica dell’aria, tipico appunto delle pompe di calore, consuma elettricità. Per questo è molto utile scegliere modelli compatibili con i pannelli fotovoltaici e magari anche con il solare termico.

Grazie al fotovoltaico si può infatti fornire alla pompa di calore l’energia di cui ha bisogno senza gravare sulla bolletta. Con i pannelli solari termici si dà invece un forte contributo al riscaldamento dell’acqua per doccia e termosifoni in modo del tutto gratuito, grazie all’energia del sole.

Dato che i pannelli fotovoltaici raccolgono energia solo durante l’esposizione ai raggi solari, stoccare l’energia ottenuta di giorno in batterie di accumulo è un’ottima soluzione. In questo modo si ha sempre una riserva elettrica per far funzionare la pompa di calore, le luci e gli elettrodomestici anche di notte.

Pompa di calore, pannelli solari e batterie di accumulo compongono quindi un sistema di produzione energetica completo e molto efficiente, sostenuto dall’eventuale intervento della caldaia a condensazione, negli impianti ibridi.

Riscaldare e raffrescare: il comfort con le pompe di calore ibride

Le pompe di calore hanno funzioni differenti per dare a ogni abitazione la soluzione più adatta. Quando ad esempio si possiede già un sistema di raffrescamento domestico o se si vuole sostituire una caldaia obsoleta con spese contenute si può scegliere un modello che fa solo riscaldamento. Alcune, come la VICTRIX HYBRID di Immergas, sono di dimensioni ridotte e possono lavorare anche in un impianto tradizionale con termosifoni perché sviluppano una temperatura di mandata elevata che arriva fino a 80 gradi.

I modelli più completi di pompe di calore ibride forniscono anche il raffrescamento estivo: un solo generatore offre quindi due funzioni molto importanti e in più produce l’acqua calda sanitaria. Anche in questo settore si possono trovare modelli con dimensioni ridotte e capaci di lavorare in impianti a termosifone.

Standard & Poor, la famosa agenzia di rating, prevede che il costo dell’energia aumenterà ancora fino al 2023. La ripartenza delle attività dopo l’allentarsi della pandemia ha infatti richiesto uno sforzo enorme nella ricerca delle materie prime che ha surriscaldato il mondo dei trasporti, bloccato da una globale crisi di sistema. Nel frattempo, la contrapposizione tra Nato e Russia non favorisce certo la riduzione dei prezzi. Per garantire più energia a tutti, la strategia europea è quella di porsi obiettivi sempre più ambiziosi nel ridurre la dipendenza da combustibili fossili.

Nel nostro piccolo, ognuno può fare qualcosa per ridurre i propri consumi, per spendere meglio e meno nella gestione delle energie aumentando il comfort domestico. Per quanto riguarda gli impianti termici di casa, oggi è infatti possibile aumentare il controllo delle temperature in diverse zone della casa e più disponibilità di acqua calda sanitaria con investimenti che vengono ricompensati fin da subito da tre fattori: una drastica riduzione dei consumi di gas e di elettricità, i vantaggi fiscali degli ecoincentivi, un ambiente domestico ancora più piacevole da abitare.

Tanta efficienza energetica in spazi ridotti

Per avere apparecchi di qualità e capaci di ottime prestazioni con consumi limitati, non servono grandi spazi e non sono necessari interventi pesanti nella ristrutturazione di casa né ambienti appositi dove collocare la centrale termica. A ogni esigenza si può infatti rispondere con diversi apparecchi compatti e versatili nell’installazione: le pompe di calore ibride Immergas, ad esempio, possono essere collocate all’interno senza grandi ingombri, all’esterno in zone parzialmente protette e ad incasso per ridurre l’impatto estetico. L’importante è scegliere il prodotto più giusto per le esigenze della famiglia e le dimensioni dell’abitazione.

Riscaldamento e raffrescamento con la pompa di calore, in poco spazio

Le pompe di calore sono apparecchi molto importanti per risparmio energetico e riduzione dell’impatto ambientale perché sfruttano l’energia termica naturalmente contenuta nell’aria con cui danno caldo in inverno e fresco in estate. In questo secondo caso, per fare un esempio ben raffigurabile, la pompa di calore lavora più o meno come un normale frigorifero. Per sostituire una tradizionale caldaia ormai obsoleta a una pompa di calore ibrida con riscaldamento e raffrescamento, si può prendere in considerazione MAGIS COMBO V2: la pompa di calore è abbinata a un generatore a gas che interviene solo in caso di temperature esterne particolarmente rigide oppure quando si fanno più docce contemporaneamente. Ha un ottimo rendimento in tutte le stagioni, è adatta nelle ristrutturazioni dove esistono impianti con termosifoni ma anche alle abitazioni nuove con il riscaldamento a ventilconvettori o a pavimento. MAGIS COMBO occupa spazi ridotti e può prendere il posto di una caldaia senza particolari difficoltà e senza opere murarie impegnative.

La pompa di calore con solo riscaldamento e acqua calda

Per chi possiede già un impianto di climatizzazione estivo la pompa di calore ibrida ideale per il solo riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria è l’istantanea VICTRIX HYBRID di Immergas. L’apparecchio è stato pensato anche per sostituire vecchie caldaie in impianti a termosifone perché, come MAGIS COMBO, può lavorare a temperature elevate, occupa spazi ridotti ed è flessibile nell’installazione.

Tutto in uno. TRIO PACK è la soluzione ibrida a scomparsa

A volte si hanno progetti più ampi, si ha in mente un’abitazione di grande comfort magari disegnata da un architetto con dettagli costruttivi ed estetici importanti. Anche in questi casi si può unire la bellezza con la funzionalità di impianti evoluti che aiutano a risparmiare e a soddisfare le esigenze di una famiglia numerosa con la comodità di diversi bagni, magari anche di una vasca idromassaggio.

Per questo scopo Immergas fornisce telai da incasso in cui installare soluzioni evolute a scomparsa come TRIO PACK, una gamma completa di pompe di calore ibride “all-in-one” e factory made, cioè composte e montate direttamente in azienda per garantire il massimo equilibrio di tutti i componenti. Oltre alla pompa di calore e al generatore a condensazione, i sistemi TRIO PACK HYBRID comprendono un bollitore sanitario da 160 litri capace di soddisfare più richieste contemporanee di acqua calda sanitaria. Sono comprese anche le connessioni per l’abbinamento ai pannelli fotovoltaici perché, come ogni pompa di calore, TRIO PACK offre il massimo risparmio quando è azionata dall’energia gratuita del sole.

Ridurre l’impatto ambientale, aumentare la comodità

L’obiettivo più importante per tutti noi, la decarbonizzazione: il processo indicato dalle autorità dell’Unione Europea per abbassare il consumo delle fonti di energia fossili e affidarsi sempre più alle fonti di energie rinnovabili. Meno petrolio e meno gas per avere aria più respirabile per tutti.

L’eccezionale incentivo del Superbonus 110% va in questa direzione perché è stato pensato proprio per stimolare al massimo la ristrutturazione degli edifici meno avanzati che disperdono più energia e consumano troppo. Infatti, tutte le ristrutturazioni che vogliono approfittare del Superbonus devono ottenere un guadagno di almeno due punti nella scala delle classi energetiche. Ad esempio possono passare da F a D o da D a B; tutto questo con un grandissimo risparmio di energia per gli inquilini. È importante però che i privati partano rapidamente alla realizzazione degli adeguamenti negli edifici monofamiliari perché bisognerà aver svolto almeno il 30% dei lavori entro il 30 giugno 2022 per poter sfruttare l’occasione del Superbonus 110%. Trovate maggiori informazioni su immergas.com.

Lavori trainanti, impianti di climatizzazione, pompe di calore

Tra i lavori trainanti, quelli cioè che per legge sono i più importanti per ottenere questi risultati, c’è la sostituzione degli impianti che servono al riscaldamento, alla produzione di acqua calda sanitaria e al raffrescamento in estate. Aggiornare un impianto termico governato da una vecchia e poco efficiente caldaia può quindi migliorare non solo la classe energetica ma anche il comfort abitativo. Gli impianti ibridi e in sola pompa di calore di Immergas permettono infatti di realizzare impianti molto efficienti e di aumentare di conseguenza anche il valore degli immobili perché più richiesti sul mercato. Al centro degli impianti termici ibridi o dei cosiddetti “no gas” ci sono le pompe di calore: apparecchi che sfruttano l’energia termica contenuta naturalmente nell’aria per dare calore o fresco secondo le stagioni.

MAGIS COMBO: le pompe di calore per sostituire le caldaie

La serie MAGIS COMBO di Immergas è formata da pompe di calore ibride aria-acqua monofase diverse per potenza. Oltre a riscaldare e raffrescare casa hanno caratteristiche particolari che permettono l’installazione in abitazioni da ristrutturare senza dover sostituire anche i termosifoni. Le MAGIS COMBO lavorare anche a 80° di temperatura massima e possono perciò sostituire vecchie caldaie senza eccessive complessità installative. In più, l’unità motocondensante esterna di MAGIS COMBO è di dimensioni compatte e può essere collocata facilmente in spazi ridotti.

Generatore a gas e energia rinnovabile, insieme negli ibridi

Le pompe di calore ibride di Immergas combinano due tecnologie per ottenere i migliori risultati di comfort in ogni situazione, infatti sono abbinate a un generatore a gas a condensazione. La caldaia è predisposta per entrare in funzione automaticamente quando la centralina elettronica stabilisce che il gas è più conveniente: di solito quando le temperature esterne diventano molto rigide o le richieste di acqua calda sanitaria sono abbondanti per fare più docce anche contemporaneamente.

Per aiutare la produzione di acqua calda, le MAGIS COMBO sono già predisposte per essere abbinate facilmente a pannelli solari termici che danno un notevole contributo e riducono il consumo di gas. D’altra parte, per far funzionare la pompa di calore senza pesare sulla bolletta elettrica si possono installare i pannelli fotovoltaici che sfruttano allo stesso modo l’energia gratuita del sole.

In sola pompa di calore, niente gas

In aree geografiche non troppo fredde si possono realizzare impianti del tutto indipendenti dalla rete del gas. Con apparecchi come TRIO PACK ELECTRIC, si può infatti riscaldare, raffrescare e produrre acqua calda sanitaria solo con la pompa di calore, possibilmente alimentata da pannelli fotovoltaici. La pompa di calore infatti è già predisposta per il collegamento anche ai pannelli solari termici mentre il boiler da 160 litri è un accumulo di energia termica utile per avere una risposta pronta per ogni esigenza durante tutta la giornata.

Sfruttare l’energia del sole con il fotovoltaico

Proprio per favorire questo passaggio all’energia rinnovabile, Immergas propone tre pacchetti fotovoltaici particolarmente efficaci e adatti a ogni tipo di abitazione. Il pacchetto START offre costi contenuti e semplicità di installazione offrendo anche soluzioni opzionali come i pannelli a lunga durata e l’app per monitorare le prestazioni dell’impianto. Con il pacchetto SMART l’impianto interagisce con l’abitazione in modo intelligente, dà cioè elettricità a elettrodomestici e dispositivi quando c’è energia in esubero per aumentare il comfort. In più, con l’inverter, può ricaricare un veicolo elettrico fino a 2,5 volte più velocemente rispetto ai caricabatteria tradizionali.

Il problema principale dell’energia ricavata dal fotovoltaico è ovviamente la notte. Il sistema STORAGE di Immergas offre però batterie di accumulo da 5 a 16 kWh, che restituiscono alla casa l’energia raccolta durante il giorno, quando serve di più. Pannelli, inverter, ottimizzatori solari, quadro elettrico, batteria, app di monitoraggio… tutto è di serie. In più si può avere anche il sistema che interagisce con l’impianto di climatizzazione e con l’Ev-Charger per la ricarica delle auto elettriche.

Alla base di tutto c’è la tecnologia a condensazione: è il sistema per evitare che il calore prodotto dalla caldaia venga disperso attraverso la canna fumaria. I fumi del generatore a condensazione hanno infatti temperature di 50-60 gradi a differenza di quelli delle caldaie tradizionali che escono dalle canne fumarie con temperature da 100 a 130 gradi. Grazie al raffreddamento e quindi alla condensazione del vapore acqueo contenuto nei fumi caldi, l’energia termica viene recuperata attraverso uno scambiatore di calore. Se tutte le caldaie tradizionali (ormai obsolete) fossero sostituite da caldaie a condensazione, tutta Europa potrebbe risparmiare fino al 30% di consumi del gas e di spese nella bolletta: un bel passo in avanti proprio nella direzione della riduzione dell’impatto ambientale voluto dall’Unione Europea.

Efficienza e altri vantaggi economici

La capacità di ridurre gli sprechi dipende inoltre dall’efficienza. Per dare un riferimento tecnico, il campo di modulazione della VICTRIX ZEUS SUPERIOR (la caldaia a condensazione Immergas più avanzata dotata di accumulo) va dal 10% al 100%. Questo significa che lavora al meglio delle possibilità in quasi tutte le condizioni, sia con fiamma molto bassa sia al massimo. Praticamente la caldaia ottiene risultati ottimi in ogni stagione: i tecnici misurano infatti la sua “efficienza stagionale” con un valore del 94%, molto elevato.

Classe A o A+? Dipende dalla termoregolazione

Abbinata a un termoregolatore avanzato, la VICTRIX ZEUS SUPERIOR può arrivare alla classe A+ il che consente di accedere più agevolmente agli incentivi Ecobonus del 65% in caso di ristrutturazione dell’impianto termico. I cronotermostati come SMARTECH PLUS o CARV2 permettono infatti di dosare la temperatura giusta zona per zona, secondo l’orario e le abitudini familiari, senza eccedere nei consumi.
Bisogna aggiungere a questi vantaggi economici anche un notevole vantaggio in fatto di emissioni nocive. VICTRIX ZEUS SUPERIOR, come tutte le caldaie a condensazione Immergas, raggiunge la classe 6, la più ecologica secondo le normative europee per quanto riguarda le emissioni di ossidi di azoto.

Nuova elettronica e tanti litri di comfort

Oltre all’attenzione per l’ambiente, dal punto di vista del comfort le caldaie più recenti offrono grandi vantaggi. Prendendo ad esempio ancora la VICTRIX ZEUS SUPERIOR, la nuova elettronica permette di gestire tre zone diverse dal cruscotto o di impostare comodamente il comfort per fasce orarie con tasti “touch” retroilluminati, di avere il comando da remoto e di programmare la funzione anti-legionella, fondamentale per la sicurezza della famiglia. In più, per assicurare tanta acqua calda anche quando si fanno più docce di seguito o in contemporanea c’è un boiler in acciaio inox da 54 litri realizzato nei propri stabilimenti italiani.